iBook 12" 900 contro PowerBook 12" 867:
prova su strada

ibpb di Antonio Dini
21-09-2003

Poche decine di megahertz di differenza e due filosofie opposte. In questa prova speciale, la prima di una serie "sul campo", abbiamo messo a confronto due portatili molto popolari: l'iBook 900 e il PowerBook 12 pollici 876. Proprio in questi giorni è uscito un modello 12 pollici nuovo (con clock da 1 Ghz) e vale la pena vedere come si comporta la vecchia macchina, abbondantemente disponibile nel canale dell'usato e tra le ultime scorte dei rivenditori, rispetto al piccolo computer bianco definito da molti un "entry level di lusso".

Non sono due macchine da sogno. No, quella è la posizione occupata dal 17 pollici tutto in alluminio e dal nuovissimo 15 pollici, erede del mitico Titanium.


Ma i due "piccoli" portatili di Apple hanno invece due grandi vantaggi: sono di sicuro i più comodi da trasportare e i più economici, anche se c'è una certa differenza di prezzo tra le due macchine.
ibook Vediamo di ripassare le caratteristiche prima di entrare nel vivo della prova su strada e apprezzare le diverse qualità dei due modelli, il cui unico elemento in comune è la dimensione (ma non la qualità!) dello schermo Lcd.

iBook 900. Il modello provato è stato ampiamente arricchito di ram (640 Mb) e dotato di scheda Airport. Offre una serie di caratteristiche tecnologicamente inferiori rispetto al più giovane fratello in alluminio, Innanzitutto il processore: G3 contro G4 (quindi niente accelerazione Altivec per le applicazioni che ne facciano uso), un bus di sistema più lento, memoria ram più lenta, scheda video più lenta ma dotata dello stesso quantitativo di video ram: 32 Mb. L'hard disk è da 40 GB con una velocità di rotazione di 4200 cicli al minuto.

pb12997PowerBook 12 pollici. Clock più lento per la Cpu, ma il motore è il G4 di Motorola e non il "vecchio" G3 di Ibm. Bus dati più veloce, scheda video più moderna ed efficiente, la macchina in prova era tuttavia equipaggiata "solo" con 256 Mb di Ram e senza scheda Airport Extreme. Anche l'hard disk era generoso: 60 GB. Senza contare la dotazione di porte: uscita Vga, doppio canale audio (in e out contro il solo out preamplificato dell'iBook) e la capacità di funzionare con schermo esteso dopo aver agganciato un monitor esterno oppure a coperchio chiuso (clamshell mode).

Il primo impatto
L'esterno dei due computer, apparentemente molto simili, è in realtà estremamente diverso. Molto gradevole il design e il senso di solidità dell'alluminio del 12 pollici, la cui tastiera metallica è estremamente gradevole e ben visibile anche con scarsa illuminazione; l'iBook conserva tuttavia una marcia in più. Il materiale plastico utilizzato (con la diversa rifinitura in bianco della parte superiore intorno alla tastiera) e il senso di solidità oltre al gusto del colore lo rendono sicuramente più "unisex" del PowerBook.
Inoltre, attrae di più l'attenzione anche se l'effetto complessivo è "meno professionale" e "cattivo" del 12 pollici. Sono entrambe due macchine molto robuste, però la superiorità dell'alluminio anodizzato appare evidente dopo soli pochi giorni di uso: basta un batuffolo di cotone per pulire completamente la macchina, mentre ditate e piccoli graffi tendono da subito a insidiare l'iBook.

La rumorosità delle due macchine è molto contenuta. Soprattutto le ventole dell'iBook sembrano non attivarsi quasi mai e comunque solo per pochi secondi. E' quasi più rumoroso il disco rigido.
Il PowerBook, soprattutto, è dotato di un numero consistente di ventole che producono, le rare volte che si attivano, un forte "effetto phon". Da notare, tuttavia, che si attivano molto raramente e - in pratica - solo quando la macchina è attaccata alla presa di corrente.

Giro di prova
Già dall'interfaccia si capisce subito dove andiamo a parare. L'iBook da solo è veloce e performante, soprattutto se non si chiede l'impossibile.
Le finestre si aprono in un attimo, le operazioni anche complesse (è stato usato su entrambi i computer Mac Os X 10.2.6) come verificare e correggere tutti i privilegi del disco con Disk Utility richiedono un tempo più che ragionevole.
L'effetto di minimizzazione al replay di una finestra (ottenuto tenendo pigiato il tasto shift con l'effetto lampada di Aladino) è fluido.

Ma se subito dopo si prova il PowerBook, ci si accorge che il bus più veloce, il processore G4 (seppur lievemente più lento) e la scheda video soprattutto fanno un bel po' di differenza. Il Finder diventa da molto veloce praticamente istantaneo e anche le piccole indecisioni di qualche frazione di secondo (o interi secondi) scompaiono del tutto o quasi.

