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Bomba sugli operatori telefonici USA: limitano la banda dei video online

AT&T, T-Mobile, Sprint e Verizon sono i principali operatori mobile statunitensi: tutti e quattro limitano i video online sulle proprie reti dati cellulare. I rallentamenti riguardano le principali piattaforme per la visione di video su Internet: oltre a Netflix anche YouTube, Amazon Prime Video ma sono state individuate limitazioni anche per Skype.

I rallentamenti di alcuni servizi sui collegamenti cellulari possono verificarsi nei momenti di traffico elevato e di congestione della rete, condizioni eccezionali che vengono segnalate anche nelle clausole di alcuni operatori.

Ma i risultati portati alla luce da un esteso studio sul traffico dati svelano che le limitazioni dei video online avvengono sempre e sistematicamente.

Apple perde lo scettro tra i Millennials, il legame più forte è con YouTubePer realizzare la ricerca intitolata A Large Scale Analysis of Deployed Traffic Differentiation Practices, realizzato dalla Northeastern University e University of Massachussetts Amherst, sono stati analizzati i dati sul traffico internet mobile di oltre 126mila smartphone utilizzati in diversi paesi nel mondo. Questo è stato possibile grazie a test effettuati tramite crowdsourcing, coinvolgendo gli utenti che hanno installato l’app Wehe sui propri terminali.

I dati aggregati e analizzati raccolti dall’inizio del 2018 fino all’inizio di quest’anno, rivelano che tutti e quattro i principali operatori mobile USA limitano i video online ma in modo diverso, come segnala Bloomberg. Per esempio AT&T rallenta il traffico di Netflix il 70% del tempo, mentre YouTube è rallentato il 74% del tempo. Viceversa AT&T non rallenta il traffico video di Amazon Prime Video.

Invece T-Mobile rallenta il traffico dati di Amazon Prime Video nel 51% dei test, mentre non sono stati riscontrati rallentamenti o limitazioni per Skype e pochissime invece per Vimeo. Secondo i ricercatori rallentamenti e limitazioni sono sistematici, vengono effettuati 24 ore al giorno per l’intera settimana, anche quando la rete in esame non è congestionata.

Questa ricerca sta sollevando grande scalpore in USA per più di una ragione. La prima innanzitutto è sul trattamento equo degli utenti e dei clienti degli operatori in esame. Su un altro versante i risultati, qui è consultabile la ricerca completa, sollevano nuovi quesiti sulla neutralità di Internet e del traffico dati, regole che impedivano agli operatori di dare priorità o di penalizzare il traffico dati generato da app servizi e piattaforme, neutralità che l’amministrazione Trump ha abrogato.

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