Pixar passa a Linux e Intel

Pixar abbandona Sun e passa ad Intel. Una serie di server basati sui processori di Santa Clara e sistema operativo Linux prendono il posto delle Solaris con Unix. Con la benedizione di Jobs

Brutto colpo per Sun: Pixar, considerata una delle più innovative case di produzione americane, nota al mondo per i suoi capolavori in digitale, Toy Story e il recente Monsters&Co., passa ad Intel.

La società , di cui CEO è Steve Jobs, ha infatti iniziato a smantellare la sua rete di workstations Sun-Solaris per fare posto a otto nuovi Blade servers di Rackspace che complessivamente hanno 1024 processori Intel Xeon, ciascuno dei quali a 2.8 GHz.

La scelta di Pixar non mancherà  di far discutere a lungo e di suscitare nuovi interrogativi sulla capacità  da parte di Sun di mantenere saldo il dominio, fino a qualche tempo fa incontrastato, nel campo della videoproduzione, degli effetti digitali e speciali e del rendering grafico.

La società  di Jobs d’altra parte è solo l’ultimo, anche se più clamoroso (vista la rilevanza dell’uso dei computer nelle sue produzioni), epigono di un trend che pare inarrestabile e che vede i processori x86 di Intel e AMD con sistemi Linux prendere il posto di Sun e SGI con OS Unix. Prima di Pixar avevano scelto questa strada Dreamworks di Spielberg e Industrial Light and Magic, di Lucas, quest’ultima addirittura dopo essere stata legata per anni da un patto di ferro e di immagine) con SGI.

I motivi di questa migrazione sono presto spiegati in due fattori: il costo assai meno elevato di sistemi dotati di processori Intel e AMD con Linux rispetto a macchine Sun o SGI con Unix, e le prestazioni, ormai di fatto molto simili.

Pixar, che utilizzerà  proprio Linux, sta già  lavorando con i nuovi server Rackspace per produrre il suo nuovo film digitale “The Incredibles” che sarà  nelle sale nel 2004.
A questo scopo ha realizzato un port per Linux del suo acclamato software per il rendering digitale Renderman.

La scelta di passare da Sun ad Intel arriva al culmine di uno processo di distensione dei rapporti tra Apple, di cui Jobs è CEO, e la casa di Santa Clara.

Nel corso dell’ultimo Macworld Paul Otellini, presidente di Intel, era ospite di Cupertino e sedeva in prima fila al keynote. Successivamente ha visitato assieme allo stesso Jobs l’Expo.

A sua volta Jobs, che da tempo è amico di Otellini, ha tenuto un breve keynote ad una conferenza che Intel ha tenuto per i suoi venditori a Las Vegas.