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Recensione QuarkXPress 2015, il ritorno del re leone

Pronto per Mac
Le novità tecniche partono dall’installazione, che in ambiente Mac avviene tramite la semplice copia dell’App dentro la cartella Applicazioni: al primo lancio QuarkXPress si occuperà di installare tutti i componenti aggiuntivi, chiedere il numero di serie e, se il Mac è connesso a internet, autorizzare l’App in modo trasparente. L’installer per Windows, invece, è rimasto quello classico. Al primo avvio l’App è molto più reattiva e il codice a 64 bit si sente tutto. Le operazioni sono più veloci, dall’apertura di un documento alla gestione anche di elementi complessi: con 64 bit adesso QuarkXPress 2015 può gestire dinamicamente tutta la memoria del Mac, senza il limite di 4 GB delle versioni precedenti. Questo fattore ha influenzato anche un sensibile miglioramento nelle prestazioni con pagine che hanno immagini in alta risoluzione, dove invece la versione 10 visualizzava correttamente ma con una certa lentezza, che adesso non si avverte più.

L’area di lavoro conserva l’impostazione molto classica, e un po’ austera, che da sempre caratterizza il prodotto ma che offre a suo modo un sistema di palette modulabili e che consente anche alcune personalizzazioni, anche se tutto sommato le procedure sono a tratti un po’ macchinose. Tra le prime novità c’è da segnalare lo strumento Copia formato, che permette di prelevare le caratteristiche di formattazione da un blocco di testo e di applicarle ad un altro blocco, in modo dinamico e velocissimo: l’utilizzo degli stili è pur sempre consigliato ma lo strumento consente ritocchi veloci a chi non ha tempo da perdere. Più impegnativo è invece lo strumento Variabili: questa edizione di QuarkXPress permette la creazione di stringhe di testo che si legano dinamicamente ad una o più condizioni, come ad esempio il numero di pagine di un documento o la data di immissione, che possono essere inserite all’interno del documento oppure appena fuori, come una sorta di appunti per il compositore.

È stata ingrandita l’area massima di composizione, che adesso arriva a 5.689 mm per lato (se non è la più grande nel mercato poco ci manca): un dato importante per chi utilizza l’App per la composizione su carta di fogli di grande formato. È però pur vero che Quark è attenta al mercato e non mancano, in questa versione, importanti novità anche dal punto di vista dell’esportazione in ePub. Il sistema di gestione del formato ePub 2.0 (reflow), già presente nelle versioni precedenti, è stato ampiamente rivisto e adesso la gestione del layout di scorrimento (da cui si genera l’ePub) è dinamica e legata al layout di composizione (e non slegata come prima), in modo che i cambiamenti possano essere fatti in un solo layout e riproposti poi in automatico in tutti.

Oltre a questo QuarkXPress 2015 segue quello che è un modello molto di moda, seppure non ancora certificato come standard, permettendo di esportare in formato ePub fixed, grazie alle caratteristiche integrate nella gestione dell’HTML5. Questo tipo di esportazione permette di ottenere un file in formato ePub, ma con un layout fisso, quindi molto vicino ad un risultato su carta.
 Dati alla mano, il formato di esportazione ePub fixed è molto buono, l’operazione è veloce e per nulla complessa, conserva le font (che devono essere in formato OpenType) e anche elastica per quanto riguarda la scelta della disposizione finale delle pagine. Ricordiamo che noi utenti Mac siamo un po’ viziati in questo, dato che iBook è, ad oggi, la migliore App per leggere gli ePub fixed, per cui su OS X da Mavericks in poi e su iOS non c’è problema, mentre il formato soffre ancora di una scarsa diffusione a causa della mancanza di App altrettanto robuste e raffinate in ambito Windows e Android. Non manca la possibilità di esportare in formato PDF/X-4, che promette bene, e che trasporta XPress in una rinnovata prospettiva di innovazione nel mercato. L’ultima parte riguarda la gestione delle tabelle, che adesso supportano gli stili, in modo da poterle cambiare dinamicamente con un clic.

Futuro aperto
Molte delle novità sin qui elencate sono nate dalla riscrittura del codice data dai 64bit, e questo comporta inevitabili sacrifici: il nuovo formato QuarkXPress 2015 supporta l’apertura dei file dalla versione 7 in poi, anche se è disponibile gratuitamente un converter (bit.ly/1ErdK7i) per i file più vecchi.

Chi scrive queste righe ha seguito l’evoluzione del prodotto durante gli ultimi anni: al di la dei proclami del caso, fuori luogo in queste pagine, dobbiamo ammettere che questa versione di QuarkXPress è in assoluto la migliore mai prodotta, e la prima che ha visto migliorie non tanto di facciata ma soprattutto dal punto di vista della produttività. Quark è sempre stato veloce e immediato, e questa versione offre un codice a 64bit che lo rende scattante ancora di più e una serie di strumenti che ne affinano alcune caratteristiche.
Il mercato ha bisogno di QuarkXPress 2015, come di altri prodotti che stanno nascendo, per riassettare un mercato che negli ultimi anni ha visto un solo contendente: nei nostri sogni non vogliamo un vincitore, ma una sfida equilibrata tra vari contendenti. Il 2015 sembra l’anno buono per ripartire, anche a fronte di molti altri prodotti che stanno nascendo, speriamo continui così.

Pro:
Veloce grazie alla tecnologia 64 bit
Esportazioni in ePub e PDF moderne e efficaci
Alcuni strumenti sono semplici ma fondamentali

Contro:
Interfaccia un po’ austera e poco elastica

Prezzo e disponibilità
Sullo store della software house la versione completa è venduta a 999,00 euro; l’upgrade è venduta a 399,00 euro

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