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title: "Come sono nati gli Apple Store: Steve Jobs, Ron Johnson e il Genius Bar"
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# Come sono nati gli Apple Store: Steve Jobs, Ron Johnson e il Genius Bar

Di[Mauro Notarianni](https://www.macitynet.it/author/mauro/)

26 Set 2026

![Apple Piazza Liberty: lo store](https://www.macitynet.it/wp-content/uploads/2018/07/img-20180726-172641okapplepiazzaliberty-741x486.jpg "Apple Piazza Liberty: lo store")

**Trenta giorni di soldi in cassa e appena quattro prodotti da mostrare. Anche da questa situazione nacquero gli Apple Store.** A raccontare la storia della nascita di una catena che ancora oggi rappresenta un modello per il resto dell’industria, ben oltre i confini dell’elettronica, è **Ron Johnson**, che di quei negozi fu il responsabile e uno degli ideatori insieme, naturalmente, a Steve Jobs.

La storia, ispirata tra le altre cose al modello degli hotel di lusso e alla piramide del Louvre, passata attraverso il dibattito sul nome dei suoi servizi e documentata fin dai primi anni anche da **un vastissimo archivio di fotografie e reportage realizzati da Macitynet**, è al centro del libro [Shop Different](https://www.amazon.it/gp/product/0008766401/ref=ox_sc_act_title_1?smid=A11IL2PNWYJU7H&psc=1&tag=macitynet0d-21)
, scritto con Zander Nethercutt. In una recente intervista con AppleInsider, l’ex dirigente ripercorre decisioni, ripensamenti e intuizioni che portarono all’apertura dei primi negozi.

## Quattro Mac per riempire un intero negozio

Quando Johnson arrivò a Cupertino nel **2000**, l’ecosistema Windows dominava il mercato dei personal computer con quote che l’ex dirigente, ricordando quel periodo, riassume attorno al 95%. Negli Stati Uniti, racconta, due grandi catene come Best Buy e Circuit City non vendevano i Mac. **Apple aveva quindi un problema molto pratico**: poteva progettare hardware e software insieme, ma spesso **non controllava il modo in cui i suoi prodotti venivano presentati e spiegati ai clienti.**

Steve Jobs arrivò alla conclusione che Apple dovesse portare direttamente alle persone l’esperienza d’uso del Mac. Il problema era che **Apple aveva pochissimo da mostrare.**

Negli anni precedenti l’azienda aveva lavorato ossessivamente per ricostruire una cassa degna di questo nome. Quando Jobs era tornato a Cupertino, Apple era arrivata vicinissima al limite: **Johnson ricorda che l’azienda aveva avuto appena 30 giorni di liquidità.** Nel frattempo Jobs aveva drasticamente semplificato anche la gamma, ridotta a quattro famiglie di Mac.

Johnson ricorda la sua sorpresa quando Jobs gli mostrò quei quattro computer appoggiati su un mobile della sala del consiglio. Erano pochi prodotti per negozi relativamente grandi, ma proprio **quella scarsità suggerì una soluzione: invece di riempire ogni metro quadrato con scatole e scaffali**, Apple poteva lasciare spazio alle persone, permettere loro di usare i computer e aggiungere servizi impossibili da offrire in un normale reparto di elettronica.

Apple annunciò ufficialmente l’apertura di [25 negozi negli Stati Uniti nel corso del 2001](https://www.apple.com/newsroom/2001/05/15Apple-to-Open-25-Retail-Stores-in-2001/)
. I primi due aprirono il 19 maggio a Tysons Corner, in Virginia, e alla Glendale Galleria, in California. Già nel comunicato dell’epoca Jobs insisteva sullo stesso concetto: **mostrare alle persone cosa potevano fare con un computer**, dalla creazione di filmati alla musica e alla fotografia digitale.

