Extensis ci prova ancora: Suitcase 10
di Giuseppe Franchini
15-02-2002

Annunciato da tempo in forma carbonizzata per MacOSX, Extensis ha aspettato la versione 10.1 del Sistema per offrire la propria compatibilità, certa che probabilmente i tempi non sono ancora perfetti ma che sicuramente non era più il caso di aspettare ancora per farsi sentire: ecco dunque la nuova release del pacchetto di gestione font per eccellenza, Suitcase 10.

La genesi di un prodotto informatico spesso incontra problemi non solo per propria natura, ma anche nella mancanza di un numero congruo di realtà parallele che lo supportino e che gli permettano di proporre tutte le innovazioni senza il lascito delle vecchie caratteristiche che l'hanno reso tale nelle precedenti incarnazioni.

E' così anche con OSX, per il quale quello che solitamente di definisce lo 'Zoccolo duro' dell'ambiente tipografico, solitamente poco propenso ai cambiamenti, possa trovare ogni componente che lo ha visto appoggiasi sempre di più nel tempo al fidato Classic e affrontare con serenità il nuovo corso di Aqua.

La confezione
Tutto il pacchetto si basa sulla semplicità e sulla sobrietà, a partire dalla scatola, contenente un CD, la licenza cartacea e un manuale in Pdf che illustra funzioni (perlopiù per OS9) che qualsiasi utente di programmi ben più complessi per l'editoria intuirà tranquillamente.
La versione inserita dentro la scatola da noi provata è la 10.1, con un bell'adesivo in primo piano che pubblicizza la piena compatibilità con il nuovo sistema.

Con il numero di serie in mano abbiamo provveduto comunque a scaricare la versione 10.1.2 direttamente dal sito Extensis, certo più performante nell'attivazione automatica e con qualche miglioria qua e la (con, tra l'altro, la compatibilità con Adobe Illustrator 10), sinonimo che i ragazzi alla Extensis continuano lo sviluppo per dare al prodotto un risvolto sempre migliore.

L'installer provvede (nel set 'Easy') a prendere in mano sia OSX che l'eventuale ambiente Classic, se presente, per il quale la stessa applicazione presenta funzionalità in più (dovute al pannello di controllo che ovviamente in Aqua non viene visto): tralasceremo in questo caso le peculiarità della versione per Classic in quanto pressochè identiche alle precedenti versioni, concentrandoci sugli aspetti che rendono il pacchetto 'indispensabile' per OSX.

Assieme a Quartz
L'applicativo si presenta come una utility compatibile con tutti i System dal 10.1 in su, con caratteristiche hardware del caso, e riconosce tutti i tipi di font, da TrueType a PostScript passando per le nuove OpenType trattandole in un certo senso allo stesso modo, dando per scontato che sotto sotto Quartz faccia il lavoro di riconoscimento e interfacciamento delle font con le varie periferiche di output siano esse stampanti PostScript, InkJet o il semplice monitor per i lavori con Flash o LiveMotion, programmi web che fanno un uso intenso dei caratteri tipografici in quando provenienti da una architettura vettoriale.

Una interfaccia semplice e parca comunque in stile Aqua fa capolino ad un motore 'sotto il cofano' potente e flessibile che si piega a tutti gli usi e a un numero sempre crescente di applicazioni: quando infatti particolari strutture non consentono a Suitcase di gestire i singoli applicativi ecco dei piccoli plug-ins che 'lasciano la porta aperta' in maniera appropriata, come nel caso di XPress e Illustrator.

Una singola finestra si divide in tre zone che presentano i caratteri catalogati nel database, dei singoli set di preferenze e una indispensabile (dire utile non renderebbe la cosa, dato che una volta abituatesi, risulta impossibile lavorare senza) finestra di anteprima, personalizzabile a seconda delle esigenze.

Cinque pulsanti svolgono funzioni che comunque possono essere eseguite direttamente dal Finder con il drag&drop: il software si integra perfettamente con ques'ultima applicazione facendo sembrare Suitcase come una utility Apple.

