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Frigoriferi con materiali solidi: Pascal prepara i primi test commerciali

Pascal sta sviluppando frigoriferi che utilizzano un materiale solido e CO₂ per trasferire il calore, con l’obiettivo di ridurre l’impiego di refrigeranti HFC e migliorare l’efficienza. Il primo banco di prova saranno i frigoriferi per bevande: un prototipo è già pronto, mentre consumi e costi saranno verificati nelle sperimentazioni commerciali.

La startup statunitense nasce dalle ricerche condotte a Harvard e punta a impiegare componenti industriali convenzionali. Per chi utilizzerà questi apparecchi, la differenza dovrà tradursi in consumi più bassi, costi competitivi e affidabilità nel tempo.

Un materiale solido, con la CO₂ nel circuito

Nei frigoriferi e nelle comuni pompe di calore, un refrigerante circola in un circuito e trasferisce energia attraverso compressione, condensazione, espansione ed evaporazione. Pascal sviluppa un sistema nel quale un materiale solido si riscalda e si raffredda al variare della pressione.

Il gas resta presente: l’azienda utilizza anidride carbonica come fluido di lavoro per applicare pressione al materiale. Parlare di un frigorifero “senza gas” sarebbe quindi inesatto. Il vantaggio ambientale proposto riguarda la sostituzione degli HFC, refrigeranti che possono contribuire fortemente all’effetto serra quando vengono dispersi.

Il confronto deve però comprendere anche le alternative già disponibili. Esistono sistemi convenzionali che impiegano refrigeranti a basso impatto climatico, come il propano R290 e la stessa CO₂, identificata come R744. La tecnologia di Pascal dovrà dimostrare i propri vantaggi anche rispetto a queste soluzioni.

Nella descrizione tecnica pubblicata da Pascal, l’azienda sottolinea che i suoi materiali lavorano in un intervallo di pressioni compatibile con quello della refrigerazione tradizionale. Questo consentirebbe di utilizzare componenti già diffusi nell’industria, un aspetto decisivo per contenere il costo degli apparecchi.

La scoperta durante gli esperimenti a Harvard

L’origine del progetto è raccontata dal cofondatore e amministratore delegato Adam Slavney in un’intervista a TechCrunch. Durante gli esperimenti condotti a Harvard con Jinyoung Seo, oggi responsabile tecnologico della società, il cambiamento del gas utilizzato nello strumento di misura aveva prodotto risultati inattesi. Quell’anomalia ha indirizzato il gruppo verso un diverso modo di sfruttare l’interazione fra gas e materiale solido.

Il sistema descritto nell’intervista impiega cartucce contenenti un materiale poroso proprietario. La CO₂ viene introdotta sotto pressione e il ciclo permette al materiale di cedere o assorbire calore. Gli scambiatori trasferiscono poi questa energia fra le cartucce e gli ambienti da raffreddare o riscaldare.

Tecnologia Pascal per la refrigerazione con materiali solidi e CO₂

Due cartucce lavorano alternando le rispettive funzioni: una contribuisce a sottrarre calore al vano refrigerato, l’altra a cederlo all’esterno. L’inversione del ciclo permette di ripetere il processo. Il materiale solido rimane nell’apparecchio; la presenza di un circuito a gas richiede comunque di considerare tenuta e affidabilità dell’intero sistema.

Efficienza: cosa è stato raggiunto e cosa resta da verificare

La prospettiva riportata nell’intervista è un’efficienza superiore di circa il 20% rispetto ai modelli attuali. Il comunicato ufficiale del 21 ottobre descrive però il risultato raggiunto in termini più prudenti: Pascal dichiara un’efficienza equivalente a quella di un sistema convenzionale che svolge lo stesso lavoro, con ulteriori miglioramenti attesi.

Il 20% va considerato un obiettivo.

Slavney riferisce anche di prove sul materiale protratte per 300.000 cicli, indicati come equivalenti a circa un anno di funzionamento. È un dato preliminare sulla sua resistenza: la durata di un frigorifero dipenderà anche da compressore, valvole, scambiatori e dagli altri componenti.

Laboratorio Pascal per lo sviluppo di sistemi di refrigerazione

Prima i frigoriferi per bevande

Pascal ha raccolto 8,5 milioni di dollari di capitale di rischio, ai quali si aggiungono 839.000 dollari di contributi. Le nuove risorse sosterranno il progetto con una multinazionale delle bevande, della quale non viene indicato il nome.

Il prototipo del frigorifero pilota è già stato completato. Il comunicato colloca all’inizio del 2027 il passaggio alla fase successiva del progetto; nell’intervista viene inoltre prospettato un lotto di apparecchi più rifiniti nel 2028. Sono tappe di sviluppo, senza una data di vendita al pubblico.

Per chi deve acquistare oggi un frigorifero o sostituire l’impianto di riscaldamento, l’annuncio non offre ancora un’alternativa commerciale. I test dovranno chiarire quanto si risparmia, quanto costa il sistema e come si comporta dopo anni di utilizzo. Saranno questi risultati a stabilire se la tecnologia potrà estendersi dai frigoriferi per bevande ad applicazioni più grandi.

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