Virex 7 sotto esame
di Black P.

Al lavoro su Mac OS X

La nobile arte della "dietrologia" ;-) ci consente di interpretare correttamente le dichiarazioni giunteci dal recente MacWorld di NY.
Nelle intenzioni di Steve Jobs, era più pressante "cementare" il sodalizio tra gli sviluppatori di software ed il nuovo OSX piuttosto che presentare nuove linee di modelli hardware, che in ogni caso avrebbero scoperto il fianco alle critiche degli incontentabili e mai soddisfatti utenti Macintosh.
La mossa di prendere (ancora) tempo, fino a settembre, non ha frenato il fermento programmativo delle case produttrici di programmi, prodighe di commenti entusiastici sulle nuove potenzialità offerte dall'OS X di Apple.
Qualche utilizzatore smaliziato potrà anche chiedersi come mai, oltre al settore della grafica, del CAD, della musica, del networking, si stanno spendendo tante energie nella carbon-stesura di programmi antivirus, dato che cambiando le fondamenta del Sistema Operativo, i vecchi virus dovrebbero essere inefficaci contro il kernel BSD ... (a quando il primo virus "universale" in Java?).
Uno dei motivi potrebbe risiedere nella considerazione che per certe cose è meglio pensarci in tempo, ma più realisticamente potremmo malignare sul fatto che il dottor Norton ha, già da settimane, rilasciato una versione preliminare del suo Antivirus e quindi toccava anche al suo concorrente Symantec, provvedere a rassicurare l'utenza sul supporto al futuro OS.

Diamo quindi un'occhiata a Virex 7b3, chiaramente una versione non definitiva, ma sufficiente ad avere un'idea dei progressi compiuti fin adesso.

E' da notare che, nelle scorse settimane, era in circolazione una release poco "amichevole", gestibile per mezzo di istruzioni da digitare in una linea di comando, nel più puro stile linuxiano (opzione che è comunque rimasta disponibile).
Ottenere il software è cosa da pochi minuti, basta partire dall'indirizzo web http://www.mcafeeb2b.com/beta/products/VIREX-intro.asp e riempire un form con i propri dati.

Ciò fatto si passa alla fase di download e dopo non molto si è pronti per cominciare.

Il programma è definito dai suoi ideatori come nativo per OS X e richiede almeno la versione 10.0.3 per poter girare correttamente.
Esso giunge con un comodo installer, che, alla richiesta della password di root, posiziona una cartella contentente l'applicazione stessa, un readme ed un file testo con la licenza d'uso, tutto nel folder applicazioni.
Chi mai ha la pazienza di guardare i files readme, allegati ai software?
Questa volta suggerirei fortemente di fare un'eccezione e di leggerlo per sapere come aggiornare le definizioni antivirus e come procedere ad una sua eventuale disintallazione via Terminale (gettare via brutalmente la cartella non è sufficiente, e si lascerebbero residui nel Core di OS X).
Virex 7b3 è in grado di individuare ed eliminare virus e Trojans per Windows e Macintosh. Allo stato attuale di sviluppo del programma, esso non è capace di scansionare l'interno dei files Mac compressi, per quanto, stranamente, riesca a farlo con quelli compressi del PC, se viene utilizzata l'opzione --unzip.

L'interfaccia
L'aspetto visivo è gradevolmente stato adattato allo stile di Aqua e riprende i grandi pulsantoni della tradizionale versione 6.1 per OS classico.
Il loro significato è così intuitivo che non vale spendervi troppe parole a riguardo.
Vi è una parziale implementazione del drag and drop, così familiare agli utenti Mac, dato che si attiva la scansione, come in precedenza, trascinando le icone di files o cartelle sul pulsante "diagnose".
Lo stesso, però, non accade se c'è l'icona dell'antivirus minimizzata nel dock, a differenza di tanti altri programmi.
Le preferenze, comprendono scelte sui reports, sulla disinfezione automatica più tutta una serie di opzioni dedicate alla diagnostica.
E' interessante far notare che le stesse scelte si possono richiamare dall'omonimo menu correttamente posizionato nella prima tendina, dopo la voce about, nel rispetto delle direttive di Apple per l'adattamento dei nuovi software.

Non c'è una voce dedicata alla programmazione temporale della scansione, a scadenze regolari, mancanza comprensibile in una versione beta, ma i guru del terminale potranno lo stesso supplire, utilizzando il demone cron, modificando il crontab file di default, nella directory /private/etc.
Osserviamo, inoltre, che il pulsante "virus info", purtroppo non richiama più un database interno, ma fa partire il browser di default alla volta dell'indirizzo web http://vil.nai.com.
Il vantaggio di una scelta di questo tipo sta nella possibilità di offrire informazioni sempre recenti ed aggiornate, ma questa tendenza programmativa, analoga all'help in linea di OS X, costringerebbe ad essere costantemente e permanentemente collegati alla rete per ottenere i dati di cui si ha bisogno.
Condizione, questa, probabile al di là dell'oceano, ma ancora a venire per noi utenti italiani.

In ultimo, il pulsante "help" richiama l'Help Viewer di Sistema con le tradizionali informazioni, scritte in formato ipertestuale HTML.

Le prestazioni: X e 9 a confronto

Virex per OS X si avvantaggia davvero di tutte le caratteristiche chiave che migliorano l'utilizzo del nuovo sistema: il multi-tasking preempitivo consente di effettuare la scansione in background, mentre si eseguono altri programmi e lavori.
Questo stesso scritto è stato composto mentre l'antivirus controllava una delle mie partizioni.
Nel System classico, il lancio di un'operazione di questo tipo portava a due tipi diversi di compromesso. O Virex, come processo attivo in primo piano, monopolizzava la macchina, rendendola inutilizzabile per tutto il periodo necessario, oppure come processo in secondo piano, veniva rallentato fino all'inverosimile, impiegando tempi spropositati.
La memoria protetta, permetterà di portare sempre a buon fine le analisi antivirus, perché, anche se gli altri processi dovessero avere dei problemi e bloccarsi, non influiranno sull'azione di Virex.
Infine, l'efficienza della nuova memoria virtuale darà agli utilizzatori tutta la memoria necessaria, senza limiti, in modo che essi stessi non debbano più compiere quella scomoda ed a volte pericolosa operazione di modificare la quantità di ram da assegnare all'applicazione.
Per quanto, al momento, possa sembrare prematuro e forzato, effettuare una prova di velocità, ho provato ugualmente, tanto per avere un'idea, a farlo lavorare, confrontandolo con il suo omonimo 6.1 dell'OS tradizionale.

Banco degli esperimenti è stato un G3 a 500 MHz, dotato di 384 Mb di RAM. Lanciando la scansione dal lato dell'OS X 10.0.4, si ha la fastidiosa sorpresa di vedere la barra di progressione che non indica lo stato di avanzamento del lavoro, informazione comunque ottenibile dalle scritte che appaiono nella finestra.
5 Giga e 330 mega di dati vengono controllati in 28 minuti e 46 secondi.
Riavviando con l'altro sistema, la stessa partizione viene scansionata in 1 minuto e 26 secondi.In ultima analisi, vale senz'altro la pena di scaricare questo buon pezzo di software e cominciare ad acquisirvi familiarità.

Le premesse sono ottime e sarà interessantissimo sperimentare il risultato finale dei programmatori della Symantec.