PowerR Director's Cut - Convertitore Analogico-Firewire
di Settimio Perlini - Ottobre 2000

(aggiornamento Giugno 2001 - Lo stesso modello con finitura esterna chiara e' stato messo in commercio dal distributore inglese Miglia.

L'aspettavamo da tempo.
Dopo mesi e mesi di "Vaporware", prodotti tutto fumo e niente arrosto, da parte di ditte semisconosciute e giganti del video editing, dopo rendering più o meno approssimativi di scatole di convertitori inesistenti, continui riinvi della data di uscita che ora per molti si riferiscono ad un generico "fine 2000", dopo avere letto per l'ennesima volta sui siti europei che per convertire il DV in analogico e viceversa si può utilizzare il Sony DVMC-DA1/DA2 (notoriamente solo per NTSC),
dopo centinaia di email da parte dei nostri lettori sull'argomento, l'abbiamo finalmente potuto sperimentare a lungo la "scatola" che aspettavamo tanto.

Si tratta del primo modello di convertitore Analogico-Firewire ad un prezzo "consumer" (l'alternativa è un ben più costoso modello di Miranda) disponibile per chi utilizza PAL e non viene da un grande nome degli accessori DV ma da una finora sconosciuta ditta (almeno per il grande pubblico italiano) di Seattle che risponde al nome di PowerR e che si occupa da sempre di convertitori Video e TV per i Mac.
Abbiamo incontrato il responsabile di prodotto all'expo Parigi in un piccolo stand sul retro di quello gestito da Formac (altro produttore da cui aspettiamo un aggeggio simile).
Director's Cut era collegato ad una vecchia telecamera VHS "a spalla" con una connessione in videocomposito che finiva al Box nero e da qui partiva il cavo firewire connesso ad un iMac con iMovie 2 in funzione che permetteva il preview e la digitalizzazione.

Finalmente un prodotto reale e funzionante!
Ora, dopo averlo sperimentato per qualche giorno su macchine desktop e portatili siamo in grado di effettuare un report dettagliato.

La confezione
Abbiamo testato un prototipo, un esemplare di preproduzione e quindi non sappiamo se nella confezione finale saranno presenti cavi e dotazioni aggiuntive (magari già in possesso di chi lo acquista) quindi non possiamo dare un giudizio sulla confezione.
Il prodotto non necessita comunque né di software particolare, né di alimentatori esterni per funzionare con tutti i Mac che hanno la firewire di serie.

Il box nero non ha grandi pretese estetiche: la costruzione solida e il colore nero del case metallico gli danno quel look da professionista poco amante dei fronzoli che piacerà ai videoamatori "duri e puri".



Su frontale, scorrendo da sinistra a destra abbiamo l'interruttore di alimentazione, lo switcher per la cattura o l'esportazione dell'immagine, quello per la scelta dello standard NTSC o Pal, il Jack full size per la presa cuffia e il relativo potenziometro per la regolazione del volume.

Il primo switcher ▄ controllato "dall'interno" dalla connessione Firewire, infatti, a seconda che iMovie o altra applicazione DV acquisisca o esporti immagini, un led verde si accender÷ per segnalare la modalit÷ di funzionamento ma é possibile, se ci sono problemi, forzare la modalità desiderata in manuale.
La selezione PAL/NTSC ▄ del tutto manuale ma certamente non sarete lĎ a cambiarla tutti i giorni!

Sul retro troviamo una selva di connessioni per tutte le esigenze.. di fianco all'alimentazione, che potrà essere utilizzata per non prentendere troppo da un portatile o per essere gestita da portatili con scheda PCMCIA, troviamo la presa Firewire (che permette anch'essa l'alimentazione dell'apparecchio) e poi tutte le connessioni di ingresso e uscita audio e video.
La foto meglio di mille parole può illustrarvele.
In ogni caso l'uscita Video e Audio è sdoppiata per permettere un comodo controllo delle operazioni di editing.

Qui sotto una foto dell'interno con i chip di DIVIO e Philips che gestiscono la maggior parte dei task.


Test: Collegamenti
in ingresso.
Da videoregistratore VHS home ad iMovie.
Nessun problema per acquisire video da Cassette o dai canali TV (utilizzando il sintonizzatore) si potrà utilizzare anche iMovie per registrare intere trasmissioni televisive (avendo spazio sufficiente sull'hard disk - 1 secondo e' uguale a 3.4 Mb di video DV) o comunque trasferire in formato DV tutti le vecchie riprese su VHS e VHS-C.
Naturalmente la stessa cosa vale per le telecamere analogiche in qualsiasi formato, comprese le 8 e Hi-8 (che altrimenti possono essere riprodotte su Digital 8 per acquisizione DV senza adattatori).