[https://www.macitynet.it/wp-content/uploads/2026/04/apple-logo-applestore-boston-741x486.jpg](https://www.macitynet.it/wp-content/uploads/2026/04/apple-logo-applestore-boston-741x486.jpg)

Apple Store Boston. Foto di Settimio Perlini / Macitynet

## Da Geek Bar a Genius Bar

Lo spazio disponibile consentiva anche di affrontare un altro problema dell’informatica di quegli anni: **dopo l’acquisto molti clienti avevano bisogno di qualcuno che spiegasse loro come configurare e utilizzare il computer.**

Nacque così l’idea di un banco dedicato all’assistenza. Il nome, secondo il racconto di Johnson nell’[intervista ad AppleInsider](https://appleinsider.com/articles/26/09/25/interview-why-ron-johnson-says-apple-had-no-choice-but-to-gamble-millions-on-retail)
, rischiò però di essere molto diverso.

Jobs propose inizialmente **Geek Bar**, immaginando una sorta di bancone dove persone molto preparate potessero rispondere alle domande tecnologiche dei clienti con la stessa immediatezza con cui un barista prepara ciò che viene chiesto. Johnson suggerì invece **Genius Bar**: un nome abbastanza ambizioso da attirare persone capaci tecnicamente ma anche disponibili al contatto con il pubblico.

**A Jobs piacque.** Johnson ricorda che il cofondatore di Apple telefonò praticamente subito al responsabile legale dell’azienda per chiedere di proteggere il nome.

Come abbiamo già [raccontato su Macitynet](https://www.macitynet.it/ron-johnson-svela-dettagli-sulla-nascita-degli-apple-store-voluti-da-steve-jobs/)
, il Genius Bar sarebbe diventato uno degli elementi più riconoscibili degli Apple Store, insieme ai grandi tavoli sui quali utilizzare liberamente i prodotti.

[https://www.macitynet.it/wp-content/uploads/2026/09/4ed8a77d-8c65-3a35-b08d-b13909c6e8e8-aso-geniusbar-header-large-2x-large-2x.jpg](https://www.macitynet.it/wp-content/uploads/2026/09/4ed8a77d-8c65-3a35-b08d-b13909c6e8e8-aso-geniusbar-header-large-2x-large-2x.jpg)

## Il negozio era quasi pronto, poi Apple ricominciò da capo

Uno dei passaggi più interessanti del racconto riguarda un cambiamento arrivato quando **il prototipo del primo negozio era ormai vicino al completamento.**

In quel periodo Jobs stava elaborando il concetto del Mac come **hub digitale**, il centro dal quale gestire fotografie, musica, videocamere e gli altri dispositivi che iniziavano a entrare nelle case. **Johnson si rese conto che organizzare il negozio semplicemente per categorie di computer avrebbe raccontato solo una parte di quella strategia.**

Propose quindi di mostrare i prodotti attraverso quello che le persone potevano farci: uno spazio dedicato alla fotografia digitale, uno alla musica, uno ai filmati. Una fotocamera collegata a un Mac diventava così più efficace di una lunga spiegazione delle caratteristiche tecniche del computer.

Jobs inizialmente non accolse con entusiasmo la prospettiva di rivedere mesi di lavoro. Arrivato nel magazzino dove era stato costruito il prototipo del negozio, riconobbe però davanti al gruppo di progettazione che Johnson aveva individuato un problema reale e chiese al team di ripensare il progetto.

La conseguenza fu **un ritardo di circa sei mesi**. Apple aveva già assunto i responsabili dei futuri negozi e doveva sostenere nel frattempo personale e locazioni, ma quel periodo offrì anche un’opportunità inattesa.

## Apple mandò i responsabili degli Store a imparare dal Ritz-Carlton

Apple cercava un modello di servizio che andasse oltre quello dei normali negozi di elettronica e prese come riferimento gli hotel **Ritz-Carlton**, conosciuti per l’organizzazione dell’accoglienza e dell’assistenza agli ospiti.

