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Risultati fiscali: tutto quello che volevate sapere

Anche per questo trimestre finanziario (il decimo consecutivo) Apple riesce a segnare un guadagno in continua crescita sbaragliando le previsioni.
Con la consueta relazione del trimestre fiscale (chiusosi il 1mo aprile), live via streaming QTV da Cupertino abbiamo saputo che 88 centesimi di dollaro e’ il dividendo degli azionisti AAPL, che e’ un ottimo aumento rispetto a 60 cents segnati lo stesso periodo dell’anno scorso. Anche questa volta il pronostico di tutti gli analisti finanziari, 81 cents, non e’ stato rispettato.
Il profitto e’ di $233 milioni e il fatturato si assesta sui $1,94 miliardi, in lieve diminuizione rispetto ai $2,34 mld del precedente trimestre che pero’ e’ notoriamente tra i piu’ importanti perche’ ingloba il ricco periodo natalizio, ma in crescita del 27% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno che segno’ $1,53 miliardi.
Il fatturato e’ composto per il 51% dalle vendite internazionali, con crescita sul mercato europeo del 36% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e del 28% sul mercato interno degli Stati Uniti (cresciuto del 16%), il Giappone ha invece segnato un modesto 12% ma sappiamo che nel trimestre precedente il paese del sol levante era cresciuto di ben il 97%, cifre che giustificano un rallentamento, in Asia e paesi del Pacifico si segna un aumento delle vendite del 13%.
Con queste cifre Apple si guadagna l’ingresso nel “club” dei produttori di hardware che tradizionalmente negli ultimi tre mesi spiazzano gli analisti (Advanced Micro Devices, IBM, Intel, Sun Microsystems e Texas Instruments).
Sono stati venduti 1,043 milioni di unita’ in questo trimestre (dopo un periodo di carenza di computer a magazzino nel recente passato), cioe’ 2,5 volte piu’ di quanto fa la media degli “altri” produttori di computer (gli acquirenti degli iMac sono per il 17% dei felici “fuoriusciti” dal “tunnel” Wintel e per il 28% dei completi novelli del computer).
Questi guadagni sono stati aiutati anche dall’abbassamento dei costi di spedizione, dalla diminuzione del prezzo della DRAM, da un piu’ ricco mix di prodotti e dalla diminuizione delle campagne pubblicitarie nel periodo successivo al Natale; in risposta ad una domanda specifica Fred Anderson (Responsabile Finanziario di Apple) non ha voluto sbilanciarsi sui futuri trimestri a causa dell’attuale instabilita’ dei prezzi di alcune componenti hardware.
A determinare principalmente questi guadagni record e’ stata la fortissima richiesta “professionale” dei PowerMac G4 (350 mila unita’) e dei nuovi PowerBook FireWire (100 mila unita’) presentati a Tokio (che ha rappresentato il 48% delle vendite) , a riprova che non “c’e’ stata alcuna cannibalizzazione con gli iBook (il modello S.E. ci ha dato grosse soddisfazioni come anche iMac S.E.) che continua bene per la sua strada” (Fred Anderson).
Durante la conferenza con gli analisti e’ stato chiesto ad a che punto fosse la produzione/commercializzazione dei processori G4 da parte di IBM e la risposta e’ stata che entro questo quarto saranno commercializzati.
L’Apple store ha incamerato ben $400 milioni di cui $100 milioni da singoli utenti e a Cupertino sono fiduciosi che l’incremento sia ulteriormente in risalita.
Riguardo alla cooperazione con Earthlink annunciata al MacWorld Expo di gennaio non ci sono stati particolari rilevanti oltre stimare in “positivo” l’accordo e credere che per il prossimo trimestre almeno $25-35 milioni arrivino dall’ISP americano, riguardo ad accordi con ISP internazionali, le risposte rimangono evasive.
Viene confermato che Mac OS X sara’ pre-installato sulle macchine in vendita nei primi del 2001 e che FileMaker ha “lavorato bene” (crediamo che pero’, visto anche il poco peso dato a questo settore nella conferenza, la parte software di Apple in questo trimestre, abbia portato pochi fondi).
I dipendenti di Apple sono aumentati di un migliaio di unita’ “temporary workers” raggiungendo ora il numero di 10.624, ma a breve potrebbero aumentare dopo la decisione di affrontare il mercato dell’educational americano (K-12) anche con nuove strategie.
Apple non comprera’ sue azioni per un valore di $500 milioni, come precedentemente pianificato, ma dirigera’ questa cifra verso altri investimenti.
In serata sapremo se lo split azionario di “due azioni per una” (valido dal 21 giugno per tutti i possessori di azioni Apple alla chiusura del 19 aprile) sara’ approvato dall’Assemblea degli Azionisti dopo la posizione positiva del Consiglio d’Amministrazione, il quale dovra’ essere rieletto in questa occasione (l’iCEO Steve Jobs, ricordiamo che adesso “i” sta per “Internet”,, Bill Campbell di Intuit, Gareth Chang di StarTV, Millard Drexler di Gap, Larry Ellison di Oracle, e Jerome York di Micro Warehouse) dopo l’abbandono di Edgar S. Woolard Jr. che abbandona per “anzianita’”, gia’ al “tavolo” da quattro anni.
Lo stesso Steve Jobs e’ apparso in tarda mattinata (13,05 ora italiana) nel programma “Business Center” di CNBC per una intervista in merito a questi risultati (in Italia e’ visbile anche in Europa nel bouquet D+): ha definito esuberanti le performance di Apple, ha convenuto sulla sopravvalutazione di tutte le societa’ .com ma ha anche fatto notare che pur operando nella net economy, Apple produce reali computer molto apprezzati dal pubblico e produce al contempo reali profitti per i suoi azionisti quindi ad Apple sta stretta la generica definizione di “societa’.com” e basta.
