Siemens stacca la spina a Xelibri, il brand di cellulari da indossare

Era stato un coraggioso esperimento. Il cellulare come un accessorio, da indossare e soprattutto da cambiare a seconda del momento. Ma non ha funzionato. E adesso, dopo un anno di numeri che non hanno soddisfatto il colosso tedesco, Siemens stacca la spina a Xelibri

L’idea era geniale: il cellulare come un accessorio alla moda da indossare. Collezioni estate-inverno, primavera-estate, un modello da sera, uno da giorno, uno sportivo e via con la fantasia. Ma non ha funzionato. Xelibri, il brand stabilito dalla tedesca Samsung per rivoluzionare il mercato dei cellulari non è riuscito a farsi largo nella mente dei consumatori e adesso chiude.

In un anno, infatti, ha venduto meno di 780 mila cellulari, il 2% della produzione complessiva di Siemens. Ma non è un danno economico per l’azienda tedesca, perché aveva creato un meccanismo di società  e di esternalizzazione della produzione che era studiato per evitare danni economici nel caso l’esperimento fallisse.

Tra le cause della fine ingloriosa, il prezzo troppo elevato dei modelli (tra i 200 e i 400 euro), le funzionalità  limitate per lasciar spazio al solo design, una comunicazione non efficiente e la scelta di un canale di distribuzione alternativo a quello consueto dei cellulari che non è riuscito a valorizzare capillarmente l’identità  del brand.

Non per questo, però, Siemens abbandona un settore – quello dei cellulari-gioiello in edizione limitata – che per quanto di nicchia permette di avere buoni risultati economici. Una sorta di Bentley della telefonia mobile, dove anche Nokia e una serie di brand creati ad hoc continuano a fare offerte di valore economico estremamente alto ma ben recepito da chi (pochi) vuole un cellulare esclusivo e dai costi sicuramente non popolari.