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Recensione Eureka J15 Max Ultra, il robot aspirapolvere pensato per animali e pulizia liquidi

 

Eureka J15 Max Ultra è un robot aspirapolvere e lavapavimenti top di gamma con base multifunzione, aspirazione da 22.000 Pa, moci rotanti lavati ad acqua calda e un sistema AI pensato per riconoscere anche liquidi trasparenti e sporco umido. 

È un prodotto molto completo ma che richiede una casa ordinata e una attenzione particolare per i tappeti. Adattissimo a chi ha un animale in casa.

Eureka, un marchio storico oggi dentro Midea

Il nome Eureka non nasce oggi e non nasce in Cina. È uno dei marchi storici dell’aspirazione domestica americana, fondato all’inizio del Novecento e per decenni associato agli aspirapolvere tradizionali. 

Oggi, però, Eureka va letto in un altro modo: il marchio è controllato da Midea, uno dei più grandi gruppi mondiali degli elettrodomestici, che lo utilizza soprattutto per il settore di cura dei pavimenti e per una parte della sua offerta internazionale di robot aspirapolvere.

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Dietro ci sono struttura industriale, piattaforma software, distribuzione e assistenza di un gruppo importante. Allo stesso tempo Eureka non ha, almeno per percezione pubblica, la stessa identità specialistica di marchi nati e cresciuti quasi esclusivamente sui robot aspirapolvere come Roborock, Dreame, Ecovacs o Narwal. È quindi un prodotto da valutare senza pregiudizi ma anche senza farsi condizionare troppo dalla storia del nome: qui il protagonista reale è un robot Midea premium commercializzato con un marchio storico del pulito.

Il J15 Max Ultra arriva nella fascia alta del mercato, quella in cui ormai il robot non deve più soltanto aspirare e lavare, ma anche mappare bene la casa, riconoscere tappeti e ostacoli, gestire i liquidi, lavarsi i moci, asciugarli, svuotare la polvere e ridurre al minimo l’intervento dell’utente. Sulla carta Eureka mette quasi tutto quello che oggi ci si aspetta da un top di gamma.

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Cosa promette il J15 Max Ultra

La scheda tecnica dichiara una potenza massima di aspirazione di 22.000 Pa, batteria da 6.400 mAh, sistema di navigazione LiDAR, riconoscimento ostacoli con sensori RGB, infrarossi e laser lineare, base con lavaggio dei moci ad acqua calda a 80 °C e asciugatura ad aria calda a 55 °C.

Ci sono poi alcune funzioni che servono a distinguere questo modello dai concorrenti. La più interessante è il sistema IntelliView AI 2.0, pensato per riconoscere non soltanto oggetti solidi ma anche versamenti liquidi, compresi quelli trasparenti o poco contrastati rispetto al pavimento. In presenza di liquido il robot dovrebbe sollevare la spazzola, usare i moci per trattare la macchia e impedire che il liquido finisca nel contenitore della polvere.

Altra caratteristica importante è il sistema anti-groviglio FlexiRazor, che lavora sulla spazzola principale per ridurre peli e capelli arrotolati. Per chi ha cani, gatti o persone con capelli lunghi in casa, è una delle promesse più concrete e più utili. 

A completare il quadro ci sono spazzola laterale e mocio estensibili per bordi e angoli, riconoscimento tappeti, modalità dedicate agli animali domestici e superamento delle soglie dichiarato fino a 4,5 cm in situazioni a doppio livello.

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Unboxing, design e installazione

La confezione è quella tipica dei robot di fascia alta: grande, pesante e con all’interno non solo il robot ma anche la stazione multifunzione, i serbatoi, i moci, le spazzole, il sacchetto per la polvere e gli accessori di primo utilizzo. 

Non è un prodotto da estrarre dalla scatola e appoggiare in un angolo qualsiasi: serve uno spazio adeguato davanti alla base, una presa vicina e un punto della casa dove la stazione possa rimanere accessibile.

La base è di dimensioni ragguardevoli, come ormai accade con tutti i modelli realmente autonomi. 

In cambio integra lavaggio dei moci, asciugatura, svuotamento automatico della polvere, gestione dell’acqua pulita e dell’acqua sporca. È una scelta ormai inevitabile: più autonomia significa più volume. La stazione non sparisce in salotto, ma ha un disegno lineare o e una finitura abbastanza neutra da non risultare troppo tecnica.

