Nissan, individuate oltre 30.000 parti di ricambio contraffatte vendute online

La diffusione di ricambi contraffatti rischia di danneggiare gli automobilisti. Nissan ha tolto dalla circolazione più di 30.000 prodotti contraffatti.

MarkMonitor, azienda specializzata nella protezione del brand online, ha annunciato che la partnership in corso con il produttore di automobili Nissan, nata per combattere la contraffazione di autoricambi che costituiscono una minaccia per la sicurezza dei consumatori e compromettono la qualità dei veicoli, ha compiuto grandi passi in avanti.

Nissan ha rimosso più di 31.700 prodotti contraffatti e intrapreso azioni contro 125.000 annunci sui marketplace, per un valore di 283 milioni di dollari.

I ricambi contraffatti, che costano al settore automotive globale quasi 45 miliardi di dollari all’anno , costituiscono il maggior rischio di responsabilità per i produttori. Molte di queste parti di ricambio vengono distribuite online tramite i marketplace, o su siti illegittimi che utilizzano testi e immagini rubati per apparire come gli originali. Di conseguenza, i meccanici o i consumatori che riparano i propri veicoli, installano inconsapevolmente questi pezzi che potrebbero causare seri danni quando non lavorano come dovrebbero. Questi possono implicare costi di assistenza e di garanzia più elevati o nuocere ai passeggeri quando i componenti dell’auto, come ad esempio i freni o parti del motore, non funzionano.

“Nissan ha intrapreso misure proattive per proteggere i propri clienti e garantire che le parti contraffatte non finiscano nelle loro mani,” ha affermato Charlie Abrahams, Senior Vice President di MarkMonitor. “I contraffattori continuano a perfezionare i propri metodi per ingannare i consumatori online e i brand devono adottare una forte strategia per proteggere i propri clienti dai falsi. MarkMonitor ha fornito a Nissan gli strumenti per educare i rivenditori sui rischi potenziali causati dall’utilizzo di queste parti e l’abilità per combattere aggressivamente il problema della contraffazione e dell’abuso del brand online, ponendo al primo posto la sicurezza dei consumatori”.