Le azioni di alcune società che si occupano di videogiochi hanno registrato un calo notevole dopo che Google ha iniziato a offrire accesso a un modello di intelligenza artificiale in grado di creare mondi digitali interattivi partendo da semplici prompt di testo.
La piattaforma di Google, denominata “Project Genie“, permette di simulare ambienti del mondo reale partendo da richieste testuali o caricando immagini, e potrebbe completamente sconvolgere le modalità di creazione dei videogiochi conosciute finora, portando gli sviluppatori ad adottare questa evoluzione tecnologica.
Basato su Genie 3, già visto lo scorso anno e sfruttato per l’addestramento di agenti AI, Project Genie mette a disposizione (a pagamento e al momento sono per gli utenti statunitensi) una sorta di laboratorio creativo per sviluppatori e ricercatori che permette di generare percorsi in tempo reale muovendosi e interagendo con il mondo, simulando la fisica degli elementi visibili e interazioni con i mondi dinamici.
Tipicamente, molti videogiochi sono costruiti partendo da “motori” come l’Unreal Engine di Epic Games o “Unity” di Unity Technologies che si occupano di visualizzazioni architettoniche o animazioni 3D in tempo reale, della gestione di complessi elementi quali la gravità dei giochi, della gestione di luci, suoni, oggetti e della fisica dei personaggi. Project Genie offre al momento tre modalità di partenza, World Sketching, Exploration e Remixing; nella prima entra in gioco Nano Banana Pro, generando l’immagine iniziale dalla quale Genie 3 costruirà il mondo interattivo mentre si esplora (non c’è il concetto di mappa prevaricato in memoria); l’utente – usando prompt di testo – può indicare linee guida, come ad esempio l’aspetto del personaggio, la prospettiva di inquadratura e il tipo di esplorazione voluta; prima di offrire il mondo generato, il sistema prepara una “bozza visiva” dalla quale partire per affinare il risultato secondo i prompt dell’utente, passando alle altre modalità interattive.
Già creati cloni di GTA e The Legend of Zelda
C’è già chi ha iniziato a creare cloni di giochi come GTA e The Legend of Zelda e la domanda è come prenderanno tutto questo le aziende che si occupano dello sviluppo di giochi: potrebbero iniziare a fare causa a Google o intimare lo stop allo sviluppo di mondi virtuali che ricordano i loro. Per il momento Project Genie limita la creazione di ambienti interattivi alla durata di 60 secondi, con una risoluzione massima di 720p e un frame rate di 24 FPS.
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“Vedremo una vera trasformazione nello sviluppo e nell’output una volta che la progettazione basata su AI inizierà a offrire di suo esperienze uniche, e non solo la possibilità di accelerare i tradizionali flussi di lavoro”, ha riferito Joost van Dreunen, games professor presso la Stern School of Business della New York University.
Project Genie offre potenzialmente anche la possibilità di ridurre i tempi di sviluppo e di ridurre i costi, tenendo conto che titoli premium richiedono dai cinque ai sette anni e centinaia di milioni di dollari per la creazione.
Diego Rivas, product manager di Google DeepMind, ha dichiarato a The Verge che Project Genie è un “prototipo di ricerca sperimentale progettato per seguire i prompt forniti da un utente”. Il sito statunitense ha testato la capacità di generare mondi basati su Super Mario, e l’IA a un certo punto ha bloccato l’output mostrando un messaggio di avviso motivando la decisione come legata a “interessi dei fornitori di contenuti di terze parti”: dunque Google è ben consapevole degli interessi in gioco e che alcuni dei materiale proposti sono chiaramente basati su proprietà intellettuali.
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