Il robot mantiene la classica forma circolare, con torretta LiDAR superiore e sensori frontali. Sotto troviamo la spazzola centrale, la spazzola laterale, i due moci rotanti di cui uno con un sistema di estensione  e il sistema di trazione con ruote generose. La costruzione trasmette una buona impressione generale e l’accesso alle parti di manutenzione è abbastanza intuitivo.

Le semplici operazioni prima di partire

La configurazione passa dall’app Eureka: si collega il robot alla rete Wi-Fi, si lancia la prima mappatura e poi si interviene sulle stanze, sui tappeti, sulle zone vietate e sui parametri di pulizia. La fase iniziale non è complicata, ma come per tutti questi robot conviene dedicare qualche minuto alla mappa prima di pretendere risultati perfetti: del resto il robot parte subito a conoscere la casa per definirne i contorni e individuare mobili e ostacoli.

Nel nostro caso abbiamo effettuato i test su stanze parecchio incasinate con tantissime sedie, ostacoli e fili di un “angolo musica” con fili penzolanti, aste microfoniche… quello che si definirebbe un angolo per creativi che ha messo a dura prova il riconoscimento ostacoli del robot.

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La stazione base

La stazione è una delle parti migliori del sistema. Dopo il ciclo di pulizia il robot rientra, lava i moci con acqua calda, li asciuga ad aria calda e svuota la polvere nel sacchetto interno. Questo riduce molto la manutenzione quotidiana rispetto ai robot senza stazione: non bisogna lavare i panni a mano dopo ogni ciclo e non bisogna svuotare il piccolo contenitore del robot ogni volta.

Il lavaggio ad acqua calda è utile soprattutto quando si usa spesso il mop su cucina, ingresso o zona pranzo. L’asciugatura a 55 °C aiuta a evitare odori e ristagni, anche se non elimina completamente la necessità di controllare periodicamente vasche, filtri e fondo della base. L’acqua sporca va comunque svuotata, l’acqua pulita va rabboccata, il sacchetto va sostituito e ogni tanto la zona di lavaggio va controllata.

Qui emerge anche una piccola mancanza: non c’è un vero dosatore automatico del detergente separato. Il detergente, quando previsto, va gestito nel serbatoio dell’acqua pulita. È una soluzione meno raffinata rispetto ad alcuni concorrenti, ma magari non tutti vogliono usare un detergente in un contenitore dedicato che ha i suoi costi.

La base durante le operazioni di lavaggio, asciugatura e svuotamento non è silenziosa. Non è un difetto grave, perché questi rumori sono concentrati in momenti specifici, ma è un aspetto da considerare se la stazione viene installata in soggiorno, vicino a una zona notte o in un ambiente molto piccolo: del resto Eureka prevede anche degli orari di “non funzionamento” a tutela della quiete casalinga.

App, mappa e funzioni intelligenti

L’app Eureka offre le funzioni principali che ci si aspetta da un robot moderno: mappe multiambiente, divisione delle stanze, zone vietate, zone senza lavaggio, gestione tappeti, scelta della potenza di aspirazione, intensità del lavaggio, programmi automatici e comandi da remoto. Ci sono, e lo sottolineiamo, anche funzioni legate agli animali domestici, con pulizia più intensa delle aree frequentate da cani e gatti.

La prima mappatura è generalmente rapida e precisa. Il LiDAR aiuta a costruire una pianta coerente della casa e la navigazione ordinaria è ordinata. Il robot tende a seguire percorsi razionali, riconosce i confini delle stanze e permette un buon livello di personalizzazione.

La parte AI è più interessante quando entra in gioco lo sporco “non standard”: liquidi, granelli, lettiera, crocchette, macchie e ostacoli. Il sistema IntelliView AI 2.0 usa visione RGB, infrarossi e sensori laser per decidere cosa fare. In teoria è uno dei punti più avanzati del J15 Max Ultra; nella pratica va considerato un aiuto, non una garanzia assoluta.

