Nel 2026 si venderanno molti meno smartphone, ma per comprarne uno bisognerà spendere sensibilmente di più. È il paradosso che emerge dalle nuove previsioni di IDC: le spedizioni mondiali sono destinate a registrare il peggior calo annuale mai osservato, mentre il valore complessivo del mercato continuerà a crescere.
Alla base c’è soprattutto la crisi delle memorie NAND e DRAM, sempre più richieste anche dall’industria dell’intelligenza artificiale. I produttori riescono sempre meno ad assorbire l’aumento dei costi e stanno trasferendo una parte crescente dei rincari sui prezzi finali. Le conseguenze si vedono soprattutto nella fascia economica, dove i modelli sotto i 100 dollari stanno rapidamente scomparendo dai listini.
Secondo quanto riportato nel report “Worldwide Quarterly Mobile Phone Tracker” di IDC, le spedizioni mondiali di smartphone caleranno del 16,7% nel 2026, attestandosi a poco più di 1 miliardo di unità.
Si tratta di una drastica revisione al ribasso rispetto al calo del 13,9% previsto dal gruppo di ricerca solo un trimestre fa e della contrazione annuale più ripida mai registrata dal settore.
Il dato forse più interessante è però un altro: mentre il numero di smartphone venduti diminuisce, il valore complessivo del mercato dovrebbe crescere del 6,3%, fino a 613 miliardi di dollari. A sostenere il settore non saranno quindi i volumi, ma soprattutto l’aumento dei prezzi.
La crisi delle memorie colpisce gli smartphone
La carenza di memorie, iniziata alla fine del 2025, sta mostrando gli effetti più pesanti nella seconda metà del 2026, periodo nel quale IDC prevede spedizioni in calo del 27,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
I costi delle memorie NAND e DRAM continuano ad aumentare e, secondo IDC, hanno registrato incrementi superiori al 300% su base annua. Per i produttori diventa quindi sempre più difficile compensare i rincari attraverso margini, ottimizzazione dei componenti o altre economie di scala.
Il problema potrebbe inoltre accompagnare il mercato ancora a lungo. IDC prevede infatti che i prezzi delle memorie continueranno a crescere almeno fino al 2028, obbligando i produttori ad adattare progressivamente i propri listini a una struttura dei costi più elevata.
Gli smartphone sotto i 100 dollari stanno scomparendo
La conseguenza più evidente riguarda la fascia più economica. Nel 2025 erano stati spediti circa 173 milioni di smartphone con prezzo inferiore ai 100 dollari, ma IDC ritiene che questa categoria stia affrontando una vera crisi.
I produttori Android maggiormente concentrati sulla fascia bassa operavano già con margini molto ridotti. L’aumento del costo dei componenti rende ora molti di questi modelli poco o per nulla redditizi, spingendo le aziende a ridurre l’offerta entry level e a proporre dispositivi di fascia superiore.
Nel secondo trimestre del 2026 questo segmento ha registrato un calo vicino al 60% su base annua e IDC prevede una contrazione ancora più rapida durante la seconda metà dell’anno.
Il prezzo medio di uno smartphone sale a 581 dollari
Il cambiamento più evidente per chi deve acquistare un nuovo telefono riguarda naturalmente il prezzo.
IDC prevede che il prezzo medio di vendita di uno smartphone raggiungerà i 581 dollari nel 2026, con un aumento del 27,6% in un solo anno. Solo tre mesi fa la previsione era ferma a 550 dollari.
Sempre più produttori stanno quindi trasferendo l’aumento dei costi direttamente sul consumatore e i prezzi stanno crescendo più rapidamente di quanto previsto all’inizio dell’anno.
La fascia premium dovrebbe dimostrarsi più resistente, soprattutto nei mercati sviluppati come Stati Uniti e Regno Unito, dove rateizzazioni e finanziamenti a tasso zero permettono di distribuire la spesa su periodi più lunghi.
La situazione è molto diversa nel mercato di massa e nei Paesi emergenti: IDC prevede qui un calo superiore al 20% nel 2026. È questa dinamica a spiegare perché il numero di dispositivi venduti continui a diminuire mentre il valore economico complessivo del mercato sale.
«Lo Tsunami delle memorie che avevamo preannunciato si sta ora abbattendo con forza sul mercato, e i consumatori stanno iniziando a pagare il conto dell’IA. I componenti che rendono possibile l’intelligenza artificiale sono gli stessi di cui c’è carenza, e il loro costo viene trasferito direttamente sugli scaffali», spiega Francisco Jeronimo, Vicepresidente della divisione Worldwide Client Devices di IDC.