Da lettore DVD a iMovie e Final Cut
Abbiamo utilizzato l'uscita S-Video di un lettore Graetz, acquisendo alcuni trailer senza protezione Macrovision: i risultati sono eccezionali, nessun evidente effetto di compressione o di traduzione del segnale, sbavature o rumore aggiuntivo rilevabile ad occhio nudo.

Da telecamera con uscita videocomposita per registrazione "live":
Uno degli utilizzi del box può essere quello della telesorveglianza oppure delle riprese naturalistiche... il cavo per il videocomposito può viaggiare per metri e metri e permette di osservare a distanza persone, animali e fenomeni naturali senza essere visti.

In tutti questi casi il box era in grado, una volta avviato iMovie, di essere riconosciuto da questo come una telecamera (appariva infatti la dicitura "telecamera collegata") e premendo il tasto "capture" sul frontale di mostrare sullo schermo le immagini provenienti dall'ingresso analogico naturalmente registrabili con i classici comandi del semplice editor video di Apple e anche di Final Cut.

Test: Collegamenti in uscita.
Ovviamente il convertitore compie anche l'operazione inversa:
E' possibile esportare sia verso la TV che verso un videoregistratore analogico il proprio film montato con gli spezzoni DV (a loro volta convertiti da originali analogici o digitali).
Oltretutto, grazie alla doppia uscita analogica è possibile sia monitorare il segnale su una TV per conoscere ciò che viene registrato su un videoregistratore collegato o per effettuare una registrazione contemporanea su due supporti.

Con alcune clip presenti sull'hard disk interno del G4 la visualizzazione delle immagini é immediata e diretta senza alcun bisogno di attivare comandi particolari

Utilizzando un hard disk esterno Firewire è necessario utilizzare il comando esporta su Video e nei primi 5 secondi l'immagine ha dei notevoli sganci: questo perché la porta firewire deve in qualche modo gestire il flusso dei dati in entrata dall'hard disk (esterno, lo ripetiamo) e di uscita verso il box (al rate fisso di 3,4 Mb secondo): sarà sufficiente inserire uno spazio nero di 5-10 secondi all'inizio del nostro montato per visualizzarlo senza problemi in diretta o per attivare manualmente il videoregistratore su cui effettuare il riversamento.

Ovviamente tutto quello che abbiamo detto per iMovie é valido per FinalCut: le operazioni di importazione ed esportazione sono senza tentennamenti o problemi.
Audio e video sia in ingresso che in uscita non subiscono nessun tipo di degrado evidente.

(Update)
Alcuni lettori ci chiedono se é possibile vedere sul monitor esterno collegato al box non solo il video in riproduzione o esportazione ma lo schermo principale di iMovie in cui sta facendo lo "scrab", in pratica se si possono vedere le immagini in fase di editing o spostamento manuale all'interno del clip:

la risposta e' affermativa, se ci si muove rapidamente sulla timeline della schermata principale si vedranno le immagni anche sul monitor collegato. Quando l'immagine si ferma questa persiste se siamo nel mezzo della scena mentre viene automaticamente sganciata (per lasciare posto ad un quadro completamente rosa) all'inizio o alla fine della sequenza.

Se utilizzato con FinalCut o iMovie, il dispositivo sceglie automaticamente se lavorare in acquisizione o in esportazione segnalando il relativo stato con l'apposito led frontale.

Conclusioni
Questa era la "scatola magica" che aspettavamo da tempo: sin dall'apparire di Firewire sui primi Mac G3 (con 3 slot) e poi sugli iMac senza possibilità di montare schede PCI, ci chiedevamo il perché Apple tendesse a ridurre gli slot sulle proprie macchine per aumentare le connessioni esterne.
Director's cut e' la risposta a questa domanda: non servono più costose schede di acquisizione analogica, da utilizzare all'interno di una macchina e impossibili da montare sulle configurazioni (apparentemente) chiuse di iMac e portatili ma con un semplice scatolotto nero abbiamo la possibilità di gestire il video analogico in ingresso e in uscita (proveniente dalle applicazioni per il montaggio video), mischiando spezzoni di origine analogica o DV e lo possiamo fare su qualsiasi macchina recente di Apple; anche sugli ultimissimi economici iBook Firewire che forniscono sufficiente alimentazione per gestire Director's Cut.

Compatibilità:
Qualsiasi Mac con MacOS 8.6 interfaccia Firewire in dotazione. (alcuni modelli di interfacce firewire aggiuntive su PCI) , Final Cut 1 e iMovie 1.01

Sito web del produttore
PowerR

Prezzo:
L. 1.095.000 + IVA

Distributore Italiano
Turnover


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