La differenza si nota soprattutto sui liquidi. Qui il robot ha un comportamento più intelligente di molti concorrenti: non tratta sempre ogni sporco come se fosse semplice polvere da aspirare, ma può cambiare strategia e usare i moci. È esattamente il tipo di funzione che ha senso in cucina, vicino alla ciotola dell’acqua degli animali o nella zona pranzo.

Sugli ostacoli piccoli, invece, la resa è meno costante. Cavi sottili, lacci, calzini, piccoli giochi e oggetti bassi possono ancora metterlo in difficoltà. Non è un problema esclusivo di Eureka, ma in un top di gamma è un limite, perché molti utenti “un po’ disordinati” comprano questi prodotti proprio per evitare la preparazione manuale della casa prima di ogni ciclo.

Comandi vocali e integrazione con Alexa, Google e Siri

Un capitolo a parte lo meritano i comandi vocali, perché il J15 Max Ultra non si limita all’app Eureka e alla comunicazione delle sue azioni nella nostra lingua (basta selezionare l’apposito menu). Il robot può essere integrato con Alexa, Google Assistant/Google Home e Siri, così da avviare o gestire alcune operazioni di pulizia anche senza prendere in mano lo smartphone.

Nell’uso quotidiano questa funzione ha senso soprattutto per i comandi semplici: avviare la pulizia, fermare il robot, mandarlo alla base o far partire una pulizia rapida in una zona già configurata. È il classico scenario in cui si entra in cucina, si nota qualche briciola o una piccola macchia e si chiede al robot di intervenire senza aprire l’app.

La comunicazione vocale è disponibile anche in italiano, almeno per i comandi gestiti dagli assistenti vocali configurati in lingua italiana. Questo non significa che tutte le funzioni avanzate dell’app siano replicabili a voce: mappa, intensità dei moci, gestione tappeti, zone vietate, programmi dettagliati e impostazioni della base restano più comodi e più sicuri dall’app Eureka. La voce è un’interfaccia rapida, non un sostituto completo del pannello di controllo.

Con Alexa e Google l’integrazione è quella più naturale per chi ha già una casa domotica: si collega l’account, si abilita il dispositivo e si usano i comandi vocali associati al robot. Con Siri il discorso va trattato con più prudenza, perché l’integrazione nei robot aspirapolvere è spesso meno diretta rispetto agli ecosistemi Amazon e Google e può dipendere dall’app, dalle scorciatoie o da aggiornamenti software. Nella valutazione pratica, quindi, consideriamo Alexa e Google come le integrazioni più solide, mentre Siri è utile ma da verificare nel proprio ecosistema prima di considerarla una funzione decisiva.

Il vantaggio reale non è tanto “parlare con il robot”, quanto inserire la pulizia in routine più ampie: ad esempio avviare un ciclo quando si esce di casa, mandare il robot alla base prima di guardare un film, oppure far partire una pulizia della cucina dopo cena. In questi casi il J15 Max Ultra si comporta come un dispositivo smart home maturo, purché la casa sia già preparata e la mappa sia configurata bene.

Restano le solite precauzioni: la voce è comoda quando il comando è semplice e l’ambiente è prevedibile. Se ci sono tappeti delicati, cavi a terra, animali in giro o aree da evitare, è meglio usare l’app o una programmazione precisa, perché un comando vocale dato di fretta può avviare il robot in condizioni non ideali.

 

Prova di aspirazione: molta potenza, soprattutto sui pavimenti duri

La potenza dichiarata di 22.000 Pa non va letta come se fosse direttamente confrontabile con un aspirapolvere tradizionale, ma indica comunque una macchina molto generosa. e potetente Su pavimenti duri il J15 Max Ultra lavora bene con polvere, briciole, peli, sabbia fine, residui leggeri e sporco quotidiano. In una casa con animali domestici il vantaggio si nota soprattutto nella capacità di raccogliere peli e nel ridurre i grovigli sulla spazzola.

Il sistema FlexiRazor è una delle funzioni più convincenti del prodotto. La promessa di tagliare peli e capelli non elimina completamente la manutenzione, ma la riduce. 

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Screenshot

Chi ha già avuto robot con spazzole bloccate da capelli lunghi sa che questo aspetto può fare la differenza tra un robot usato ogni giorno e un robot abbandonato dopo qualche settimana.

