Scuola Digitale, a Milano gli alunni diventano tutor degli studenti più piccoli grazie al tablet

In un’aula speciale munita di tablet gli alunni più grandi diventano tutor degli studenti più giovani: i risultati del progetto “A scuola si diventa tutor” dell'Istituto Marcello Candia di Milano

Le insegnanti dell’Istituto Comprensivo Marcello Candia di Milano, hanno sperimentato per l’anno scolastico in corso, un progetto di “Inclusione, tutoraggio e collaborazione” che ha come finalità l’acquisizione e la conoscenza consapevole degli strumenti digitali, intesi come facilitatori dell’apprendimento.

L’animatrice digitale dell’istituto la docente Nunzialina La Marca, nonché formatrice degli insegnanti e promotrice del Progetto “La Scuola Digitale”, ha sperimentato, con il supporto della docente Caterina Maria Grazia Rende un nuovo metodo didattico che prevede la formazione di alunni, che negli anni successivi diventeranno i tutor delle classi più basse, una vera e propria catena di montaggio: formare per facilitare il lavoro dei docenti nelle aule multimediali, dove il rapporto uno a uno diventa un requisito fondamentale.

Le classi coinvolte sono la prima B e la terza C, scuola primaria, plesso di Vallarsa, vere e proprie lezioni di “classi aperte” al nuovo, dove il docente assume una dimensione di guida allo svolgimento del lavoro, mentre gli alunni-tutor insegnano come raggiungere l’obiettivo indicato dal docente.

L’aula munita di tablet viene sostituita dalle normali classi, dove i bambini hanno a disposizione un tablet con il proprio nome e un modem esterno per il collegamento a internet. Tali strumenti sono stati dati in comodato d’uso da una società che propone piattaforme didattiche complete di tutti gli argomenti studiati dai ragazzi. Anche l’aula di informatica diventa un luogo collaborativo dove gli alunni si scambiano conoscenze e competenze. Le classi sono diventate così luogo di apprendimento ma soprattutto di sperimentazione.

Alla fine dell’anno scolastico le docenti hanno constatato la validità del metodo ideato, spiegando di avere notato un incremento dell’autostima unito all’acquisizione di competenze trasversali che difficilmente si potevano acquisire con le classiche lezioni frontali.