Ritz-Carlton invitò i responsabili dei primi **Apple Store a partecipare all’apertura di alcuni alberghi.** Una parte del gruppo fu inviata a Dallas e un’altra in un secondo hotel, che Johnson ricorda probabilmente nell’area di Washington. Per quasi una settimana **osservarono procedure, organizzazione e rapporto con i clienti.**

**Diverse idee confluirono successivamente nel modello Apple.** Il ruolo del personale diventava centrale quanto l’arredamento: accogliere, capire cosa doveva fare il cliente con il prodotto, aiutarlo nella scelta e continuare a seguirlo anche dopo l’acquisto.

[https://www.macitynet.it/wp-content/uploads/2026/09/foto-steve-jobs-2003-macitynet.jpg](https://www.macitynet.it/wp-content/uploads/2026/09/foto-steve-jobs-2003-macitynet.jpg)

2003: Steve Jobs annuncia il successo degli Apple Store

## Da 25 negozi al cubo di vetro sulla Fifth Avenue

La prima fase diede rapidamente ad Apple la possibilità di allargare il progetto. **Nel maggio 2006, quando venne inaugurato il celebre Store sulla Fifth Avenue di New York**, Apple gestiva già **147 negozi** e dichiarava oltre 147 milioni di visite complessive dalla nascita della rete retail.

Il negozio newyorkese portò il concetto ancora più avanti. Lo spazio commerciale era quasi interamente sotterraneo e l’elemento visibile dalla strada era il cubo di vetro che dava accesso al negozio. La sua progettazione ha una storia particolare, **in parte ispirata dalla piramide del Louvre**, che abbiamo ricostruito nel nostro approfondimento su [come nacque l’idea del cubo dell’Apple Store sulla Fifth Avenue](https://www.macitynet.it/come-nacque-lidea-cubo-dellapple-store-new-york/)
.

[https://www.macitynet.it/wp-content/uploads/2026/09/Apple-Fifth-Avenue-New-York-store-exterior-260918-big-jpg-large-2x.jpg](https://www.macitynet.it/wp-content/uploads/2026/09/Apple-Fifth-Avenue-New-York-store-exterior-260918-big-jpg-large-2x.jpg)

Apple Fifth Avenue di New York in occasione dell’arrivo di iPhone 18 Pro.

## Le code davanti agli Store e l’arrivo di iPhone Duo

Johnson conserva un **ricordo positivo delle lunghe file** che accompagnavano i principali lanci Apple. Racconta di clienti e intere famiglie che trascorrevano la notte davanti agli Store e di dipendenti che distribuivano acqua alle persone in attesa. **A Tokyo, all’apertura dello Store di Ginza, la fila arrivò a estendersi per dieci fermate della metropolitana**, nonostante ci fosse un’allerta tifone.

Macitynet ha vissuto direttamente anche quella fase. Nel 2011 il nostro Settimio Perlini acquistò [iPhone 4S all’Apple Store di Regent Street a Londra](https://www.macitynet.it/14-giorni-con-iphone-4s-la-recensione-di-macitynet-it/)
 dopo una notte trascorsa in fila in attesa dell’apertura. A New York [eravamo in fila anche per il lancio del primo iPad](https://www.macitynet.it/Il-primo-in-fila-per-iPad-Greg-Packer-professionista-dellattesa/)
.

Negli anni Apple ha progressivamente organizzato preordini, ritiri su appuntamento e consegne che hanno ridotto il peso di queste code. Johnson pensa però che l’[iPhone Duo](https://www.macitynet.it/tag/iphone-duo)
 possa nuovamente portare molte persone nei negozi, per una ragione legata direttamente al prodotto.

Il primo iPhone pieghevole di Apple è stato presentato il 9 settembre e in Italia sarà disponibile dal **23 ottobre 2026**, con preordini dal 16 ottobre. Un telefono con display interno da 7,6 pollici e cerniera cambia dimensioni e comportamento a seconda che venga utilizzato aperto o chiuso: **peso, ingombro in tasca, apertura del display e sensazione della cerniera** sono aspetti difficili da valutare soltanto attraverso una pagina web o un video.

