I robot lavavetri permettono di affrontare vetrate, portefinestre e superfici esterne riducendo parecchio il lavoro manuale. I modelli più recenti si avvicinano molto di più ai bordi, riconoscono finestre senza cornice e aggiungono diversi livelli di sicurezza; alcuni utilizzano inoltre una stazione a batteria che evita di dover cercare una presa vicino alla finestra.
In questa guida esaminiamo i modelli di ECOVACS, Dreame, HOBOT, HUTT, Cecotec e Mamibot, partendo dai più semplici robot senza stazione per arrivare ai sistemi completi con base.
La presenza della stazione non determina necessariamente la qualità con cui viene pulito il vetro. Un modello senza base può utilizzare lo stesso sistema di pulizia di quello più costoso e, in alcuni casi, arrivare altrettanto vicino alla cornice. La stazione interviene soprattutto su autonomia, gestione del cavo, trasporto e sicurezza.
Come fanno i robot lavavetri a restare attaccati al vetro
I robot di questa guida sono in qualche modo figli di quelli che si occupano dei vostri pavimenti: lavorano su un solo lato della finestra. Non utilizzano magneti e non richiedono una seconda unità da collocare sul lato opposto del vetro.
Una ventola crea una depressione tra robot e superficie. La pressione atmosferica mantiene quindi il dispositivo premuto contro il vetro mentre ruote, cingoli o sistemi di trascinamento ne permettono lo spostamento.
I valori di aspirazione dichiarati possono superare 5.000, 8.000 o persino 10.000 Pa, ma non devono essere interpretati come una classifica diretta della sicurezza. Contano anche superficie della camera aspirante, peso del robot, panno, geometria della base e rapidità con cui l’elettronica reagisce a una perdita di pressione.
Sensori, batteria di sicurezza e corda anticaduta
Il primo livello di protezione è costituito dai sensori. Il robot deve capire quando incontra una cornice, un ostacolo o il limite di una finestra senza telaio e cambiare traiettoria prima che la perdita d’aria diventi eccessiva.
Alcuni modelli controllano continuamente anche la pressione e aumentano o correggono l’aspirazione quando rilevano una perdita.
Il secondo elemento da comprendere è la batteria di sicurezza o UPS. Su molti robot senza stazione questa batteria non serve per pulire i vetri senza fili. Durante il normale funzionamento il robot rimane collegato alla rete elettrica; la batteria interviene se manca corrente e mantiene in funzione l’aspirazione abbastanza a lungo da permettere di recuperarlo.
Infine c’è la corda anticaduta. Soprattutto sul lato esterno di finestre poste in altezza, va fissata come indicato dal produttore anche se il robot dispone di sensori e UPS. È la protezione completamente indipendente che interviene qualora gli altri sistemi non fossero sufficienti.
Bordi e angoli: quali lasciano meno lavoro da fare a mano
È uno degli aspetti più importanti nella scelta. Il corpo del robot non può oltrepassare il limite del vetro e, sui modelli tradizionali, panno e sistema di trascinamento rimangono inevitabilmente qualche millimetro più all’interno. Il risultato è la sottile fascia vicino alla cornice che spesso bisogna ripassare a mano.
Le generazioni più recenti utilizzano però spazzole o elementi mobili che sporgono verso il telaio. Qui le differenze diventano sensibili.
