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“.Net” di Microsoft si apre ad Apache

Poco più tardi di un anno fa, l’assalto dilagante dei virus Nimda e CodeRed, favoriti da pesanti falle nella sicurezza del web server di Microsoft, fece asserire al Gartner Group, uno dei maggiori opinion leader del settore IT che IIS-Internet Information Server di Microsoft doveva essere profondamente rivisto, stimando in tre anni il tempo necessario; nel frattempo sarebbe stato meglio utilizzare Apache.

Il gigante del software ha quindi pensato di applicare una delle sue tradizionali strategie commerciali, quella di allearsi con gli avversari scomodi, per poi tentare di fagocitarli al momento opportuno, il che sta nuovamente avendo luogo nei giorni di questa settimana. Messo per il momento in disparte il proprio Internet Information Server, la casa di Seattle, cerca di coniugare la strategia “.Net” al diffusissimo web server Apache, facente girare oltre la metà  di tutti i siti internet, in base a delle valutazioni condotte dalla società  di ricerca Netcraft.

Una contraddizione? Dopo decine di dichiarazioni acide contro il software open-source, qualche dirigente Microsoft ci ha ripensato? Nulla di tutto ciò, semplicemente, e con una gran faccia tosta, viene dichiarato che “l’estensione di .Net ad Apache consentirà  di attirare l’attenzione di una più vasta fetta di sviluppatori software”. Con tale intento, Covalent Technologies, una compagnia che offre servizi avanzati basati su Apache e relativo supporto, ha annunciato di voler unire gli strumenti di Visual Studio.Net con le tecnologie dei web server Apache, costruendo dei collegamenti che usino il software layer “ASP.Net”.

Quest’ultimo è un software specializzato di “.Net” che, nelle intenzioni dei programmatori, dovrà  rimpiazzare la vecchia tecnologia delle Active Server Pages (ASP), per la creazione di applicazioni web che supportino i nuovi servizi disponibili.

Anche Oracle, l’antagonista di sempre, si ritaglia un ruolo, in questo nuovo assetto tecnologico, con mirati collegamenti ai suoi database.

Nella marcia verso la diffusione di “.Net”, è previsto anche il rilascio di aggiornamenti ad hoc per i vari Windows e software per i server, cui seguiranno strumenti programmativi di sviluppo per realizzare programmi maggiormente orientati all’uso con internet. “Web services” è il nome di una nuova tecnologia, supportata da “.Net”, la quale promette di creare agevolemente collegamenti tra computer, anche in intranet aziendali, in un modo assai più semplice dei metodi attuali.

Sebbene programmatori ed analisti abbiano dato a “.Net” ampio credito per le sue soluzioni tecniche, alcuni grossi clienti di Microsoft hanno definito “confusionari” i piani della compagnia a riguardo. Nello stesso tempo sono i servizi “.Net” sono stati proposti come prodotti rimarchiati di software già  esistenti e senza una precisa collocazione verso quale fascia di utenti si riferisca.

Il design, strutturato rigorosamente secondo criteri Windows-only, poi, ne potrebbe limitare l’appeal nell’adozione e nella fruizione. In ogni caso, i maggiori acquirenti di tecnologia hanno dichiarato di voler attendere l’estensione a più standard industriali ed una migliore compatibilità , prima di commissionare o sviluppare loro stessi ampi progetti basati sui Web services, su vasta scala.

Una partenza con molta ragionevole cautela, visti i precedenti progetti del gigante del software che poi, nel tempo, si sono rivelati insoddisfacenti.

Gli analisti del settore asseriscono che nei prossimi mesi la strategia “.Net” si estenderà  fino a comprendere altri server software e Sistemi Operativi diversi da Windows.

In ogni caso la competenza di Covalent, in materia, è fuori discussione, dando impiego a parecchi dei programmatori di punta del progetto Apache.

Apache, che esiste in decine di varianti per tutte le piattaforme software esistenti, è l’alternativa open-source all’Internet Information Server di MS nonché al ONE Web server di Sun. In particolare la Red Hat, la più diffusa distribuzione Linux, offre una particolare incarnazione del web-server Apache, chiamato “Apache Stronghold”, con i suoi prodotti.

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