MightyMouse Apple: un pulsante che si fa in quattro

La storia di Apple negli ultimi anni è cambiata radicalmente. Molti degli indicatori sono platealmente sotto gli occhi di tutti. Altri, invece, sono talmente sotterranei e invisibili da sembrare quasi inesistenti. Eppure, un mouse a "quattro pulsanti più uno", cioè il nuovissimo Mighty Mouse, potrebbe fare da solo per mille spot pubblicitari.

Jef Raskin dal paradiso degli informatici probabilmente ci guarda e si chiede se sia stata la mossa giusta. Era stato infatti il geniale scienziato – recentemente scomparso – che aveva portato avanti l’idea del Macintosh a combattere a spada tratta per ottenere che il mouse di Apple avesse un solo pulsante. E’ la sua personalissima “firma” era rimasta indelebile sino ad oggi: sia il nome del prodotto più famoso (Mac) che, soprattutto, il mouse a un bottone.

Lo Xerox Parc, dove Raskin aveva trovato fonte di ispirazione per l’interfaccia a finestre e icone, nel suo computer Alto aveva un modello mutuato dall’inventore del “topolino informatico” Engelbart a tre bottoni. Rasking aveva fatto una scelta più radicale, l’unica – forse – che Steve Jobs non aveva mai messo in discussione. I mouse di Apple hanno un solo tasto. Punto.

Apple, forse anche per la filosofia radicale del suo design (“less is better”), per non perdere compatibilità  con le applicazioni pre-esistenti, per sfruttare in maniera uniforme le connessioni Adb per tastiera e mouse, per semplice fedeltà  alla linea, non aveva sinora mai lasciato cadere questo assioma. I mouse hanno un bottone solo, non ne servono di più.

Nonostante dai tempi di System 8 (ve lo ricordate?) fosse possibile cliccare e attivare un menu contestuale grazie alla contemporanea pressione sul tasto “Ctrl”, le regole del design in casa Apple avevano ceduto su tutto tranne che su questo. Folle di appassionati cultori della Mela sono stati “costretti” dal tipo di connessione proprietaria a utilizzare solo i mouse di Cupertino, sino all’introduzione nel 1997 con l’iMac dell’Usb per tutti e la relativa apertura del mercato delle periferiche ai mouse basati sul più moderno sistema di collegamento.

In realtà  Apple ha prodotto vari tipi di periferiche di puntamento, sia per portatili che per fissi, lavorando a lungo sull’ergonomia e l’integrazione nel design complessivo delle macchine di tutti gli elementi. Trackball, touchpad, sistemi per appoggiare i polsi sul corpo dei portatili (la tastiera “rientrata” di tutti i PowerBook e iBook è stata introdotto per la prima volta da Apple nel 1991) rendendo sostanzialmente funzionale e buona la resa dell’accoppiata mouse-tastiera. Ma un tabù non era mai stato toccato: il tasto unico.

Cosa cambia con il nuovo prodotto di Apple? Apparentemente niente. E’ difficile immaginare i quotidiani più importanti del mondo (o anche solo italiani) dedicare articoli e spazi a una notizia tutto sommato insignificante per chi non sia appassionato della casa di Cupertino. E invece è successo. Sia Repubblica che Corriere della Sera in Italia, New York Times e Wall Street Journal negli Usa – giusto per citarne due coppie – hanno scritto articoli sull’argomento. Apple passa al “potente mouse” con quattro tasti, una rotellina touch e mini-cassa integrata per far sentire il “click” dello scatto. Una rivisitazione in chiave iPod del mouse, un segnale da decodificare per gli appassionati di semiotica e marketing.

Ma soprattutto, una grande apertura per chi si trova ancora prigioniero nel mondo Windows e nutre desideri di evasione. Magari con un iMac, una tastiera e un mouse. Cosa ci vuole di più per “fuggire” dalla finestra e abbracciare il frutto migliore dell’informatica personale?