HomeHi-TechHardware e PerifericheMACWORLD: Expo al Cubo

MACWORLD: Expo al Cubo

E’ stato, dunque, il keynote che tutti si aspettavano. Entusiasmo, novita’ prodotti di grande interesse. Ma su tutti domina senza obra di dubbio il “Cubo”La machina di cui nessuno doveva sapere era stata ormai largamente rivelata da molti siti dediti alle indiscrezioni, ma non per questo il suo effetto e’ stato meno clamoroso sui circa 5000 che hanno assistito al keynote.Chi scrive quste righe ha poi potuto essere tra i primissimi a metteci sopra le mani, visto che usciti in anticipo alla sala stampa ci siamo precipitati presso lo stand di Apple dove ne sono in mostra alcuni esemplari. Uno di questi, aperto, mostra il suo interno denotando un processo di ingegnerizzazione indubbiamente sofisticato. La prima domanda che viene da farsi e’ come sia stato possibile ficcare una scheda logica di quella complessita’ in uno spazio cosi` piccolo e senza ventola di raffreddamento per giunta. Preso in mano il Cubo rivela la sua complessita` anche dal peso. Non e` affatto leggero anche se e` sicuramente maneggevole e facile da collocare in qualche punto della scrivania. Lo vediamo molto meno bene sotto qualche tavolo di lavoro, come si fa oggi con i G4. Un altro pensiero a caldo che sorge spontaneo e` che per stile dimensioni, filosofia costruttiva diventera` una sorta di iMac di fascia alta, con una posizione di privilegio in studi di architettura e di creativi di tutti i generi. Indubbiamente c`e` un pubblico molto folto che pur avendo esigenze diverse da quelle del pubblico di iMac, ad esempio ha la necessita` di avere monitor diversi da un semplice 15`, ma non ha necessita` di schede di accelerazione differenti o di aggiungere periferiche agli slot PCI. Per questo tipo di utenti il dubbio e` la macchina perfetta.Poco distante dal cubo ci sono i G3 multiprocessore. Ce ne siamo fatto aprire uno e la cosa che colpisce di piu` e` il chip con l`imponente sistema di dissipazione del calore. Accanto anche un altro chip, anche questo con la griglia di dissipazione, che un tecnico Apple ci ha detto essere un processore che controlla le funzioni della macchina, qualcun altro un chip della Ethernet a un Gigabit. Non abbiamo potuto provare personalmente la velocita’ della macchina (che era un 450 MHz), ma a occhio e croce con Photoshop e` davvero cosi` rapido come appariva dalla demo di Jobs.Interessanti anche i nuovi monitor. Il piu` originale, anche se forse meno innovativo tecnologicamente, e` il 17 CRT con tubo Diamondtron. Il suo stile, contemporaneamente retro` e moderno, ne fa a nostro giudizio un altro bellisimo pezzo di design industriale.Altrettanto non diremmo per l`iMac color “neve”. Certo ha uno stile molto “america anni ’50” e forse fa anche “bagno delle dive”, ma per il gusto piu’ smaliziato degli Europei forse non sara` il massimo. Molto bello invece e sempre a nostro giudizio, l`iMac Indigo che ha preso il posto del Blueberry e dei Bondi Blue. La sua tonalita` intensa lo rende molto adeguato anche al trend attuale. Il Siege e il Ruby, verde foglia e rosso rubino, sono altrettanto gradevoli.Appena terminata la nostra prima ispezione agli stand di Apple, torneremo piu` tardi quando avremo anche altri elementi di valutazione per nuovi report fotografici e per un nuovo round di domande ai tecnici di Apple, veniamo quasi travolti da una folla immmensa che si sta riversando nel padiglione. Non abbiamo un`esperienza sconfinata in Keynote e MacWorld Expo, ma mai ci era capitato di vedere tanto pubblico la prima giornata. Chi pronosticava un record di tutti i tempi per l`esposizione potrebbe avere avuto ragione.

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