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title: "Muse di Meta scheda tutti gli amici senza dire nulla"
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excerpt: "Un'inchiesta di Wired US rivela che l'agente di Meta compila ogni ora una pagina su familiari, amici e colleghi di chi lo usa. Dodici giorni dopo il lancio, Amazon lo ha già bloccato."
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  - "AI - Intelligenza Artificiale"
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  - "Mark Zuckerberg"
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# Muse di Meta scheda tutti gli amici senza dire nulla

Di[Antonio Dini](https://www.macitynet.it/author/antonio/)

6 Ott 2026

Una settimana dopo il lancio dell’8 settembre, **Muse** era l’applicazione gratuita più scaricata dell’App Store americano, davanti a ChatGPT. Il 20 settembre, **dodici giorni** dopo l’esordio, **Amazon** ha cominciato a mostrare a chi chiedeva all’agente di Meta di comprare qualcosa un avviso secco: l’accesso continuato di un agente di intelligenza artificiale non autorizzato viola le condizioni d’uso del negozio. Sembrano due storie separate, il successo di un’app e una lite commerciale, ma una newsletter di della storica rivista americana **Wired** uscita il 3 ottobre le tiene insieme.

### Cosa hanno estratto i ricercatori

*Kernel Panic*, la newsletter settimanale del magazine scritta da **Lily Hay Newman** e **Matt Burgess** su privacy e sicurezza digitale, racconta che nei giorni scorsi più ricercatori hanno estratto i file interni di Muse, comprese le istruzioni operative dell’agente. **Karan Joshi**, ricercatore indipendente di sicurezza dell’AI, ne ha ottenuto un’ampia raccolta usando la normale chat, chiedendo a Muse di copiare e condividere i propri file, e ha passato il materiale a *Wired*. **Meta** sostiene che quei file fossero pensati per essere accessibili, in nome della trasparenza.

Tra le istruzioni c’è la creazione di una pagina dedicata a ciascuna persona della vita dell’utente. Il processo gira **ogni ora** e raccoglie dati su familiari, partner, amici, colleghi, collaboratori e persone seguite online. Una pagina può cominciare quasi vuota e **riempirsi nel tempo**, con sezioni intitolate “Fatti”, “Storia”, “La relazione”, “In comune”, “Questioni aperte” e “Rafforzamento”. Le istruzioni chiedono di usare soltanto **le prove disponibili** e giudicano un dettaglio inventato peggiore di una pagina bianca.

L’uso dichiarato è interno: **suggerimenti per migliorare un rapporto** o, per esempio, un posto dove portare a colazione un amico che ama il caffè. Che i chatbot tengano traccia di informazioni sociali non è una novità, da anni c’è chi chiede a ChatGPT consigli sentimentali. La differenza sta in chi lo fa, cioè un’azienda con la storia e la dotazione di dati sociali di **Meta** e precedenti piuttosto negativi, come **il caso Cambridge Analytica**. Joshi legge nelle istruzioni la volontà di conoscere l’utente come un amico, e la definisce «piuttosto inquietante».

### Il valore di una rete di relazioni

La filosofa **Carissa Véliz** ha riassunto il punto in poche righe: il modello di business di Meta dipende dalla **sorveglianza**, e quindi l’incentivo è progettare prodotti che la alimentino, non che giovino all’utente, tanto meno ai suoi amici e familiari. Meta dichiara che **Muse non condivide le conversazioni con i sistemi pubblicitari dell’azienda** e che non vede password né dati di pagamento. Sono impegni di politica aziendale, e una politica aziendale si cambia con un aggiornamento delle condizioni d’uso.

La tecnologia logica dietro è quella legata alla teoria dei grafi, ovvero al modo di strutturare i dati sulla base delle relazioni tra un nodo e l’altro. Un grafo sociale **sa chi conosce chi**. Una pagina di Muse sa che cosa c’è dentro il rapporto: gli argomenti ricorrenti, le questioni aperte, i gusti, le occasioni da non perdere. Al lancio l’agente si collega ai servizi Meta e a **Google Workspace**, **Ticketmaster**, **OpenTable**, **Spotify** e **Apple Health**, quindi anche ai dati sulla salute di chi lo usa. Meta offre una versione gratuita e **due a pagamento** con limiti più alti, ma il contesto raccolto attorno a ogni utente è un patrimonio che non compare nel listino.

