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Processo DRM iPod, ex ingegnere Apple: «Volevamo bloccare tutta la concorrenza»

Apple voleva bloccare il 100% della musica non comprata da iTunes. Questa la novità emersa nel contesto del processo sui DRM iPod, una causa che sembra ormai agli sgoccioli, soprattutto dopo che i due querelanti principali sono stati costretti a ritirarsi a causa delle date di acquisto del player musicale Apple. ma che non manca di svelare ancora qualche retroscena interessante, tra cui il video messaggio di Steve Jobs

La dichiarazione come riporta il Wall street Journal, è arrivata da Rod Schultz, ex ingegnere Apple che lavorò a sistemi anti concorrenziali, per evitare che musica acquistata al di fuori di iTunes potesse essere riprodotta su iPod. Per l’esattezza, Schultz ha lavorato alla progetto FairPlay, ossia il sistema di protezione dalla copia delle canzoni vendute su iTunes, negli anni 2006-2007. In questo frangente era impegnato a trovare una soluzione per bloccare il 100% dei clienti non-iTunes ed evitare che canzoni acquistate in altri mercati digitali potessero essere riprodotte su iPod.

Si tratterebbe del programma “Candy”, anche se la sua posizione in relazione al presunto schema anticoncorrenziale di Apple non è chiara. L’ingegnere ha lasciato Apple nel 2008 e, pertanto, si può solo presumere che le osservazioni di Schultz siano riferibili al programma Apple con cui si pose fine ad Harmony, la soluzione RealNetworks per aggirare i DRM FairPlay di Apple. RealNetworks introdusse Harmony come una via per ascoltare su iPod i brani acquistati attraverso il negozio RealPlayer. A seguito di questa modifica Apple rilasciò iTunes 7.0 nel 2006, che oltre a miglioramenti visivi e funzionali, rendeva inutilizzabile Harmony di RealNetworks.

Oltre alle dichiarazioni di  Schultz, gli avvocati di parte ricorrente hanno anche cercato di far entrare nel processo un documento scritto dallo stesso ingegnere, il cui PDF è disponibile a questo indirizzo, intitolato “I mille volti dei DRM”. In questo documento digitale, Schultz chiarisce il funzionamento dei  DRM, con specifico riferimento all’utilizzo che Apple e faceva per legare iTunes, iPod e FairPlay. La corte, però, ha rigettato la richiesta e tale documento non potrà entrare a far parte della produzione documentale da porre a base della futura decisione.  Dal canto suo Apple continua con la linea difensiva che ha tenuto per tutto il processo: i DRM era il male necessario per fermare gli hacker, che avrebbero consentito la riproduzione su iPod di canzoni scaricate illegittimamente al di fuori di iTunes.

Non passerà molto tempo prima che il caso arrivi ad una conclusione. Con la testimonianza di Schultz si è conclusa l’istruttoria dibattimentale e già la prossima settimana il caso potrà passare nelle mani della giuria.

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