Il canale retail italiano ha gia’ raggiunto “un peso a due cifre” (non abbiamo cifre piu’ precise) che dopo solo sei mesi significa moltissimo (grazie a forti investimenti dei partner) e si vorrebbe ampliare la distribuzione ma la richiesta e’ cosi’ forte da non poter essere completamente soddisfatta al momento.
L’Italia e’ il quarto paese in Europa per introiti.
L’Apple Store in Europa ha avuto una penetrazione altissima soprattutto nei paesi anglosassoni e nordici ma tutto il continente ha dato grosse soddisfazioni e si prevede che entro due anni queste vendite possano diventare comparabili a quelle retail.
Presto anche in Europa/Italia arrivera’ una versione dell’Apple Store per il settore business to business.
Per Apple Italia la collaborazione con gli attuali partner ISP e’ soddisfacente ma non e’ detto che in futuro si possano studiare soluzioni differenti anche se la partnership Apple USA-Earthlink e’ di difficile applicazione nel vecchio continente.
Dopo la presentazione del sistema wireless AirPort nel contesto del FuturShow di Bologna, da parte del distributore Vobis, la situazione resta ancora stagnante dato che il Ministero delle Comunicazioni a ulteriormente richiesto documentazione tecnica ad Apple Italia. Abbiamo saputo che per la straordinaria concessione “fuori omologazione” di Bologna Apple ha dovuto pagare una tassa di un milione per ogni installazione di Airport. In Apple sono fiduciosi della delibera europea di non ostacolare tali dispositivi e delle ipotizzate facilitazioni che potrebero essere incluse nelle prossime Finanziarie (crisi di governo permettendo).
Ufficializzato da Apple Italia l’assorbimento delle attivita’ authoring DVD e dell’intero staff di sviluppo della tedesca Astarte.
Con l’occasione Apple Italia annuncia l’aggiornamento gratuito alla versione 1.2.5 (che questa volta non necessita di una release specifica per il mercato PAL dato che lo supporta integralmente) di FinalCut Pro anche al pubblico italiano. Il prezzo di FinalCut Pro 1.2 e’ presso l’Apple Store di Lit.2.529.000 IVA inclusa.
Dalla conferenza del NAB (National Association of Broadcasters) arriva l’offerta Pinnacle Systems con il software TARGA Cine’ (output simultaneo di video SD e HD, un pull-down 3:2 in tempo reale per convertire materiale tra 24 frames per seconds e 30 con due porte Digital Theatre) che combinato con PowerMac G4 e FinalCut Pro promette di offrire le soluzioni broadcast di altissima qualita’ solo su piattaforma Mac. Sara’ disponibile dalla prossima estate.
Altri annunci sul tema digital editing: Matrox Video Products Group e Apple presentano la prima e piu’ potente scheda PCI per editing, effettistica e compositing DV (ma porta in dote anche porte Composite e S-Video, oltre a gestire un secondo schermo NTSC/PAL o monitor) in tempo reale, si tratta della RTMac ed e’ studiata per integrarsi perfettamente con FinalCut Pro, sara’ disponibile dall’estate.
Ricordiamo ai lettori di Macity che le ultime settimane sono state a dir poco turbulenti per il mercato del titoli tecnologici del Nasdaq sulla piazza di New York: dopo i massimi storici raggiunti nelle giornate pre sentenza Microsoft (quando Apple ha anche toccato il prezzo piu’ alto di tutti i tempi, $150, durante le contrattazioni del 23 marzo), le ultime settimane hanno visto degli abbassamenti vertiginosi generalizzati su tutti i titoli, alla faccia dello stock picking che tanto e’ consigliato dagli analisti piu’ blasonati.
Stock picking significa l’attenta valutazione delle singole societa’, per discriminare chi ha un futuro promettente e chi no, al contrario del sector picking che invece e’ quello che ha regnato ultimamente facendo calare istericamente le quotazioni di societa’ come Apple che, in teoria, avrebbero solo potuto solo goderne dalle sventure di Microsoft in quanto una delle poche concorrenti al monopolio dei sistemi operativi della casa di Redmond (rampanti versioni di Linux escluse).
C’e’ anche chi ha sostenuto un futuro negativo per Apple in conseguenza della prospettata scissione di Microsoft, ovvero una delle societa’ che avrebbero in futuro dovuto portare avanti lo sviluppo dei soli applicativi “da ufficio” potevano anche “pensarci due volte” prima di spendere ulteriori risorse per le versioni Mac, adducendo come scusa la minor diffusione rispetto alle piattaforme Wintel, ma l’ipotesi ci sembra molto molto poco convincente soprattutto alla luce delle tante applicazioni nate dal momento del ritorno di Jobs al comando di Apple, e da aziende che non sono le solite “aficionados” Adobe, Macromedia, Quark, etc.
Sul caso Microsoft non si vuole prendere posizione e si liquida l’argomento con “siamo partner e concorrenti” e quindi la posizione raccomanda il silenzio.
Il venerdi’ nero del Nasdaq di tre sedute fa, ha significato per AAPL una chiusura a $121, il che significa un discreto progresso rispetto a quei $117 ma non abbastanza significativo quanto i $127 della chiusura di martedi’.
Biagini definisce come “irreversibile e inarrestabile” il processo di crescita del settore.
Dopo la conferenza, diciannove dei 22 analisti che seguono il mercato hanno dichiarato di mantenere a “buy” o “strong buy” le loro raccomandazioni riguardo al titolo AAPL.
Oggi, al centralissimo caffe’ Sant’Ambroeus, la filiale italiana, ci ha presentato gli eccellenti risultati di Apple Computer e non di “una delle tante” aziende dell’IT.

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