Anche la spazzola laterale lavora bene su sporco leggero e lungo i bordi, ma come spesso accade può disperdere particelle leggere se il robot procede troppo velocemente o se incontra residui più grandi. La gestione intelligente delle particelle dovrebbe ridurre questo problema, ma non sempre la differenza è netta.

Sui tappeti bassi e ben aderenti al pavimento il J15 Max Ultra si comporta in modo convincente, aumentando l’aspirazione e sollevando i moci. 

I tappeti spessi, morbidi o con frange sono invece più complicati: il robot può avere incertezze, rallentare, arricciare il bordo o non riuscire a gestire perfettamente la transizione. In questi casi è meglio configurare bene le aree nell’app o valutare se escludere alcuni tappeti dal lavaggio.

Per i tappeti molto leggeri consigliamo di farli evitare dal robot con le apposite funzioni: la potenza di aspirazione è tale che tenderanno ad “arricciarsi”.

Prova di lavaggio: molto buono sullo sporco quotidiano, meno sui casi estremi

Il lavaggio con doppio mocio rotante è efficace sullo sporco leggero e medio: impronte, polvere fine, gocce secche, residui in cucina e segni quotidiani vengono gestiti bene, soprattutto se si usa una modalità con passaggio più lento e preciso e se il robot può tornare in base a lavare i moci durante il ciclo. Va ricordato ancora che potete personalizzare la precisione e la gestione del mocio per ogni stanza e magari offrire più tempo e precisione alle aree che sapete più soggetto allo sporco.

Il mocio estensibile aiuta lungo i bordi e vicino ai mobili. Non trasforma il robot in una lavapavimenti manuale, ma riduce la fascia non raggiunta rispetto ai modelli con moci fissi. Gli angoli più chiusi restano comunque un limite fisico per un robot tondo: migliora la copertura, non scompare il problema.

La funzione più particolare è il trattamento dei liquidi. In presenza di acqua, caffè, latte o altri versamenti, il robot può riconoscere la macchia, sollevare la spazzola e usare i moci per evitare di aspirare umido nel vano polvere. 

È una soluzione intelligente perché affronta uno dei difetti storici dei robot aspirapolvere: trasformare un piccolo incidente in un impasto di polvere bagnata o, peggio, trascinare liquidi in giro.

Detto questo, ma come accade anche per i tutti i robot top di gamma  non bisogna esagerare. Il J15 Max Ultra può gestire versamenti ragionevoli, non sostituire l’intervento umano su sporco organico, vomito, feci o liquidi abbondanti. In una casa con animali domestici questo punto è fondamentale: per ciotole rovesciate e gocce d’acqua è un alleato; per incidenti più seri è meglio non affidarsi a un automatismo.

Il lavaggio è anche la modalità in cui il robot può impiegare più tempo. Se si attivano lavaggio profondo, ritorni frequenti alla base e ripassaggi sulle macchie, l’autonomia è sufficiente ma la durata del ciclo cresce sensibilmente. Se volete puliizia profonda  è un robot da lasciare lavorare quando non si ha fretta, non una soluzione rapidissima per passare tutta casa in pochi minuti prima che arrivino ospiti ma per quello potete scegliere la modalità che preferite dall’interfaccia.

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Angoli, bordi e battiscopa

La presenza di spazzola e mocio estensibili aiuta il J15 Max Ultra a fare meglio dei robot più semplici lungo pareti e mobili. In cucina, sotto alcuni pensili e vicino ai battiscopa la copertura è buona ma se lo sporco è proprio nell’angolo interno o dietro una gamba di sedia, potrebbe essere impossibile raggiungerlo.

Il comportamento generale è quello di un buon top di gamma: il robot prova ad avvicinarsi, estende il sistema di pulizia e corregge la traiettoria. Tuttavia la combinazione tra forma circolare, ostacoli reali e mobili ravvicinati è comunque  un limite. Per mantenere pulite le zone più difficili serve ancora un intervento manuale periodico.

Questo vale anche per la pulizia lungo i battiscopa. Il robot raccoglie bene polvere e peli quando il bordo è libero, ma se ci sono cavi, gambe di sedie, tappetini, ciotole o piccoli ostacoli, può preferire una traiettoria più prudente e lasciare una piccola fascia non trattata.