| Modello | Sistema bordo | Dato dichiarato | Probabilità di rifinitura manuale |
|---|---|---|---|
| ECOVACS WINBOT mini 2 | 4 spazzole angolari | fino a 1 mm dal telaio | Molto bassa |
| ECOVACS WINBOT W3 OMNI | TruEdge mobile | 1,1 mm dal bordo | Molto bassa |
| ECOVACS WINBOT W2S PRO | TruEdge 2.0, spazzole dinamiche | Spazzole dichiarate fino al telaio; distanza non quantificata | Molto bassa |
| ECOVACS WINBOT W2S PRO OMNI | TruEdge 2.0 | Stesso sistema del W2S PRO | Molto bassa |
| Dreame C1 | 4 spazzole CornerClean | Copertura angoli migliorata fino al 90% | Bassa |
| Dreame C1 Station | 4 spazzole CornerClean | Come C1 | Bassa |
| Cecotec Conga Windroid W100 Station | 4 EdgeSpins agli angoli | Cecotec dichiara pulizia di bordi e angoli; nessuna distanza in mm | Bassa / media |
| HOBOT S7 Pro | Corpo quadrato e panni mobili | 80% di corner coverage | Media |
| Cecotec Conga Windroid 1390 | Corpo quadrato | Nessun valore preciso dichiarato | Media |
| Mamibot W120-DP | Panno quadrato | Nessuna distanza dichiarata | Media |
| HUTT S7 | Elementi circolari | Nessun dato specifico sul bordo | Media / alta |
Tra i modelli per i quali esiste una misura precisa, ECOVACS WINBOT mini 2 è quello che dichiara la distanza minore: circa 1 mm dal telaio. Subito dietro troviamo ECOVACS WINBOT W3 OMNI con 1,1 mm.
ECOVACS WINBOT W2S PRO e ECOVACS WINBOT W2S PRO OMNI utilizzano il più recente sistema TruEdge 2.0: le spazzole laterali si stabilizzano sul bordo e il produttore dichiara che raggiungono il telaio. ECOVACS non pubblica però sulla scheda italiana una distanza in millimetri direttamente confrontabile con quella dei due modelli precedenti.
Anche Dreame C1 e Dreame C1 Station sono progettati specificamente per ridurre il margine residuo: quattro piccole spazzole CornerClean ruotano vicino alla cornice. Dreame parla di un miglioramento fino al 90% della copertura degli angoli, ma non indica quanti millimetri rimangano effettivamente non trattati.
La situazione è analoga per Cecotec Conga Windroid W100 Station: quattro EdgeSpins sono collocati direttamente negli angoli del corpo. È una soluzione promettente per ridurre la rifinitura, ma manca una misura indipendente o dichiarata in millimetri.
Nessun dato va comunque interpretato come garanzia che non servirà mai passare un panno a mano. Una cornice sporgente, guarnizioni irregolari, silicone, sporco accumulato negli angoli o una differenza di livello tra vetro e telaio possono lasciare una sottile zona da rifinire anche con i sistemi migliori.
Robot lavavetri senza stazione
Partiamo dai modelli più semplici. Sono interessanti per chi ha prese facilmente accessibili e non vuole trovare spazio anche per una base da diversi chilogrammi.
Durante la pulizia vengono normalmente alimentati via cavo. L’eventuale batteria interna serve soprattutto come sicurezza nel caso venga a mancare la corrente.
| Modello | Pulizia bordo | Sistema pulizia | Sicurezza | Ideale per |
|---|---|---|---|---|
| ECOVACS WINBOT W2S PRO | TruEdge 2.0 | Panno + triplo spray | Protezione a 10 livelli + corda | Grandi vetri senza stazione |
| ECOVACS WINBOT mini 2 | Fino a 1 mm | Panno + spray ultrasonico | UPS, sensori, corda | Finestre piccole e bordi |
| Dreame C1 | CornerClean | Panno + doppio spray | Sensori + cavo e corda | Buona dotazione senza base |
| HOBOT S7 Pro | 80% corner coverage | Doppi panni mobili + spray ultrasonico | UPS 20 min + corda 230 kgf | Maggiore sfregamento |
| Cecotec Conga Windroid 1390 | Corpo quadrato | Panno + doppio spray | UPS + corda | Fascia più economica |
| HUTT S7 | Meno efficace negli angoli | Elementi circolari | Backup + corda | Azione meccanica sul vetro |
ECOVACS WINBOT W2S PRO, bordi evoluti senza acquistare la stazione
ECOVACS WINBOT W2S PRO è particolarmente interessante perché utilizza lo stesso sistema TruEdge 2.0 della versione OMNI ma rinuncia alla stazione.
