Se c’è un luogo dove iOS 27 cambia molto è nel campo delle immagini. Le novità più rilevanti sono in Foto, dove tre strumenti cambiano il modo in cui un iPhone gestisce le immagini dopo lo scatto. Si chiamano Reinquadra, Estendi e si sommano a un Ripulisci molto più efficiente; insieme rappresentano un passo avanti nel flusso fotografico di iPhone.
Ci sono poi novità anche in Playground, che permette di modificare foto esistenti seguendo un prompt con risultati più fotorealistici e addirittura di crearne da zero, e, teoricamente (vedremo poi perché), nella Fotocamera, che diventa anche uno strumento di Visual Intelligence, simile a Google Lens.
Le due funzioni più rilevanti, Reinquadra ed Estendi, operano già da ora nella primissima beta e sono molto simili dal punto di vista dell’interfaccia. La prima modalità opera cambiando la prospettiva di visualizzazione dell’immagine, modificando virtualmente l’angolo di scatto; la seconda allarga la scena ricostruendo i bordi sulla base di quello che si trova al centro.
Quando si richiede il loro intervento, una sfocatura mostra in anteprima la parte dell’immagine che verrà interessata dalla ricostruzione digitale dell’AI, lasciando integra quella che resta uguale.
In Reinquadra, la parte centrale mostra l’effetto dell’operazione una volta regolati soggetto e posa. In Estendi, invece, la parte centrale è quella che abbiamo effettivamente scattato noi.
Ripulisci funziona come la versione attuale: si seleziona ciò che si vuole eliminare dalla foto toccando la parte da rimuovere, che viene evidenziata; l’AI si occupa di ricostruire quello che sta dietro all’elemento rimosso.
Reinquadra: la composizione si corregge dopo lo scatto
Reinquadra, come detto, permette di ricomporre un’immagine già scattata, intervenendo sull’equilibrio della scena. Il caso tipico è quello della foto con un soggetto troppo vicino al bordo oppure con un’inquadratura sbilanciata.
Nell’intervista rilasciata a WIRED dopo il keynote, Jon McCormack, a capo della fotocamera di iPhone, ha insistito su un punto preciso: lo strumento serve a risolvere problemi compositivi, non a reinventare la scena.
Dalle nostre prove possiamo testimoniare che riesce a fare proprio questo, destreggiandosi egregiamente. Toccando e trascinando a destra e sinistra oppure in alto e in basso la parte visibile dell’immagine, è come se si spostasse l’obiettivo andando a scoprire parti nascoste nella foto originale.
Ad esempio, un lato coperto del volto oppure una sezione di un palazzo non visibile. Questo cambia, in maniera naturale, anche l’aspetto prospettico della foto.
Anche se il fattore di ricomposizione è relativamente modesto, l’intelligenza artificiale reagisce in maniera precisa e credibile, come si può vedere da alcuni esempi che proponiamo qui sotto.
Da notare che l’applicazione avverte dell’impossibilità di allargare l’immagine in una delle direzioni quando non è possibile.
Estendi: più spazio intorno al soggetto, con qualche imprevisto
Estendi affronta un altro problema: l’inquadratura troppo stretta. La funzione allarga i bordi dell’immagine generando uno sfondo coerente con la scena originale, dando “aria” attorno al soggetto.
Questa funzione diventa utile in occasioni particolari, ad esempio quando si vuole reinquadrare una foto verticale e trasformarla in quadrata o orizzontale.
In una delle nostre prove, Estendi ha ampliato correttamente la scena ricostruendo due palazzi. In un’altra ha generato altrettanto correttamente il giardino attorno a una villa.
Per ottenere buoni risultati bisogna però comprendere che Estendi ha dei limiti intrinseci legati alla sua logica di funzionamento. Il sistema legge l’immagine ai bordi e tenta di estenderli, e per questo corre il rischio di inventare quel che sta intorno: se si tratta di edifici, pochi problemi, ma potrebbe anche inventare persone.
È quello che succede nella nostra immagine con i palazzi estesi: a sinistra appaiono persone che non erano in quella scena. Peggio sarebbe se fotografassimo una foto di gruppo e volessimo allargare l’inquadratura: inevitabilmente apparirebbero personaggi che non erano presenti.
Anche qui una precisazione: Estendi opera una sola volta sulla stessa immagine. Quando si prova ad applicarla per una seconda volta, l’operazione viene rifiutata. Un modo per evitare costruzioni di bassa qualità o completamente inventate.
Ripulisci: rimozioni più grandi, riempimento più credibile
Ripulisci non è una funzione nuova, ma in iOS 27 fa un salto di qualità. Apple parla di rimozione di oggetti più grandi, con un infill, il riempimento generato al posto dell’oggetto cancellato, molto più convincente rispetto a prima.
In iOS 27 c’è anche un’altra novità: tre livelli di generazione, auto, rapida e alta qualità. Il primo seleziona da solo gli oggetti da rimuovere, il secondo e il terzo permettono di scegliere gli elementi di cui sbarazzarsi. I primi due operano in maniera istantanea. Il terzo richiede del tempo.
