DiskWarrior 2.02
di "Newton"

DiskWarrior è un’utility per la riparazione dei dischi che, a detta dei suoi autori, utilizza un approccio completamente nuovo rispetto a tutte le altre utility del genere.

Non è un'utility multifunzione (come, ad esempio, le “Norton Utilities”) ma permette di fare una sola cosa: riparare i danni che potrebbero essere presenti in particolari cartelle visibili o invisibili nel disco rigido. Essenzialmente fa più o meno quello che fa “Disk First Aid” di Apple ma, come spiegato nella documentazione della Alsoft (la casa produttrice del programma), le similitudini tra le due utility sono solo apparenti.

Le tradizionali utility per la riparazione dei dischi (es. lo stesso Disk First Aid), identificano i guasti andando alla ricerca di problemi sul disco e cercando di porvi rimedio; ricercano, in pratica, una porzione del disco danneggiata e cercano di ripararla, rimpiazzando le porzioni contenenti settori errati con codice sicuramente funzionante. Non è detto però che ciò sia sempre possibile.

DiskWarrior, invece, parte completamente da zero: invece di tentare la riparazione di porzioni di disco trovate difettose, crea una nuova cartella e vi inserisce eventuali file incriminati, ricreandoli da zero e lasciando intatti i file ed i settori originali.
Se non è individuato nessun difetto durante l’analisi del disco, DiskWarrior può creare lo stesso nuove cartelle, identiche alle originali ma con i file ottimizzati per trarre le massime prestazioni (viene, in sostanza, effettuato una sorta di Speed Disk, ottimizzando al volo le varie cartelle che man mano sono verificate).

La differenza tra prima e dopo il controllo è effettivamente notevole; basta lanciare prima dell’ottimizzazione Disk First Aid della Apple e attivarlo dopo una “passata” con DiskWarrior: il controllo sarà terminato in molto meno tempo rispetto a quanto richiesto in precedenza.
Se DiskWarrior trova problemi sul disco analizzato, lo scandaglia alla ricerca d’informazioni utili per creare una nuova cartella e, se possibile, ne ricostruisce una completamente nuova con i file funzionanti.
Secondo la Alsoft, questo tipo di approccio permette di riparare file che altre utility concorrenti non sono in grado di riparare.


Sia che vengano individuati danni, sia che non ne vengano trovati, sarà possibile “montare” contemporaneamente due versioni del disco analizzato: una con la nuova e l’altro, con la vecchia directory (cartella) riparata.
Questo permette di confrontare i due volumi ed assicurarsi che il contenuto nelle cartelle sia stato effettivamente riparato e contenga tutto quelle che deve contenere.
Quando si è sicuri che è tutto a posto, si può indicare al programma di riscrivere la nuova directory al posto di quella vecchia. Se non si attiva questo passaggio, tutto rimarrà intatto e nessun cambiamento verrà effettivamente scritto sul disco.
Le directory danneggiate sono una delle principali cause dei problemi dei dischi rigidi. Danneggiamenti irreparabili potrebbero a volte richiedere la completa formattazione del disco (con la conseguente perdita dei dati).
Non sappiamo indicare quanto sia effettivamente valida questa utility (non avevamo dischi seriamente danneggiati per poterne verificare la bontà) ma indubbiamente il tipo di approccio usato è molto interessante.
Altre utility, infatti, potrebbero arrecare più danni di quanto poi siano effettivamente in grado di riparare. DiskWarrior, invece, offre la possibilità di verificare prima ciò che è in grado di fare, dando sempre la possibilità di tornare allo stato di partenza (e provare, - eventualmente con un’altra utility).

Pregi e difetti
DiskWarrior è in grado di ottimizzare le prestazioni del disco rigido (il manuale parla di un miglioramento tra il 50% e il 60%) e anche velocizzare tempi di avvio del sistema (se avete un disco particolarmente pieno potreste ottenere un avviamento più rapido, di un buon 20%).
L’utility funziona sia con dischi HFS sia HFS+ e supporta dischi SCSI, IDE, USB, FireWire, Disk Array e RAID hardware e software ma ha anche qualche “difettuccio”: non è in grado di riparare il disco di avvio (bisogna avviare l’utility da un disco diverso da quello correntemente usato) e non è in grado di ricostruire la scrivania.
Il fatto che non ripari il disco di avvio non è ad ogni modo un problema: l’utility arriva su un CD-ROM avviabile che può essere utilizzato per far partire il Mac (tenendo premuto il tasto “C” all’avvio).

DiskShield ed AppleScript
Tra le novità di questa versione, la possibilità di installare una estensione di sistema denominata “DiskShield” che impedisce alle applicazioni di distruggere le directory per errore, controlla la validità dei dati contenuti all’interno di qualsiasi directory e impedisce che eventuali crash o mancanze di energia elettrica provochino danni al sistema.
DiskWarrior è scrivibile con AppleScript (è implementato l’evento “Rebuild”) e pertanto sarà possibile scrivere mini-applicazioni in grado di ricostruire uno o più dischi.

Conclusioni
DiskWarrior non è da considerare un sostituto delle NortonUtilities o TechTool ma è sicuramente uno strumento che potrebbe rivelarsi prezioso nelle mani di tecnici, di chi fa assistenza e da tenere in seria considerazione quando qualcosa sembra non andare nei dischi rigidi e non si ha la possibilità o si ha paura di prendere in considerazione altre soluzioni che potrebbero rovinare il disco.

Il manuale si trova sul CD (è un file PDF di 89 pagine): è ben fatto e spiega dettagliatamente il funzionamento dell’utility e come risolvere eventuali problemi. Se già disponete di questa utility scaricate l'eventuale aggiornamento alla vs 2.02 che risolve alcuni problemi d'incompatibilità di DiskShield con il Mac OS 9.04 e l'iBook Firewire.

Prodotto da:
Alsoft

Internet

www.alsoft.com

Distribuito da:
MeleEffe

Prezzo:
L. 203.000 + IVA

Configurazione minima:
PowerMac, 16Mb di memoria RAM, supporta dischi IDE, SCSI, FireWire e USB


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