La struttura radiale e le spazzole laterali dinamiche si stabilizzano vicino alla cornice e vengono abbassate verso il telaio. È quindi una delle scelte più interessanti per chi vuole ridurre al minimo la rifinitura dei bordi senza dover riporre anche una base.
Il serbatoio da 120 ml e il triplo sistema di nebulizzazione sono indicati anche per vetrate ampie. Il robot resta però legato all’alimentazione tradizionale.
ECOVACS WINBOT mini 2, appena 1 mm dal telaio
Con 215 mm di lato e 55 mm di spessore, ECOVACS WINBOT mini 2 è pensato per vetri sui quali un robot più grande avrebbe poco spazio per muoversi.
Il dato più interessante riguarda però i bordi. ECOVACS dichiara che le quattro spazzole angolari raggiungono lo sporco fino a circa 1 mm dalla cornice. Le alette laterali sfruttano il contatto con il telaio per ruotare e lavorare proprio sulla zona normalmente trascurata.
Per finestre di dimensioni normali o piccole può quindi risultare più interessante di modelli fisicamente più grandi e costosi.
Dreame C1, quattro spazzole CornerClean
Dreame C1 utilizza aspirazione dichiarata fino a 5.500 Pa, doppio spray, navigazione automatica e più di dieci sensori.
La parte interessante per la rifinitura è CornerClean: quattro elementi ruotano a 360 gradi mantenendo il panno vicino alla cornice. Dreame dichiara un miglioramento del 90% nella copertura degli angoli rispetto alla configurazione priva di questo sistema.
Non abbiamo però una distanza residua espressa in millimetri, quindi non è possibile confrontarlo matematicamente con i WINBOT che dichiarano 1 o 1,1 mm.

HOBOT S7 Pro, il panno sfrega realmente il vetro
HOBOT S7 Pro segue una filosofia diversa. I due panni eseguono un movimento alternato fino a 600 volte al minuto con una corsa di 4 mm, invece di essere semplicemente trascinati sulla superficie.
È un vantaggio potenziale su impronte e sporco aderente. HOBOT dichiara però una copertura degli angoli dell’80%: significa che, rispetto ai sistemi specificamente progettati per arrivare fino alla cornice, è più probabile dover eseguire una breve rifinitura manuale.
La sicurezza comprende 4 sensori di perdita sui bordi, 4 bumper, sensore centrale di pressione, UPS da 20 minuti e corda dichiarata per 230 kgf.
Cecotec Conga Windroid 1390, una soluzione più semplice
Cecotec Conga Windroid 1390 è un modello più tradizionale con corpo quadrato, doppio spray, app, telecomando e otto modalità.
La geometria quadrata aiuta ad avvicinare il panno agli angoli, ma non troviamo elementi mobili analoghi a TruEdge, CornerClean o EdgeSpins e Cecotec non pubblica una distanza residua dal telaio.
È quindi più adatto a chi cerca soprattutto un robot economico e accetta che in alcuni casi rimanga da passare il panno sul perimetro.
HUTT S7, più sfregamento ma gli angoli restano il limite
HUTT S7 utilizza elementi di pulizia circolari e un sistema flottante che privilegia l’azione meccanica sulla superficie.
La geometria circolare ha però una conseguenza facilmente intuibile: un disco non può riempire completamente un angolo di 90 gradi. È quindi uno dei modelli della selezione per i quali metteremmo maggiormente in conto una passata finale negli angoli e lungo parte della cornice.
È invece interessante quando lo sporco richiede più sfregamento e la priorità non è ottenere il bordo perfetto senza intervento manuale.
Robot lavavetri con stazione
La stazione cambia soprattutto l’organizzazione del lavoro. Contiene una batteria molto più capiente, permette di utilizzare il robot lontano dalle prese, gestisce il cavo e può diventare parte del sistema anticaduta.
