Siri AI ora è ufficiale: il vociferato upgrade dell’assistente vocale di Apple è stato appena confermato sul palcoscenico della WWDC 2026, che ci ha fornito un assaggio anche piuttosto consistente di quel che si può fare grazie alla fusione della Apple Intelligence dentro Siri.
La presentazione è andata avanti a suon di esempi che permettono di capire concretamente cosa si può fare grazie a questo nuovo assistente che troviamo dentro le versioni numero 27 dei sistemi operativi Apple.
Apple descrive questa evoluzione come il cambiamento più importante nella storia di Siri. L’obiettivo non è più soltanto rispondere a domande o eseguire semplici comandi vocali, ma diventare un assistente capace di comprendere il contesto, accedere alle informazioni personali e collaborare con le app per portare a termine attività anche piuttosto articolate.
Alla base di tutto c’è la fusione tra conoscenza generale del mondo, dati personali e informazioni provenienti dalle applicazioni installate. Siri AI può così sostenere conversazioni più naturali, comprendere richieste complesse e seguire il filo di un dialogo senza costringerci a ripetere continuamente il contesto.
Si richiama come al solito con un “Hey Siri” o tenendo premuto un pulsante, e l’ascolto inizia quando appare la bolla mobile nella parte alta dello schermo.
Si può ad esempio chiedere info su un concerto, e se quel che rintraccia Siri AI ci piace, possiamo ad esempio chiedergli come fare per comprare i biglietti. Appurato che non sono ancora in vendita, possiamo farci creare al volo un promemoria per il giorno e l’ora in cui saranno acquistabili.
Il tutto come se parlassimo a un amico, un modo di interazione a cui i chatbot degli ultimi anni ci hanno insegnato molto bene. Siri AI agisce però dentro il sistema, dove non solo è integrato ma è anche in grado di reperire le informazioni.
Per esempio si può usare per chiedere qual’è il luogo che vediamo rappresentato in una fotografia, e in un lampo Siri AI ci restituisce perfino l’indirizzo. Oppure, sempre parlando di indirizzi, possiamo chiedergli quale luogo aveva citato un nostro specifico amico di recente, e dopo una veloce ricerca all’interno delle chat, oltre a proporcelo possiamo usarlo per avviare la navigazione GPS tramite l’app Mappe.
Durante la dimostrazione Apple ha mostrato anche come Siri AI possa recuperare informazioni condivise da amici e familiari attraverso Messaggi per poi utilizzarle all’interno di altre applicazioni. Ad esempio può prendere spunto da una conversazione per preparare automaticamente una mail o un messaggio già pronto da inviare.

Siri AI può anche scandagliare il rullino foto e ritrovare quelle scattate in una particolare giornata, per poi aggiungere solo quelle in cui sono presenti moglie e figli nell’album condiviso con la famiglia.
Altro esempio: possiamo chiedere di mostrarci il calendario completo di un campionato, e dopo aver individuato uno degli incontri possiamo farci suggerire il menu da abbinare per una cena con gli amici mentre si guarderà proprio quella partita. Non solo: se di recente ad esempio nostra figlia ci ha parlato di un particolare dessert, possiamo chiedere di integrarlo nel menu, eventualmente adattando anche gli altri piatti a questa nuova portata. E dulcis in fundo, si può chiedere a Siri AI di scrivere un messaggio da inviare al gruppo di amici per proporre l’appuntamento. Il tutto, come dicevamo, si svolge come una normale chiacchierata, che in questo caso si conclude cliccando sul tasto “Invia” dopo aver revisionato il testo del messaggio.
Questa nuova Siri è anche dentro la fotocamera, e quindi possiamo richiamarla in qualsiasi momento per chiedere info su ciò che stiamo inquadrando in quel momento. Come ad esempio i valori nutrizionali di un piatto, oppure per trasformare in un elenco puntato i dati di uno scontrino, o per estrarre tutti gli eventi presenti in una locandina, pronti da inserire in un click nell’app Calendario.
Tra gli esempi mostrati sul palco c’è stato anche quello di un conto del ristorante: dopo averne interpretato il contenuto, Siri AI è stata in grado di proporre automaticamente la suddivisione della spesa tra più persone tramite Apple Cash.
Siri AI la troviamo su tutti i dispositivi Apple, e nel caso di macOS 27 è integrata sia nello Spotlight che nel tasto destro. Questo significa ad esempio poter selezionare due o più immagini e chiedere ad esempio di confrontarne le specifiche tecniche. Durante la presentazione Apple ha mostrato anche il confronto tra tre file presenti nel Finder, con Siri AI capace di suggerire quale fosse il più adatto a uno specifico utilizzo.
Oppure possiamo porre qualsiasi domanda attraverso lo Spotlight: la risposta arriva dentro una finestra in sovrimpressione, che possiamo poi spostare e ridimensionare a piacimento.
Anche in Safari, se stiamo navigando in rete in cerca di un nuovo zaino, possiamo chiedere se potrebbe andar bene per la vacanza in quel posto in cui abbiamo pianificato di andare per le ferie, e Siri AI ci risponderà dopo aver confrontato il piano di viaggio con le specifiche del prodotto.
Questa nuova versione di Siri è accompagnata anche da un’app separata, che ci permette quindi di chattare con Siri da iPhone, iPad e Mac come fosse ChatGPT o uno dei suoi simili. E quindi è presente anche una cronologia sincronizzata tramite iCloud che consente di riprendere una conversazione da qualsiasi dispositivo, mantenendo sempre accessibili gli scambi precedenti con l’assistente.
La nuova Siri arriva praticamente ovunque nell’ecosistema Apple. Oltre a iPhone, iPad e Mac, è disponibile anche su Apple Watch, CarPlay, AirPods e Vision Pro. Proprio sul visore Apple assume addirittura una forma tridimensionale che può essere posizionata nello spazio e richiamata semplicemente con lo sguardo, senza dover necessariamente pronunciare il classico “Hey Siri”.

Tra le novità troviamo anche una voce più naturale ed espressiva (dalle impostazioni si può selezionare la voce e regolare espressività e ritmo secondo i propri gusti), la presenza nella Dynamic Island di iPhone e nuove modalità di attivazione che includono voce, pulsanti fisici e gesti dedicati a seconda del dispositivo utilizzato.
Siri AI va a braccetto coi potenziamenti fatti anche ad Apple Intelligence, sia dal punto di vista dell’accuratezza delle risposte che della capacità di comprensione delle richieste. Riesce infatti a capire meglio il contesto, e se necessario può anche prendere info dal web per esaudire le nostre richieste.
Il tutto, ci tengono a precisare, mettendo la privacy al primo posto. Non c’è bisogno di aprire chat temporanee o di cancellare le ultime interazioni, perché i dati non vengono salvati – dice Apple – e vengono usati soltanto per rispondere alle richieste.
Più che un semplice aggiornamento dell’assistente vocale, quella mostrata alla WWDC è una vera e propria trasformazione di Siri in un livello intelligente distribuito all’interno dell’intero sistema operativo. L’idea di Apple è quella di avere un assistente che comprenda ciò che stiamo facendo in ogni momento e che possa intervenire direttamente nelle attività quotidiane senza obbligarci a passare continuamente da un’app all’altra.
Disponibilità
Siri AI sarà inizialmente disponibile soltanto in inglese. L’azienda ha comunque confermato che il supporto verrà progressivamente esteso ad altre lingue, seguendo lo stesso percorso previsto per il resto delle funzionalità di Apple Intelligence. Per molti utenti internazionali, quindi, l’accesso completo alla nuova esperienza arriverà in una fase successiva rispetto al lancio iniziale.
