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Ostacoli e navigazione: il vero punto da valutare

La navigazione ordinaria è buona e veloce: il J15 Max Ultra si muove in modo logico, mappa bene, rientra alla base e gestisce ambienti complessi con una certa sicurezza.

In una casa ordinata il robot dà il meglio: sedie sollevate, pochi cavi, tappeti ben fermi e pavimenti liberi permettono al sistema di lavorare quasi senza interventi. In una casa reale, con cavi di ricarica, giochi degli animali, calzini, lacci, tappetini leggeri e oggetti lasciati a terra, può sbagliare valutazione.

Questo è il limite che impedisce al J15 Max Ultra di essere considerato il riferimento assoluto della categoria. Se l’utente cerca un robot da avviare anche quando la casa è disordinata, Eureka richiede ancora prudenza.

Va anche considerato il comportamento con i tappeti. Il sollevamento dei moci è utile e in molti casi funziona bene, con quelli leggeri invece può esserci qualche incertezza. In alcuni casi i moci magnetici possono essere sollecitati dalle transizioni più difficili. Non è un problema quotidiano per tutti, ma è uno di quegli aspetti che dipendono molto dalla gestione della casa.

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Soglie e dislivelli

Eureka dichiara una capacità di superamento soglie fino a 4,5 cm in configurazioni a doppio livello, un valore superiore alla media dei robot aspirapolvere tradizionali. Questa funzione è utile in case con soglie tra stanze, piccoli dislivelli, bagni rialzati o passaggi tra superfici diverse.

Dove le soglie sono basse e ben raccordate il J15 Max Ultra si comporta bene; dove il dislivello è netto, stretto o combinato con tappeti, la configurazione va verificata caso per caso.

Resta comunque una caratteristica interessante, soprattutto per chi ha avuto robot incapaci di entrare in bagno o superare una separazione tra cucina e corridoio. La potenza per superare gli ostacoli vien ben e dosata ed è pure curioso vedere il robot prendere letteralmente la “rincorsa” se non riesce a superare l’ostacolo al primo approccio.

Questo comportamento ha permesso al robot di comportarsi bene con tutte le soglie in casa tranne che con un ostacolo particolare: le sedie con una struttura tubulare a terra dell’IKEA: se sono affiancate o chiuse ai lati diventano una trappola per il robot che rimane sospeso senza possibilità di uscita.

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Animali domestici: uno degli scenari più sensati

Con cani e gatti il J15 Max Ultra ha diversi argomenti a favore. L’aspirazione potente raccoglie bene peli e lettiera, la spazzola anti-groviglio riduce la manutenzione e le modalità dedicate alle aree pet permettono di intensificare la pulizia nelle zone dove gli animali passano più tempo.

Il robot è particolarmente adatto a pavimenti duri con peli quotidiani, granelli di lettiera intorno alla cassetta, briciole di crocchette e polvere portata in casa. In questi contesti può alleggerire davvero la gestione quotidiana, soprattutto se viene programmato spesso.

Meno adatto, invece, a lavorare senza supervisione in presenza di animali molto giovani, anziani o soggetti a incidenti. La gestione dei liquidi è superiore alla media, ma non va confusa con il riconoscimento sicuro di tutto ciò che un animale può lasciare sul pavimento. Per vomito, feci o sporco organico il rischio di trascinamento resta troppo alto per affidarsi a un robot.

In pratica è ottimo per peli e manutenzione ordinaria, mentre occorre prudenza per gli imprevisti.

Rumore e tempi di pulizia

Il J15 Max Ultra non è il robot più silenzioso della categoria, soprattutto quando aumenta l’aspirazione o quando la base entra in funzione. Durante la pulizia ordinaria il rumore è accettabile, ma in modalità massima si fa sentire. La base è più invasiva nei momenti di svuotamento e lavaggio, come avviene per quasi tutti i sistemi con stazione multifunzione.

I tempi sono l’altro elemento da considerare. Se si usa soltanto l’aspirazione su una superficie non troppo complessa, il robot lavora con ottima efficienza. Se invece si combinano aspirazione, lavaggio, pulizia profonda, ritorni alla base e ripassaggi sulle macchie, i cicli possono diventare lunghi. È il prezzo da pagare per una pulizia più accurata e per moci mantenuti puliti durante il lavoro.