Non bisogna però confondere la base con una maggiore capacità di pulizia: per esempio ECOVACS WINBOT W2S PRO OMNI utilizza sostanzialmente lo stesso sistema TruEdge 2.0 del ECOVACS WINBOT W2S PRO senza stazione.
| Modello | Autonomia | Pulizia bordo | Sicurezza base | Vantaggio principale |
|---|---|---|---|---|
| ECOVACS WINBOT W3 OMNI | fino a 130 min | TruEdge, 1,1 mm | Base 10 kg, >800 N, doppia sicurezza | Lava automaticamente il panno |
| ECOVACS WINBOT W2S PRO OMNI | fino a 110 min | TruEdge 2.0 | 5 kg, >800 N, fune 5,5 m | Grandi vetrate e bordi |
| Dreame C1 Station | fino a 180 min | CornerClean | Ventosa 800 N, blocco + corda | Autonomia |
| Cecotec Conga Windroid W100 Station | fino a 120 min | 4 EdgeSpins | Blocco base, UPS 30 min + corda | Dotazione/prezzo |
ECOVACS WINBOT W3 OMNI, 1,1 mm dal bordo e lavaggio del panno
ECOVACS WINBOT W3 OMNI unisce due caratteristiche che nessun altro modello della selezione combina nello stesso modo.
La prima è TruEdge: quando il robot arriva al perimetro abbassa un elemento dedicato che lavora fino a circa 1,1 mm dalla cornice.
La seconda è Vortex Wash. La stazione utilizza getti d’acqua e spazzole per lavare automaticamente il panno. Quando ci sono molte finestre è un vantaggio sostanziale perché evita di continuare a trascinare sulle superfici una microfibra ormai carica di sporco.
La stazione pesa circa 10 kg, utilizza una forza di aspirazione superiore a 800 N per ancorarsi e aggiunge un secondo sistema di sicurezza. Il robot dispone a sua volta di aspirazione ottimizzata fino a 8.000 Pa, compensazione della pressione e oltre 30 minuti di tenuta d’emergenza.
ECOVACS WINBOT W2S PRO OMNI, TruEdge 2.0 e 110 minuti
ECOVACS WINBOT W2S PRO OMNI è indicato soprattutto per grandi superfici. La batteria della stazione permette fino a 110 minuti dichiarati e il serbatoio da 120 ml riduce le soste per il rabbocco.
TruEdge 2.0 utilizza una struttura radiale a otto elementi e spazzole laterali dinamiche che arrivano verso il telaio, mentre il sistema di rilevamento a doppio asse consente di lavorare anche su vetri senza cornice.
La base da circa 5 kg combina il proprio peso con una tenuta dichiarata superiore a 800 N; il cavo integrato di 5,5 metri comprende alimentazione e sicurezza.

Dreame C1 Station, fino a 180 minuti
Dreame C1 Station privilegia soprattutto l’autonomia. La batteria da 7.800 mAh permette fino a 180 minuti dichiarati di funzionamento e Dreame indica una superficie complessiva di circa 90 metri quadrati.
La pulizia vicino alla cornice è affidata alle quattro spazzole CornerClean, le stesse utilizzate dal Dreame C1 senza base.
La stazione aggiunge invece una ventosa con forza di adesione dichiarata di 800 N, blocco anticaduta, gestione automatica del cavo e corda di sicurezza.
Cecotec Conga Windroid W100 Station, EdgeSpins nei quattro angoli
Cecotec Conga Windroid W100 Station abbina una base con batteria da 5.200 mAh e autonomia dichiarata fino a 120 minuti a quattro elementi EdgeSpins collocati negli angoli.
Il produttore dichiara espressamente la pulizia di bordi e angoli, ma non indica una distanza residua in millimetri. Lo collochiamo quindi tra i sistemi più promettenti, senza attribuirgli la stessa precisione misurabile dei WINBOT.
La stazione dispone inoltre di riavvolgimento automatico del cavo e sistema che ne impedisce lo spostamento durante il lavoro. Il robot integra una batteria di sicurezza da circa 30 minuti e una corda anticaduta.
Con o senza stazione: quale soluzione è più pratica
Se le finestre sono poche e hanno una presa vicina, la stazione aggiunge soprattutto costo e ingombro. In questo scenario ECOVACS WINBOT W2S PRO, ECOVACS WINBOT mini 2 o Dreame C1 sono più facili da riporre e mantengono comunque sistemi evoluti di pulizia dei bordi.
