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Safari, Chrome e Firefox sempre più simili: Apple cerca idee per il web del 2027

Un sito che funziona bene su Chrome dovrebbe comportarsi nello stesso modo anche su Safari, Firefox o Edge. Sembra scontato, ma per anni gli sviluppatori web hanno dovuto ricorrere a correzioni e soluzioni specifiche per ogni browser. Apple, insieme a Google, Microsoft, Mozilla e agli altri partecipanti al progetto Interop, vuole ridurre ulteriormente queste differenze e sta già raccogliendo le proposte per Interop 2027.

Attraverso il team WebKit, responsabile del motore utilizzato da Safari per il rendering delle pagine web, Apple invita gli sviluppatori a segnalare le tecnologie e i comportamenti sui quali sarebbe più importante intervenire nel prossimo ciclo del progetto.

Apple partecipa a Interop dal 2022. L’iniziativa punta a fare in modo che le principali tecnologie web vengano implementate in maniera sempre più uniforme nei diversi browser, riducendo incompatibilità e comportamenti differenti e semplificando, di conseguenza, il lavoro degli sviluppatori.

Raccogliendo i riscontri della community, i partecipanti al progetto cercano di individuare i problemi che hanno il maggiore impatto sullo sviluppo e sull’utilizzo quotidiano del web.

Del progetto Interop fanno parte anche Google, Microsoft, Mozilla e altre organizzazioni. Nel 2025 la percentuale di test superati contemporaneamente dai principali browser è balzata dal 29% al 97% nel corso dell’anno. L’attenzione si sposta ora sulle aree che richiedono ulteriori interventi in vista del 2027.

Come inviare le proposte per Interop 2027 su GitHub

L’invito a presentare proposte è iniziato il 3 settembre e resterà aperto fino al 23 settembre. Le idee possono essere inviate direttamente attraverso GitHub.

Il team WebKit sottolinea che ogni proposta dovrebbe concentrarsi su un problema specifico, rilevante e verificabile. È quindi preferibile indicare una correzione mirata, ad esempio relativa al comportamento delle dimensioni dei caratteri, anziché proporre temi molto ampi come la tipografia nel suo complesso.

Il progetto Interop utilizza infatti test automatizzati per misurare i progressi dei diversi browser. Per questo motivo gli sviluppatori sono invitati a collegare le proposte a standard web sufficientemente stabili e, quando possibile, a test già esistenti.

Quando una tecnologia non dispone ancora di un’infrastruttura di test abbastanza matura, può essere più appropriato presentarla come “Interop Investigation”, cioè come area da analizzare prima di inserirla tra gli obiettivi veri e propri del progetto.

Il team suggerisce inoltre di verificare preventivamente le proposte già presenti su GitHub: sostenere e integrare una segnalazione esistente può risultare più utile della creazione di richieste duplicate.

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Perché Interop può cambiare concretamente il web

Una buona proposta deve indicare casi d’uso chiari e spiegare quali vantaggi potrebbe portare sia agli utenti sia agli sviluppatori. Occorre inoltre motivare perché un determinato problema dovrebbe avere la priorità rispetto alle centinaia di possibili correzioni che ogni anno potrebbero entrare nel progetto.

Per chi desidera approfondire criteri e modalità di partecipazione, le linee guida complete sono disponibili sul blog di WebKit.

Il risultato di questo lavoro può sembrare poco visibile a chi utilizza quotidianamente il web, ma le conseguenze sono molto pratiche: pagine che si impaginano nello stesso modo, funzioni che rispondono in maniera coerente e applicazioni web che richiedono meno adattamenti specifici per Safari, Chrome, Firefox o Edge.

Per molti anni sviluppare un sito o un’applicazione web significava infatti verificare continuamente il comportamento dei diversi browser e introdurre correzioni dedicate. Internet Explorer rappresentò uno degli esempi più evidenti, con numerose implementazioni che si discostavano dagli standard web dell’epoca.

Progetti come Interop stanno progressivamente riducendo queste differenze. Il salto registrato nei test comuni nel 2025 indica quanto il divario tra i principali motori dei browser si sia già ristretto; le proposte raccolte nelle prossime settimane contribuiranno a decidere quali incompatibilità affrontare nel ciclo dedicato al 2027.

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