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Microsoft: ecco il Virtual Pc per i server Pc. Come funziona

E’ il fratello minore meno conosciuto di Virtual Pc per Mac e contemporaneamente la vera ragione per la quale Microsoft ha acquistato la tecnologia di Connectix, un anno e mezzo fa. La virtualizzazione del sistema operativo su una macchina Intel o Amd, infatti, ha un senso strategico per Microsoft che cerca di risolvere il problema del supporto di vecchie applicazioni e funzionalità  su nuovi sistemi operativi e nuovi computer.

Pensato per l’ambiente server, Virtual Pc 2004 infatti è uno strumento che consente di inserire uno “strato” di software tra l’hardware e il sistema operativo, che permetta di far funzionare contemporaneamente sistemi operativi differenti. A differenza della versione per Macintosh, che ha bisogno anche di una emulazione completa dell’architettura hardware di un Pc per far funzionare poi il sistema operativo di Microsoft o altri come Linux e BeOs, solitamente l’emulazione in ambito Pc ha evitato di affrontare il problema nella sua completezza.

Ma con la tecnologia di Connectix, che sfrutta solo in parte l’hardware esistente e consente anche di emulare componenti e standard non più esistenti, così come quella della concorrente di Microsoft VMWare, che offre l’unica soluzione realmente competitiva nel mondo Pc per l’emulazione, il livello di astrazione dalla macchina reale è praticamente completo. In pratica, l’emulatore (Virtual Pc) funziona come un software e il suo scopo è quello di simulare una architettura hardware su cui poi far funzionare un altro sistema operativo.

Microsoft tra pochi mesi ha intenzione di pubblicare l’edizione Virtual Server 2004, che ha una importanza strategica per l’azienda di Redmond, dato che il vecchio concetto della virtualizzazione (presente nella storia dell’informatica da lungo tempo) oggi ha assunto una rilevante importanza economica. Se infatti anziché alle applicazioni per il mercato consumer si pensa a quelle per il mercato aziendale, poter utilizzare una integrazione virtuale dei server e dei sistemi vuol dire poter, per esempio, utilizzare su un nuovo hardware e con l’ultima versione di Windows per server applicativi pensati per l’epoca del Dos ad esempio per quanto riguarda la produzione delle fatture o di altri sistemi tendenzialmente molto vecchi ma ancora in funzione perché tecnologicamente validi.

L’interesse è tale che EMC, uno dei colossi nel settore dello storage, ha acquistato pochi mesi fa VMware per 625 milioni di dollari, essendo sicuro che si trattasse di un investimento di alto livello e molto profittevole. Infatti, sono numerose le società  produttrici di tecnologia che oggi hanno presentato aggressive campagne di virtualizzazione delle infrastrutture tecnologiche. Da HP fino a Ibm, da Dell fino a Sun, l’unico modo per continuare a vendere sempre più server è quello di trovare un modo per non far vanificare ai propri clienti tutti gli investimenti sofware fatti. Quindi offrire nuove funzionalità , più velocità  e scalabilità  in cambio di completa compatibilità  con l’esistente.

Da queste considerazioni, infatti, si può giungere alla conclusione che quando venne acquistata la tecnologia di Virtual Pc da Connectix lo scopo non era quello di “difendere” Windows dalla possibile concorrenza di un Macintosh compatibile con il sistema operativo di Redmond, quanto quella di risolvere un problema tutto interno al codice del sistema operativo stesso: semplificazione senza perdere compatibilità  all’indietro.

virtual PC windows 2004

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