«I prezzi medi di vendita sono aumentati del 27,6% quest’anno e continueranno a salire per tutto il 2027. L’era dello smartphone economico è finita.Da qui in avanti, a vincere saranno i produttori con la scala e la forza contrattuale nella catena di fornitura sufficienti a sostenere la domanda a prezzi che i consumatori non hanno mai dovuto pagare prima».
Chi sta vincendo la crisi, iOS o Android?
La crisi non sta colpendo tutti nello stesso modo. Secondo IDC, Android assorbirà quasi interamente la contrazione del mercato, con spedizioni previste in calo del 24,3% nel 2026.
Il problema riguarda soprattutto i produttori maggiormente esposti ai segmenti di ingresso, che non riescono più a proporre alcuni dispositivi mantenendo margini sufficienti. Nel corso di un solo anno la quota mondiale di Android dovrebbe perdere circa sette punti percentuali.
iOS si muove nella direzione opposta. IDC prevede per Apple spedizioni in calo di appena l’1,3% rispetto al 2025 e una quota di mercato iOS in aumento di quasi quattro punti percentuali, fino al record storico del 23,6%.
È un effetto particolarmente significativo della crisi: con la fascia più economica in forte difficoltà, la contrazione colpisce soprattutto la parte del mercato nella quale Android è tradizionalmente più presente, mentre Apple opera quasi interamente nelle fasce medio-alte e premium.
I pieghevoli sono l’unica categoria che cresce
C’è una categoria che sembra muoversi controcorrente. IDC prevede per gli smartphone pieghevoli una crescita del 12,6% nel 2026, fino a 22,9 milioni di unità.
Nel 2027 il ritmo dovrebbe accelerare ulteriormente, con una crescita del 18% e vendite vicine ai 27 milioni di unità.
Secondo IDC, una parte importante di questa accelerazione è dovuta all’ingresso di Apple nella categoria nella seconda metà del 2026. L’arrivo del produttore dell’iPhone non rappresenterebbe quindi soltanto l’introduzione di un nuovo concorrente, ma sarebbe sufficiente a trasformare un segmento precedentemente vicino alla contrazione nella categoria a più rapida crescita dell’intero mercato smartphone.
È finito il tempo degli smartphone economici
Per chi acquista uno smartphone, il cambiamento non riguarda soltanto qualche decina di euro in più sul nuovo modello. Secondo IDC, un telefono costa mediamente circa 147 dollari in più rispetto a un paio di anni fa e sono proprio i dispositivi meno costosi a scomparire più rapidamente dagli scaffali.
L’effetto sarà particolarmente evidente nei mercati più sensibili al prezzo, dove gli smartphone sotto i 100 dollari rappresentavano per molti utenti l’unico punto di accesso al mercato.
Per gli altri consumatori la conseguenza più probabile sarà invece un allungamento del ciclo di sostituzione: mantenere lo stesso smartphone per più anni e affrontare una spesa superiore quando arriverà il momento di cambiarlo.
In questa dinamica entra anche l’intelligenza artificiale. Le funzioni AI eseguite direttamente sul dispositivo richiedono più memoria e componenti con maggiori prestazioni proprio nel momento in cui queste risorse sono più costose e difficili da reperire. Una parte del costo della nuova generazione di smartphone AI finisce quindi direttamente sul prezzo pagato dall’utente.
Apple, Samsung e Huawei partono avvantaggiate
I prossimi 18 mesi potrebbero cambiare anche gli equilibri tra i produttori. IDC ritiene che le aziende con maggiore scala produttiva e maggiore forza contrattuale nei confronti dei fornitori siano nelle condizioni migliori per affrontare una struttura dei costi stabilmente più elevata.
Apple, Samsung e Huawei dispongono delle dimensioni e del potere negoziale necessari per assorbire meglio le oscillazioni della catena di fornitura e per concentrarsi sui segmenti con margini più elevati.
La situazione è decisamente più difficile per i marchi Android più piccoli e fortemente dipendenti dalla fascia economica, che dovranno scegliere tra aumentare i prezzi, ridurre ulteriormente i margini oppure abbandonare alcuni segmenti.
Secondo lo scenario descritto da IDC, quando la disponibilità delle memorie tornerà a stabilizzarsi nel 2028, il mercato smartphone potrebbe risultare più piccolo per numero di dispositivi venduti, ma più grande in valore e molto più concentrato nella fascia alta.
Per chi compra uno smartphone, quindi, la conseguenza concreta della crisi potrebbe essere piuttosto semplice: meno modelli veramente economici tra cui scegliere, telefoni mantenuti più a lungo e una spesa maggiore quando arriva il momento di sostituirli.


