Dalle prove emerge come il sistema operi, specialmente nella modalità “alta qualità”, a un altro livello grazie al fatto che viene interpretato il contesto, mentre prima non era così. Il risultato è che lo strumento conosce quel che sta intorno e quel che la foto rappresenta, e non è costretto a operare alla cieca.
Abbiamo testato Ripulisci con una foto ritratto che presentava un elemento di disturbo, ed è stato correttamente interpretato e rimosso. Al confronto, iOS 26 restituiva un risultato del tutto inaccettabile. In termini pratici, la versione precedente era utile solo a rimuovere piccoli oggetti, non prominenti per dimensioni, da uno scatto panoramico; con questa versione è possibile lavorare anche su volti e oggetti molto più grandi.
Playground: la creatività sta altrove
Accanto a questi strumenti, Apple ha aggiornato anche Playground e l’ha letteralmente trasformato. In iOS 26, Playground generava immagini con l’AI partendo da prompt testuali o da foto della libreria, ma con uno stile più illustrativo, cartoon, animazione, schizzo.
In iOS 27, la novità è che diventa capace di generare immagini e anche scatti fotorealistici e può modificare foto esistenti seguendo descrizioni testuali, non solo crearne di nuove da zero.
È anche possibile scegliere il formato di output, gli stili e creare sfondi per il telefono che si adattano perfettamente allo schermo di iPhone.

Le prove con Playground in iOS 27 dimostrano che siamo di fronte a un vero e proprio sistema capace di generare immagini a partire da un prompt, sia utilizzando foto già presenti in libreria come base, sia inventando l’immagine completamente da zero. La qualità e la flessibilità non sono paragonabili a quelle dei modelli più avanzati di Google e OpenAI, ma il salto rispetto al precedente, e largamente inutile, Playground è notevole.
Ci si potrebbe chiedere a cosa serva il “nuov” Playground. La risposta è nel nome stesso: Playground è un posto per divertirsi e sperimentare, per lasciare correre l’immaginazione, restando separato da Foto, che invece opera con precisi limiti creativi sulle immagini reali.
Una sola foto, una sola modifica: i limiti d’uso
Un punto pratico che vale la pena evidenziare: Apple ha confermato che esistono limiti di utilizzo giornalieri per Reinquadra, Estendi e Ripulisci, senza specificarne il numero esatto. Per usare questi strumenti più volte in modo intenso sarà necessario un abbonamento iCloud. In pratica, le funzioni più interessanti di iOS 27 in fatto di editing fotografico non saranno illimitate per chi non paga un abbonamento.
La fotocamera con Siri in Europa non arriva
C’è poi la novità che, almeno sulla carta, sembrava la più dirompente: Siri viene integrata direttamente nell’app Fotocamera. La Visual Intelligence di Siri funziona in modo simile a Google Lens, analizzando ciò che la fotocamera inquadra; oggi si attiva tramite il tasto Camera Control, e portarla direttamente nell’app Fotocamera è, secondo Apple, solo una questione di ridurre l’attrito.
Sulla carta, è la funzione che avrebbe potuto cambiare di più l’uso quotidiano della fotocamera: puntare l’iPhone su un cartello, un volantino, una pianta, e ottenere risposte immediate senza passare da altre app.
Per chi legge dall’Italia, e più in generale dall’Unione Europea, questa parte del discorso va però archiviata subito in un cassetto separato. Apple ha confermato che Siri AI non sarà disponibile al lancio di iOS 27 e iPadOS 27 su iPhone e iPad nei paesi UE, a causa dei vincoli del Digital Markets Act. Tra le funzioni esplicitamente escluse al debutto, Apple cita la nuova app Siri, l’esperienza Visual Intelligence ampliata e proprio la modalità Siri nella Fotocamera.
In conclusione
Pur essendo in beta, gli strumenti che Apple ha predisposto per Foto sono decisamente interessanti per il pubblico comune. Non sono potenti quanto quelli inclusi in applicazioni specializzate, ma convincono per ideazione e impostazione. Alcuni appaiono più utili e riusciti di altri, è il caso di Ripulisci e di Estendi; altri hanno un uso ristretto, come Reinquadra; altri ancora, come Playground, uniscono più che altro creatività e divertimento.
Al momento manifestano qualche problema di velocità, ma i bug sono pochi e non abbiamo avuto eccessive difficoltà a usarli ottenendo risultati prevedibili. Il principale problema che abbiamo verificato, specialmente in Reinquadra, è una modifica del tono dei colori, che in alcune occasioni vengono falsati, come si può vedere nell’esempio qui sotto. Siamo ancora alla primissima beta, per sviluppatori per giunta, e quindi non è certo saggio lamentarsi di quel che accade.


Siamo certi che nel momento in cui Reinquadra, Estendi e Ripulisci avranno la loro forma definitiva, verranno usati intensivamente. Playground, anche se non appare particolarmente vicino alla filosofia Apple sulle fotografie e non sarà la nostra applicazione di riferimento, avrà anch’esso molto probabilmente un vasto utilizzo.






