Nel perdurare della prova il divario tende ad allargarsi, man a mano che il disco rigido si riempie e diviene più frammentato. La particolare condizione della prova (meno ram per il PowerBook) ha però aiutato a mantenere un sostanziale equilibrio, sottolineando ancora una volta, se necessario, che Mac Os X è un sistema operativo "affamato" di memoria Ram.
Più ce n'è, meglio è.
Per qualunque applicazione, Finder compreso, è anche la ram a fare la differenza. Il G4 e la scheda video, comunque, segnano un piccolo ma ineluttabile vantaggio: l'iBook è perfetto a meno di volerlo comparare, in quel caso perde fluidità rispetto al PowerBook.

Piena velocità
Se non si ricorre ad applicazioni particolarmente "pesanti" o che richiedano un contributo sostanziale da parte di Altivec, il set di istruzioni del G4 che manca ai piccoli processori di Ibm, le performance dell'iBook sono sempre più che accettabili.
E comunque compensate da una batteria più durevole e con una curva dei consumi regolare. Il PowerBook in prova, invece, è stato al tempo stesso una sorpresa buona e cattiva.

Da un lato, infatti, è perfettamente paragonabile a macchine più veloci, anche desktop, mentre dall'altro presenta improvvisi rallentamenti, veloce consumo della batteria a picco finale molto rapido. Per quanto riguarda lo schermo, il PowerBook dice la sua con una migliore brillantezza e più ampio angolo visuale.
Anche l'audio è superiore sia nella potenza di emissione grazie al posizionamento degli speaker e alla presenza di un terzo altoparlante che sfrutta in qualche modo la cassa armonica del case, che nella possibilità di usare porte in e out che mancano nell'iBook.
Non è stato testato il comodissimo bluetooth di serie, né la connettività Airport Extreme.
In più, il difetto che molti hanno notato, cioè l'eccessivo riscaldamento, apre un capitolo in cui l'iBook può fare la parte del leone.

L'acqua bolle
tastieraNon è vero che il PowerBook sia "terribilmente" caldo, anche se in particolari condizioni ambientali (uso con presa elettrica di rete, temperatura estiva molto elevata, maggior efficienza termica dell'alluminio che si traduce in un maggior senso di calore, diversa disposizione di Cpu, batteria e hard disk internamente) diventa in effetti molto caldo.
Ma niente che superi i valori di sicurezza per l'uso di questo tipo di macchine. Di contro, l'iBook sembra effettivamente "gelido", a condizione di non occludere le prese d'aria laterale e posteriore.
Se siete "termosensibili", avete bisogno di mezz'ora in più di batteria o semplicemente volete solo scrivere e leggere mail l'iBook è senza dubbio alcuno la macchina più adatta.

Per tutti gli altri, visto anche che nel mercato dell'usato il prezzo è assolutamente compatibile tra un "vecchio" 12 pollici e un nuovo iBook (oltretutto il primo è abbastanza resistente da presentare con molta difficoltà lesioni imputabili all'uso quotidiano effettuato con la diligenza del buon padre di famiglia), il PowerBook si presenta come la scelta più logica.
Oltretutto, in prospettiva il G4 offre una aspettativa di vita (intesa come compatibilità con le applicazioni future sotto Os X) maggiore che non l'attuale G3.
Il discorso potrebbe cambiare in futuro se Apple deciderà di utilizzare i G3 di là da venire dotati di un mini-Altivec.

pb121000In conclusione
Due piccole note: per quanto scomodo il carrello per caricare i cd dell'iBook (e anche un po' fragile) è sicuramente più tranquillizzante del sistema a scomparsa del PowerBook, messo oltretutto nella stessa posizione laterale destra lievemente scomoda e più lenta nel caricare i dischi.

Inoltre, se il problema è di budget, il più economico iBook offre in cambio di minori performance (peraltro perfettamente accettabili per un uso amatoriale e non orientato all'editing audio, video o ai videogiochi a tutti i costi) una ottima solidità, batteria più performante e un design accattivante.

Le dimensioni ridotte del PowerBook (pochi millimetri, ma tutto conta) sono invece un buon punto di partenza per chi viaggia molto e vuole pochi ingombri, oltre a una dotazione completa e assolutamente paragonabile a quella dei PowerBook di taglia maggiore, anche se il modello in prova non era ovviamente dotato di Usb 2 e uscita video Dvi.
Le performance sono all'altezza e forse il solo punto che può veramente giustificare l'acquisto dell'iBook 900 è il design. Il bianco è più elegante del color alluminio.


Link Utili:
>> Un confronto diretto dal punto di vista estetico tra i due portatili
>> La pagina dedicata ad iBook su "ilmioMac" con tutti gli articoli e le immagini sull'argomento
>> La pagina dedicata a Powerbook su ilmioMac con tutti gli articoli e le immagini sull'argomento
>> La pagina dedicata ad messages/4161/387.shtml?1064130972">iBook e quella per i messages/4161/388.shtml?1064006322">PowerBook sul Forum di MacityNet con i pareri degli utenti