La velocità risulta buona sia nell'inserimento di font nel database sia nell'attivazione degli stessi, per non parlare dell'anteprima che viene visualizzata in tempo reale.Unico difetto, probabilente dovuto alla gioventù, che comporta il funzionamento dell'architettura solo ad applicativo aperto, mentre era più auspicabile un più intimo contatto con OSX, ad esempio come inserito nel pannello di controllo e con un client esterno per la gestione, ma probabilente Extensis ha preferito agire sin da subito con una struttura robusta come si conviene con una clientela diffidente come quella tipografica, per la quale più di altre il prodotto è stato scritto, provvedendo magari in futuro (al passo delle future release Apple, visto che già si mormora di cambiamenti per quanto riguarda OSX 10.2).

Punto a favore è la possibilità di chiudere la finestra (oltre che, ovviamente, minimizzarla) lasciando l'applicazione aperta, e con un semplice clic sull'icona nel Dock aprire un'altra finestra per ulteriori manutenzioni.

Lavori in corso
Al di la delle funzioni gestionali dell'applicazione, la capacità più importante risulta quella di attivare le font in background, in base ai bisogni dell'utente e senza comportare finestre di richiesta o interferenza inutili, data la presenza fisica delle font scontata.Il lavoro viene svolto bene, anche se non offre una compatibilità al 100% con le applicazioni presenti: dati per ovvi XPress e Illustrator (in quanto Suitcase installa plug-in appositi), ottimi riusultati si sono riscontrati anche con Photoshop, mentre AppleWorks e Word hanno fatto storcere un po' il naso.

Le capacità dell'applicativo comunque prevedono queste mancanze attivando le font in maniera provvisoria o definitiva, quindi un po di cura da parte dell'utente (mai mal spesa per quanto riguarda i caratteri) potrà rimediare sicuramente alle mancanze dell'utility, sperando che con l'andare del tempo Extensis provveda (come ha fatto fino ad ora) a estendere la compatibilità perlomeno ad applicativi che la richiedono a maggior forza.

Le particolarità del prodotto comunque comprendono tutte la caratteristiche delle font, e faranno certo felici quanti lavorano con notevoli archivi e necessitano spesso di consultazioni di alto livello tecnico o artistico: la finestra di info relativa ad un font mostra quanto è possibile dello stesso, dal numero ID alla esatta versione (utile per evitare incompatibilità o riflussi), mentre una utility esterna, compresa nel pacchetto (LemkeSoft's FontBook), si occupa di stampare un volume cartaceo con i vari layout dei font, da consultare prima di analizzare un lavoro per trovare l'esatta impronta con la quale lavorare (e con le possibilità di OSX è possibile anche esguire un catalogo digitale in pdf, risparmiando anche carta e conservarlo magari in un server).

Conclusioni
Sommariamente il pacchetto Suitcase risulta buono, una semplice utility che fa il suo lavoro e, dove non riesce forse per una ancora non piena integrazione con il nuovo Sistema operativo, con un team alle spalle che sta lavorando in maniera egregia per fornire un supporto sempre più ottimale (due patch gratuite negli ultimi tre mesi). Ma più di tutto questo è un pacchetto serio e stabile nel quale fare affidamento nel delicato passaggio dall'ambiente Classic al nuovo X, ora che sempre più applicativi vanno carbonizzandosi e dunque ci sono sempre meno motivi, effettivamente, per non abbracciare il nuovo corso.


Suitcase 10 e' prodotto da Extensis.
Il prodotto in prova e' distribuito da MelaEffe
Prezzo al pubblico 137 Euro + IVA

Requisiti di sistema
- Macintosh Power PC
- Mac OS 8.6-9.2.1, Mac OS X (v10.1.1 o successivo)
- 32 MB di RAM per Mac OS 8.6-9.2.1; 128 MB per Mac OS X
- 10 MB di spazio libero sul disco rigido.