Apple stessa indica che iPhone Duo potrà essere [provato di persona negli Apple Store](https://www.macitynet.it/tag/iphone-duo)
. È proprio questo il punto richiamato da Johnson: **per alcuni dispositivi il negozio rimane il luogo nel quale la presentazione digitale si trasforma in esperienza fisica.**

[https://www.macitynet.it/wp-content/uploads/2026/09/AppleMarinaBaySands-scaled.jpeg](https://www.macitynet.it/wp-content/uploads/2026/09/AppleMarinaBaySands-scaled.jpeg)

Apple Marina Bay Sands, Singapore. Foto di Apple

A venticinque anni dall’apertura dei primi due negozi, il progetto nato quando Apple aveva quattro famiglie di Mac da mostrare continua a poggiare su buona parte delle idee elaborate allora. **Tavoli liberi da scaffali, prodotti da utilizzare direttamente, personale dedicato all’assistenza e spazi pensati anche per fermarsi** hanno attraversato diverse generazioni di Store.

La rete online ha cambiato radicalmente il modo di acquistare, mentre preordini e consegne a domicilio hanno eliminato molte delle necessità che esistevano nel 2001. Prodotti con nuovi formati come [iPhone Duo](https://www.macitynet.it/tag/iphone-duo)
 mostrano però perché Apple continui a investire anche nello spazio fisico: **alcune caratteristiche si comprendono meglio quando il dispositivo passa dallo schermo di un sito web alle mani del cliente.**

[https://www.amazon.it/gp/product/0008766401/ref=ox_sc_act_title_1?smid=A11IL2PNWYJU7H&psc=1&tag=macitynet0d-21](https://www.amazon.it/gp/product/0008766401/ref=ox_sc_act_title_1?smid=A11IL2PNWYJU7H&psc=1&tag=macitynet0d-21)

## Gli Apple Store visti da Macitynet, dai primi anni a oggi

La storia degli Apple Store è passata molte volte anche davanti agli obiettivi della redazione di Macitynet. Già nel maggio 2002 documentavamo [l’apertura dell’Apple Store di Lenox Square ad Atlanta](https://www.macitynet.it/applestore_atlanta_un_report_speciale/)
, inviando fotografie e cronaca direttamente dal centro commerciale con un iBook collegato alla rete AirPort. **Era il trentesimo negozio Apple**, a poco più di un anno dall’apertura dei primi due Store negli Stati Uniti.

Nel 2006, durante il viaggio verso la WWDC, Antonio Dini e Settimio Perlini visitarono invece l’Apple Store sulla Fifth Avenue di New York, inaugurato pochi mesi prima. Di quella visita rimane ancora nell’archivio Macitynet [una lunga galleria fotografica originale](https://www.macitynet.it/immagini/visitaconnoi/applestoreny5/)
, con immagini e commenti dedicati al cubo di vetro, alla scala, ai tavoli, al Genius Bar e agli spazi interni.

Da allora la redazione ha seguito direttamente numerose altre aperture e trasformazioni della rete retail Apple: [RomaEst nel 2007](https://www.macitynet.it/Apple_Store_Rome_grand_opening/)
, primo Apple Store italiano, quindi Bologna, Torino, Firenze e infine [Apple Piazza Liberty a Milano](https://www.macitynet.it/apple-piazza-liberty-ecco-linterno-del-negozio/)
, documentato nel 2018 con fotografie originali realizzate da Maurizio Tomè, Sara Delvai e Settimio Perlini.

Riguardare oggi queste immagini permette di seguire anche l’evoluzione del progetto nato con Jobs e Johnson. Materiali, architettura e dimensioni sono cambiati molto, ma **alcuni elementi sono rimasti riconoscibili per oltre vent’anni**: grandi tavoli accessibili da ogni lato, prodotti accesi e utilizzabili liberamente, assistenza diretta e molto spazio dedicato alle persone invece che agli scaffali.

È probabilmente questa continuità a spiegare meglio di qualsiasi slogan quanto delle intuizioni dei primi Apple Store sia arrivato fino ai negozi di oggi.

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