Non basta più stabilizzare lo smartphone: il nuovo DJI Osmo Mobile 8P prova a cambiare il modo in cui si gira da soli. Il merito è di FrameTap, un piccolo telecomando con schermo OLED che permette di controllare inquadratura, tracking e riprese anche a distanza.
Nel panorama contemporaneo della creazione di contenuti in mobilità, la stabilizzazione per smartphone ha raggiunto vette di maturità tecnica tali da rendere i miglioramenti incrementali quasi impercettibili all’utente comune. Consapevole di questo traguardo, DJI ha inaugurato una nuova filosofia costruttiva introducendo l’Osmo Mobile 8P, un dispositivo che non si limita a rifinire la fluidità meccanica dei tre assi, ma ridefinisce l’interazione tra l’operatore solitario e la macchina. Inutile girarci intorno, il protagonista di questo nuovo gimbal è il frame tap.
Se all’apparenza si viene subito accolti dalla classica sensazione di deja vù, pian piano ci si accorge che DJI ha toccato i tasti giusti per innovare. All’apertura della confezione l’estetica e la scelta dei materiali preservano l’ormai collaudata architettura pieghevole delle generazioni precedenti, integrando l’asta di estensione telescopica e i piedi del treppiede a scomparsa all’interno di un corpo solido che pesa 386 grammi. La vera rivoluzione strutturale – come già accennato in apertura – risiede nell’integrazione del sistema Osmo FrameTap, un telecomando dotato di uno schermo touch OLED da 1,4 pollici ad alta luminosità che si ancora magneticamente al manico principale per le riprese ravvicinate e si sfila agevolmente per garantire il controllo remoto fino a una distanza di 25 o 50 metri a seconda delle condizioni ambientali.

Questo pannello non è solo un centro di comando per orientare il panorama e l’inclinazione dell’algoritmo di stabilizzazione, ma anche uno schermo tramite il quale replicare in tempo reale l’inquadratura della fotocamera dello smartphone.
Tale soluzione permette di impostare la composizione o attivare il tracciamento senza dover costantemente verificare il posizionamento del telefono, risultando particolarmente leggibile anche sotto la luce diretta del sole durante le sessioni di ripresa all’aperto.

Squadra che vince non si cambia
Il comparto di aggancio si affida nuovamente al collaudato sistema Magnetic Phone Clamp 5, concepito per sostenere in sicurezza pesi compresi tra i 170 e i 330 grammi. E’ importante notare come il gimbal, nel corso degli anni, abbia dato importanza al peso dello smartphone, incrementando in questo senso le possibilità di supporto.

Questo incremento della capacità di carico utile permette di alloggiare i più massicci dispositivi top di gamma del mercato attuale, con possibilità di alloggiare smartphone persino in presenza di pesanti custodie protettive o di lenti addizionali esterne.
Caratteristiche tecniche
Sotto il profilo dell’architettura interna e dell’efficienza energetica, i motori di ottava generazione sviluppano una coppia superiore del venti per cento rispetto al passato.

Da un lato questi nuovi motori garantiscono certamente una forza maggiore, che si traduce conseguentemente in una risposta più reattiva, apprezzabile soprattutto con i telefoni più pesanti. D’altro canto, questi motori rappresentano un passo in avanti anche dal punto della gestione termica e dall’elettronica ausiliaria.
AI e tracciamento potenziato
Altra interessante novità è il fatto che il gimbal ospita infatti il Multifunctional Module 2, un componente modulare che non solo integra un faretto di riempimento a LED orientabile e personalizzabile, ma racchiude al suo interno una fotocamera e un processore dedicati all’intelligenza artificiale. Questo hardware dedicato gestisce in autonomia l’algoritmo ActiveTrack 8.0, sgravando quasi completamente l’unità di calcolo centrale dello smartphone dalle operazioni di tracciamento visivo.

Abbiamo notato che durante le lunghe sessioni di registrazione a risoluzioni elevate, non abbiamo notato alcun surriscaldamento del sistema, che in passato avrebbe potuto portare al blocco dell’applicazione.
Il sistema è anche in grado di ricaricare i dispositivi attingendo alla generosa batteria interna che promette fino a dieci ore di autonomia in condizioni di stabilizzazione stazionaria. Naturalmente, questo dato tende a contrarsi di molto, riducendosi a circa quattro ore, qualora si scelga di attivare simultaneamente il tracciamento intelligente e l’illuminazione LED alla massima potenza, assestandosi comunque sulle otto ore e mezza con il faretto calibrato a metà della sua intensità complessiva.

Prove sul campo
Le prove sul campo evidenziano grande accuratezza nella gestione del tracciamento del soggetto, terreno in cui l’Osmo Mobile 8P dimostra la superiorità del modulo di seconda generazione. Lo abbiamo testato, come potete vedere dal video, con uno dei soggetti più difficili da mantenere al centro di una inquadratura: un cucciolo di chihuahua che fermo non sa stare.
Eppure, l’intelligenza artificiale ha dimostrato di essere perfettamente in grado di riconoscere il cucciolo, ma potendo anche riconoscere veicoli in movimento e oggetti generici. La precisione nell’aggancio si rivela impeccabile persino all’interno di contesti affollati, dove il sistema dimostra una spiccata capacità di recupero dell’ostacolo: se l’operatore scompare momentaneamente dietro un elemento dello scenario per poi riemergere in una posizione differente, la fotocamera ausiliaria è riuscita a riacquisire facilmente il bersaglio.