Con molte portefinestre, una veranda o vetri lontani dalla presa, il vantaggio della base diventa invece evidente. ECOVACS WINBOT W2S PRO OMNI, Dreame C1 Station e Cecotec Conga Windroid W100 Station permettono di spostarsi da una finestra all’altra senza dover ogni volta raggiungere una presa.
ECOVACS WINBOT W3 OMNI aggiunge il lavaggio automatico del panno: una funzione che acquista valore soprattutto se nella stessa sessione vengono pulite molte superfici.
Quale scegliere se non si vuole rifinire il bordo a mano
Se questo è il criterio principale, la selezione si restringe.
Per finestre piccole o normali, ECOVACS WINBOT mini 2 è particolarmente convincente: è compatto e il produttore dichiara appena 1 mm di margine dalla cornice.
Per molte finestre e con stazione, ECOVACS WINBOT W3 OMNI arriva a 1,1 mm e aggiunge il lavaggio automatico del panno.
Per grandi vetrate, ECOVACS WINBOT W2S PRO e ECOVACS WINBOT W2S PRO OMNI sono probabilmente i più interessanti grazie a TruEdge 2.0, serbatoio da 120 ml e spazzole che raggiungono direttamente il telaio.
Dreame C1 e Dreame C1 Station vengono subito dopo: CornerClean è espressamente progettato per gli angoli, anche se manca una misura in millimetri che permetta un confronto diretto.
Cecotec Conga Windroid W100 Station segue una filosofia analoga con i quattro EdgeSpins e merita attenzione soprattutto se il prezzo è sensibilmente inferiore ai concorrenti premium.
HOBOT S7 Pro punta maggiormente sullo sfregamento, mentre HUTT S7 è quello per cui metteremmo maggiormente in conto una rifinitura degli angoli a causa della geometria degli elementi circolari.
Il robot non elimina sempre il lavoro manuale
Anche il miglior sistema perimetrale non può risolvere qualsiasi situazione. Silicone sporgente, guarnizioni irregolari, telai molto profondi e sporco incrostato nell’angolo possono richiedere comunque una passata finale.
Va considerata anche la condizione del panno. Continuare a pulire diverse finestre con la stessa microfibra ormai sporca può produrre più aloni di quelli che elimina. Su molte superfici è quindi utile avere diversi panni puliti disponibili oppure utilizzare un sistema come quello di ECOVACS WINBOT W3 OMNI, che provvede a lavarli nella stazione.
Cosa controllare prima di acquistare
- dimensione minima della finestra;
- qualità della pulizia vicino a bordi e angoli;
- compatibilità con vetri senza cornice;
- alimentazione a rete o vera batteria operativa nella stazione;
- durata dell’UPS in caso di blackout;
- tipo e punto di fissaggio della corda anticaduta;
- lunghezza del cavo;
- dimensioni e peso della stazione;
- numero e tipo degli ugelli;
- facilità di reperimento dei panni di ricambio.
In breve, quale robot lavavetri scegliere
Per chi vuole soprattutto evitare la rifinitura manuale vicino alla cornice, i dati più convincenti arrivano oggi da ECOVACS: WINBOT mini 2, WINBOT W3 OMNI e la famiglia WINBOT W2S PRO dispongono dei sistemi perimetrali meglio documentati.
Per chi vuole un robot senza stazione ma con una buona copertura degli angoli, Dreame C1 rimane un’alternativa interessante.
Per chi deve trattare molte superfici lontane dalle prese, la scelta dovrebbe spostarsi su ECOVACS WINBOT W3 OMNI, ECOVACS WINBOT W2S PRO OMNI, Dreame C1 Station o Cecotec Conga Windroid W100 Station.
Se invece la priorità è sfregare maggiormente lo sporco, HOBOT S7 Pro e HUTT S7 adottano soluzioni meccaniche differenti, accettando però qualche compromesso in più negli angoli.































