Mac mini: quando piccolo è bello

Prime impressioni toccando, usando e giocherellando con il nuovo Mac mini. Dopo aver anche parlato con i suoi creatori e cercato di capire per quale mercato effettivamente nasca il più economico Mac di tutti i tempi

In queste ore stanno tutti impazzendo a cercare di definire in una frase la strategia di Apple: “piccolo è bello”, “per esser grandi bisogna diventare piccoli” e mille altri giochi di parole su Mac mini e iPod shuflle (che è andato completamente esaurito sia all’AppleStore di San Francisco che a CompUSA, poche decine di metri più un là ). In realtà , guardando il Mac mini e pensando un po’ alla storia e tradizione della Apple di Steve Jobs, viene da pensare: il Cubo reloaded, il computer voluto tre anni fa da Jobs in persona, ma questa volta costruito per diventare un best seller.

L’aspetto e la sensazione del nuovo Mac è incredibile. Nella sala dei product briefing con i tecnici di Apple, dove i giornalisti che partecipano al Macworld hanno la possibilità  di “toccare con mano” e parlare con gli esperti, prima ancora di vedere il piccolo computer è stata mostrata la sua scheda logica: più piccola di molte schede video e Pci in vendita per i grandi desktop in formato tower. Uno shock, o se vogliamo un piccolo capolavoro di ingegnerizzazione.

Sul davanti, una minuscola feritoia circolare diventa la luce con cui si capisce se il Mac è acceso o no. La ventola interna è computerizzata e produce un silenzioso e costante flusso di aria: non supera i 22 dB di rumore. Da notare il sotto della macchina: il Mac poggia sulla “pancia”, mentre i quattro bordi sono leggermente sollevati e al loro interno mostrano che c’è tutta una corona interna da cui viene assorbita l’aria che poi viene dissipata posteriormente, una volta raffreddata la Cpu.

Il processore, dotato di 512 kB di cache L2, è l’unico che deve essere raffreddato. Il processore grafico della Ati Radeon 9200 da 32 MB di vram non necessità  probabilmente di nessun tipo di raffreddamento, anche perché non ha abbastanza potenza per scaldarsi eccessivamente. Purtroppo. In ogni caso, dopo un paio di prove su macchine appena installate, tutto sembra filare molto liscio e molto rapido: nonostante i soli 256 MB di ram (upgradabili sino a 1 GB con l’unico slot a disposizione) la macchina si muove tranquilla e fa’ partire iPhoto e GarageBand in pochi secondi.

Le idee su come usare questo piccolo computer sono varie. Vediamo però come configurarlo. Sicuramente non è necessario aggiornare l’hard disk passando da 40 a 80, oppure “salire” dal drive Combo al Superdrive. Spese quasi inutili. Meglio comprare a 200 euro un disco esterno Firewire da 250 GB con velocità  di rotazioni e flessibilità  maggiori. Soprattutto, meglio investire su wireless (sia Bluetooth che Airport Extreme sono optionals) che Ram (vanno bene anche quelle di terze parti, mirando da subito a comprarne q GB). Il processore? Meglio il più veloce, ovviamente, anche se in realtà  il salto non è tale da giustificare i cento euro aggiuntivi.

Cosa se ne può fare? La prima idea è quella di un media center. Attaccarlo sotto al televisore allo stereo e tutto il resto. Certo, non ci sono uscite ottiche per l’audio, ma finalmente c’è un Mac che può lavorare insieme alle sorgenti casalinghe di video e audio (filmati Divx, musica Mp3, Aac). Come fare ad amministrarlo senza un monitor? Semplice, basta usare programmi come Apple Remote Desktop da un altro Mac (per esempio un portatile) via Airport Express. Funziona senza problemi ed è come lavorare direttamente con il computer stesso.

Altro uso: perché non un server? In questo caso, sempre (forse) con un disco esterno aggiuntivo, il Mac mini diventa un po’ il centro della vita di casa. Collegato direttamente alla presa Adsl o Fastweb, firewall alzato (se volete), connessione Wi-Fi per tutti gli altri computer di casa, luogo centralizzato anche per tutti quei file e servizi (la stampante e tutto il resto) che si vogliano condividere tra i Mac. Inoltre, se avete un indirizzo IP statico, grazie alla sottostante potenza di Unix potrete trasformare il Mac in un vero e proprio web server.

Ancora, un Mac “trasportabile” tra casa e ufficio. Magari negozio e ufficio. Con i vantaggi di un computer fisso rispetto al portatile (soprattutto in termine di prezzo) e magari sfruttando la presenta di due tastiere, mouse e monitor uno a casa e uno al lavoro. Vi assicuriamo, messo nello zainetto pesa meno di un portatile e l’ingombro è minimo. Peccato solo che il personale di Apple poi lo abbia rivoluto indietro…

Un altro uso è quello del… grid computing. Mettiamone due uno sopra l’altro, collegati via Firewire con Tcp/Ip abilitato, facciamo partire Xgrid (o facciamolo partire con Mac OsX Tiger che lo avrà  di serie) e avremo un piccolo dual processor G4 a meno di mille euro. Pensiamo in grande: arriveremo a vedere film prodotti e montati su grid di una decina di questi piccoli Mac…

Altri usi sono quelli classici in cui piccolo è meglio: negozio, chioschi, postazioni educational dove si vuol solo cambiare computer e non buttare via i monitor, e via dicendo. In tutte queste situazioni il Mac va più che bene. Pensate, se avete una attività  commerciale, di portarvi dietro il Mac nello zainetto per montare una stazione volante in Fiera, con annesso proiettore di quelli minimi come display e magari un piccolo televisorino-monitor da 5 o 6 pollici (se ne vendono a meno di settanta euro) come visore di backup.

Un nuovo mondo si apre per il Mac mini. Un mondo enorme per un piccolo computer.

mac mini

Trovate una galleria completa di immagini con l’esterno, l’interno, i dati di targa e il profilo sistema di Mac mini su questa pagina di MacityNet