Una novità che abbiamo ben accolto è anche la possibilità di definire una posizione personalizzata del soggetto all’interno dell’inquadratura, rompendo il vincolo del posizionamento geometrico al centro del quadro.
Mimo app
L’ecosistema software si dimostra flessibile grazie al supporto del protocollo Apple DockKit, che permette di sfruttare l’abbinamento tramite NFC e le funzioni di tracciamento basilari direttamente all’interno dell’applicazione fotocamera nativa di iOS, sebbene l’esperienza d’uso più completa resti legata all’applicazione DJI Mimo.

Quest’ultima introduce una funzione di Smart Teleprompter che mostra un testo da leggere direttamente sullo schermo, di cui l’utente può regolare la velocità di scorrimento manuale per facilitare la recitazione davanti all’obiettivo.
Non mancano, ovviamente, le classiche modalità di movimento, tutte facilmente selezionabili dal FrameTap, come il Pan Follow, il Pan e Tilt Follow, l’FPV e lo SpinShot, supportate dal grilletto anteriore deputato al ricentramento rapido, al blocco temporaneo degli assi e al ribaltamento dello specchio di ripresa.

Novità e compromessi
Nonostante il livello di innovazione introdotto, la transizione verso un sistema incentrato sull’interfaccia touchscreen del FrameTap ha imposto alcuni compromessi sul fronte dell’ergonomia complessiva, riducendo l’immediatezza dei controlli fisici immediati che caratterizzavano il predecessore.
Il joystick analogico sul manico ha subito una riduzione delle sue dimensioni fisiche, mentre la rotella laterale dedicata alla gestione manuale dello zoom e della messa a fuoco è stata completamente rimossa, costringendo l’operatore a demandare queste regolazioni ai sottomenu digitali dello schermo remoto. E’ possibile, infatti, decidere se far regolare Zoom o messa a fuoco tramite il piccolo joypad analogico.

Un’ulteriore rinuncia tecnica si riscontra nel Multifunctional Module 2, il quale ha perso la predisposizione per il collegamento diretto di un ricevitore microfonico wireless DJI al suo interno, obbligando i creatori a connettere i sistemi di acquisizione audio, come il DJI Mic 2 o il Mic Mini 2, direttamente all’ingresso fisico dello smartphone.
Conclusioni
In definitiva, l’Osmo Mobile 8P si posiziona ai vertici della categoria, risolvendo l’assenza storicamente più pesante della gamma DJI attraverso l’introduzione di un controllo a distanza integrato ed efficiente.
Il prezzo di lancio, strutturato su tre diverse configurazioni commerciali che partono dalla Standard Combo comprensiva del telecomando FrameTap, posiziona lo stabilizzatore in una fascia altamente competitiva rispetto a storici rivali.
Le varianti Advanced Tracking Combo, che include il modulo di tracciamento visivo, e la Creator Combo, arricchita dai trasmettitori audio wireless, estendono i margini di investimento per i professionisti.
Sebbene la contrazione dei controlli fisici sulla scocca e le modifiche alla connettività microfonica del modulo possano parzialmente scontentare i puristi della vecchia scuola hardware, l’eccellenza dell’algoritmo di tracciamento e la versatilità offerta dallo schermo remoto pongono questo gimbal come il nuovo standard di riferimento tecnologico per la produzione video in mobilità.
PRO
- Osmo FrameTap
- Dual Screen
- Multifunctional Module 2
- ActiveTrack 8.0
- Potenza Maggiorata
CONTRO
- Compromessi e Rinunce
- Rimozione della rotella laterale per zoom/fuoco.
- Eliminato l’attacco diretto per ricevitori microfonici sul modulo esterno
- Interfaccia, Maggiore dipendenza dai sottomenu
Prezzi e disponibilità
Il DJI Osmo Mobile 8P è disponibile per l’acquisto immediato su Amazon in tre configurazioni commerciali distinte, pensate per soddisfare diverse esigenze di produzione:
- Standard Combo (€ 159,00): La versione di partenza. Include lo stabilizzatore, il morsetto magnetico per lo smartphone, i cavi di ricarica, la custodia protettiva e, soprattutto, il telecomando rimovibile Osmo FrameTap con schermo OLED.
- Advanced Tracking Combo (€ 189,00): Il pacchetto intermedio. Aggiunge alla dotazione base il Multifunctional Module 2, il componente esterno fondamentale per sbloccare l’algoritmo di tracciamento avanzato assistito dall’IA e il faretto LED integrato.
- Creator Combo (€ 219,00): La configurazione più ricca per i professionisti. Oltre al gimbal e al modulo di tracciamento, include il sistema di acquisizione audio wireless con il trasmettitore DJI Mic Mini 2, ideale per risolvere la mancanza di un ingresso audio diretto sul corpo del dispositivo.

















