Jared Isaacman, amministratore della NASA, ha fatto sapere che gli astronauti delle missioni Crew-12 e Artemis II, potranno portare con sé i propri smartphone durante le missioni, decisione che trasformerà le modalità con le quali sarà possibile catturare e condividere immagini dallo spazio.
La decisione, come accennato in vigore già con le missioni Crew-12, prevista per la settimana prossima verso la Stazione Spaziale Internazionale, e Artemis II (il cui lancio è ora previsto a marzo 2026), è in controtendenza rispetto alle regole stabilite finora che permettevano di usare come equipaggiamento solo reflex digitali Nikon del 2016 e action camera GoPro.
Isaacman ha riferito che la decisione è parte di una spinta più ampia che consente di accelerare processi burocratici, con hardware moderno che deve essere approvato perché, come è comprensibile, anche il malfunzionamento più insignificante potrebbe avere conseguenze catastrofiche.
Ovviamente i dispositivi da portare nello spazio dovranno essere sottoposti a rigorosi test per verificare che non interferiscano in alcun modo sistemi critici a bordo e siano in grado di resistere a radiazioni cosmiche, variazioni termiche estreme e all’ambiente in microgravità.
Dispositivi come smartphone e affini in realtà hanno già viaggiato oltre l’atmosfera terrestre: SpaceX ha già in precedenza dato il placet all’uso di smartphone durante le missioni private con astronauti civili, anticipando dunque la decisione della NASA.

NASA astronauts will soon fly with the latest smartphones, beginning with Crew-12 and Artemis II. We are giving our crews the tools to capture special moments for their families and share inspiring images and video with the world. Just as important, we challenged long-standing…
— NASA Administrator Jared Isaacman (@NASAAdmin) February 5, 2026
Limiti in ciò che gli astronauti possono portare nello spazio
Nei viaggi spaziali gli astronauti sono spesso costretti a rinunciare ad alcuni comfort e abitudini; è possibile portare alcuni oggetti personali ma c’è ovviamente un limite anche per via del fatto che qualunque peso in più su una navicella spaziale contribuisce al costo della missione. Tra gli oggetti insoliti portati nelle missioni spaziali di alcuni astronauti, vi sono dolci indiani e un cigno bianco giocattolo, trasportati da Shubhanshu Shukla (pilota indiano dell’aeronautica militare); quest’ultimo considerato una sorta di mascotte per rappresentare tutti i Paesi di origine degli astronauti della missione Axiom Mission 4, un simbolo di “saggezza, purezza, resilienza, ricerca della verità, grazia e bellezza della natura”.x