### Cambridge Analytica, versione agente

Il precedente è noto, come abbiamo visto sopra. Nel 2018 si scoprì che un’applicazione usata da circa **270mila** persone, grazie ai permessi concessi, aveva raccolto anche i dati dei loro amici, fino a comporre un archivio su **87 milioni** di utenti di Facebook passato a Cambridge Analytica contro i termini del social. Nel 2019 la società pagò **cinque miliardi di dollari** alla Federal Trade Commission, e nel 2022 altri **725 milioni di dollari** per chiudere la class action americana.

Allora i dati degli amici uscivano verso un terzo, in **violazione delle regole**. Oggi la raccolta è scritta nelle istruzioni di Muse, ed è la casa madre a progettarla. Gli amici, i colleghi e i parenti schedati ogni ora non sono iscritti a Muse e **non hanno firmato nulla**. E molti, è doveroso ricordarlo, non sono nemmeno utenti.

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### L’altra metà del problema

A un agente con accesso a posta, calendario, acquisti e dati sanitari si concede una **delega ampia**, e la delega ampia ha un costo in sicurezza. A dicembre 2025 **OpenAI** ha ammesso che le prompt injection, cioè le istruzioni nascoste in pagine web, documenti o email che spingono un agente ad azioni non volute, difficilmente saranno eliminate del tutto. Poco prima, il **National Cyber Security Centre** del Regno Unito aveva avvertito che potrebbero non essere mai mitigate completamente.

La privacy e la sicurezza sono state pensate dagli ingegneri di Meta in una maniera che ricorda molto una esigenza di marketing più che di cybersicurezza. Muse risponde con una **macchina virtuale** dedicata a ogni utente e con un secondo agente, **Sentinel**, che blocca le azioni verso internet prive di approvazione. È una difesa strutturata, e **lo stesso Joshi** ha dimostrato che i file dell’agente si estraggono chiedendoli in chat. Le due metà si saldano a questo punto: un agente dirottato espone i dati del proprietario e consegna anche il dossier su tutte le persone che gli stanno intorno, già ordinato per sezioni. Marketing e non cybersecurity vera, appunto.

### Perché Amazon chiude la porta

Il blocco è arrivato dopo che Amazon aveva chiesto a Meta di togliere volontariamente il negozio da Muse. **Secondo Amazon**, Meta non aveva avvertito dell’accesso, l’agente non si dichiara tale mentre naviga e **sembra catturare e conservare** le credenziali dei clienti. Meta replica che Muse non vede password né metodi di pagamento. Un audit indipendente che chiarisca chi dice il vero per ora non c’è.

La spiegazione ufficiale è la sicurezza, e il precedente è **Perplexity**: Amazon l’ha citata in giudizio nel novembre 2025 per il browser **Comet**, che acquista per conto degli utenti senza dichiararsi. Perplexity rispose che la mossa serviva a **proteggere gli introiti pubblicitari** e le posizioni sponsorizzate, perché un agente compra il prodotto senza passare dai banner. Il 4 agosto 2026 **la Corte d’appello del Nono circuito** ha stabilito che, ai fini della legge federale contro gli accessi abusivi, a collegarsi ai computer di Amazon è l’utente, restano aperte le questioni contrattuali.

I fatti si prestano a una lettura piuttosto preoccupante oltre che molto concreta, come tutte le cose che rigurdano **futuri flussi di capitali di proporzioni enormi**. Un agente che salta ricerca, raccomandazioni e inserzioni toglie ad Amazon la leva con cui monetizza i propri clienti, e tra le preoccupazioni dichiarate c’è che Muse possa leggere le pagine dell’account e lo storico degli ordini, cioè **il patrimonio di dati** su cui Amazon costruisce il resto. Detto in altre parole: Meta e Amazon si contendono la stessa risorsa, e ciascuna la vuole sfruttare in esclusiva.

### Il vuoto normativo

Muse oggi è disponibile solo negli Stati Uniti e per maggiorenni, ma l’arrivo in Europa è solo una questione di tempo. **Il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale** (l’AI Act, regolamento 2024/1689) è in vigore dal primo di agosto 2024 e ordina i sistemi per livelli di rischio. Il Garante per la protezione dei dati personali è già intervenuto sull’uso dei dati degli utenti per addestrare Meta AI. Nessun testo, tuttavia, sembra dire con chiarezza che cosa debba valere per una persona che non ha scaricato niente, **non ha accettato niente** e compare in una pagina compilata da un agente altrui tramite una forma di dossieraggio online su larghissima scala.

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