E’ un robot adatto a un uso programmato, magari quotidiano o a giorni alterni, quando il tempo di lavoro non è un problema.

Manutenzione e consumabili

La manutenzione quotidiana è ridotta, ma non assente. Bisogna svuotare l’acqua sporca, rabboccare l’acqua pulita, controllare periodicamente il sacchetto della polvere, pulire filtri e sensori, verificare la vasca della base e sostituire moci o spazzole quando necessario.

Il vantaggio è che gran parte delle operazioni sporche viene spostata dalla pulizia quotidiana alla manutenzione periodica. L’utente non deve lavare i moci dopo ogni ciclo e non deve svuotare il contenitore interno del robot ogni volta. È proprio qui che questi modelli premium hanno senso: non solo puliscono, ma rendono più sostenibile l’uso frequente.

Resta da mettere in conto il costo dei consumabili: sacchetti, filtri, moci, spazzole e detergente. È un costo comune a tutta la categoria.

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Per chi ha senso

Eureka J15 Max Ultra ha senso per chi cerca un robot molto autonomo, con base completa, buona aspirazione, buon lavaggio e particolare attenzione a peli, liquidi e manutenzione dei moci. È adatto soprattutto a case con molti pavimenti duri, animali domestici, sporco quotidiano e utenti che vogliono programmare la pulizia senza intervenire ogni giorno.

Ha meno senso per chi ha una casa molto piena di oggetti a terra, molti cavi, tappeti spessi, frange, giochi sparsi o soglie complicate. In questi ambienti può ancora funzionare bene, ma richiede più preparazione e una configurazione più accurata della mappa.

Il punto chiave è il prezzo. Sotto i 1.000 € e intorno 900 euro diventa una proposta molto interessante, perché offre caratteristiche da top di gamma a una cifra competitiva. 

Conclusioni

Eureka J15 Max Ultra è un robot aspirapolvere e lavapavimenti riuscito, completo e concreto, con alcune idee intelligenti. La gestione dei liquidi è il suo tratto più distintivo, la potenza di aspirazione è elevata, la base riduce molta manutenzione e il sistema anti-groviglio lo rende interessante per chi vive con cani e gatti.

La navigazione è buona, ma l’evitamento degli ostacoli piccoli non è il suo forte. Gli angoli migliorano grazie ai sistemi estensibili, ma non vengono risolti completamente. Il lavaggio può richiedere tempo.

Il giudizio finale dipende quindi dal prezzo. In offerta è un robot da prendere seriamente in considerazione, soprattutto per case con pavimenti duri e animali domestici. A prezzo pieno va confrontato con attenzione con la concorrenza perché in quella fascia ogni dettaglio conta e il riconoscimento ostacoli resta uno dei criteri più importanti.

La sintesi è semplice: Eureka J15 Max Ultra  è un top di gamma credibile. Convince quando deve aspirare, lavare e gestire la manutenzione quotidiana; è meno comodo quando gli si chiede di interpretare una casa disordinata.

Pro

  • Aspirazione molto potente e convincente sui pavimenti duri
  • Buona gestione di peli e capelli grazie al sistema anti-groviglio
  • Base completa con lavaggio moci ad acqua calda, asciugatura e svuotamento polvere
  • Rilevamento dei liquidi più evoluto della media
  • Moci e spazzola laterale estensibili utili lungo bordi e mobili
  • App completa e mappatura generalmente precisa
  • Buona soluzione per case con animali domestici, se usato con criterio

Contro

  • Ostacoli piccoli, cavi, lacci e calzini possono ancora creare problemi
  • Tappeti  leggeri o con frange richiedono attenzione
  • Pulizia degli angoli migliorata ma non perfetta
  • Cicli di lavaggio un po’ lunghi se si usano modalità di pulizia profonda

Prezzo al pubblico

Il prezzo di listino europeo annunciato per Eureka J15 Max Ultra è di circa 1.299 euro, ma il prodotto viene spesso proposto a cifre più basse nelle promozioni online. Il giudizio cambia sensibilmente in base all’offerta: sotto i 1.000 euro diventa molto competitivo.

 

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