Gemini continua ad espandersi nell’ecosistema Google, e questa volta tocca a Waze. Dopo aver trasformato la navigazione di Google Maps in una conversazione, Big G integra l’assistente AI in due funzioni chiave dell’app gemella, la più significativa delle quali riguarda il Conversational Reporting: introdotto nel 2024 per segnalare rallentamenti a voce, ora si estende agli aggiornamenti della mappa.
Basta dire “la strada è chiusa qui” e la segnalazione arriva ai mappatori locali, che verificano e aggiornano la mappa per tutta la community. La funzione è già globale su Android e iOS.
L’altra novità firmata Gemini è la ricerca conversazionale (Destination Search): si tocca l’icona vocale e si chiede qualcosa come “trovami un bar aperto adesso” o “trovami un parcheggio vicino a [luogo]”, ottenendo una lista di opzioni da cui avviare subito la navigazione. Per ora è in beta globale.
Le altre due novità annunciate da Google non hanno componente conversazionale. C’è la modalità moto, che calcola percorsi su misura per i mezzi a due ruote — strade più strette, scorciatoie non praticabili in auto, segnalazione di buche e dossi — grazie ai dati di un gruppo dedicato di mappatori. Debutta per ora in Argentina, Brasile, Colombia, Malesia, Messico, Perù e Filippine.
E c’è la modalità “less chatty”, che riduce frequenza e lunghezza degli avvisi vocali per chi vuole concentrarsi su musica o podcast, mantenendo comunque gli avvisi critici su svolte e pericoli.
Il quadro conferma la strategia di Google: Gemini come infrastruttura trasversale, ma con un dosaggio ancora prudente su Waze rispetto a quanto sta già accadendo su Google Maps, che ha ricevuto il suo aggiornamento più importante degli ultimi dieci anni con Ask Maps e la navigazione 3D. Per ora, l’AI generativa più profonda resta un’esclusiva del prodotto di navigazione principale di Big G.












