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Steve Jobs è atterrato sul tetto di casa mia!

Spesso i prodotti Apple sono stati paragonati a veri gioielli, nelle discussioni tra amici così come negli articoli di giornalisti e guru dell’informazione. àˆ stato necessario attendere diversi anni ma finalmente la conferma ufficiale è arrivata negli ultimissimi giorni del 2006, quando la società  di analisi e ricerche di mercato Bernstein ha reso noto che i negozi Apple generano più profitti per metro quadro delle gioiellerie Tiffany. Non è un miracolo: si tratta di buon marketing e pubblicità  oculata, ma niente male davvero.

Come i costosi gioielli realizzati in materiali preziosi, anche i computer e i lettori iPod sono da tempo una status symbol, così non stupisce che lo storico marchio Bang & Olufsen, che da sempre coniuga stile e design ricercato con qualità  audio superiori, abbia scelto proprio un MacBook Pro e un iPod per pubblicizzare il suo ultimo sistema di altoparlanti compatto.

Questi sono solo alcuni degli indizi, ne potremmo riportare decine, che stanno a indicare quanto il 2006 sia stato un anno particolare per Apple ma anche per il crescente numero di persone che utilizzano un iPod o un Mac.

Limitandoci ai riepiloghi di fine 2006, ricordiamo che la società  di Cupertino si è aggiudicata la seconda posizione tra le 50 società  hi-tech più in crescita degli ultimi 12 mesi.

In un settore in cui i prodotti sono superati nel giro di 6 mesi (anche meno), ad elevata obsolescenza e caratterizzato da una competizione sfrenata con prezzi costantemente al ribasso, affermare che si tratta di un buon risultato è riduttivo.
Per chi è estraneo al mondo Apple, i termini miracolo o impresa impossibile descrivono meglio i risultati raggiunti dalla veneranda Apple.

Infatti sempre nel 2006 la multinazionale ha compiuto 30 anni: in pratica il nonno dei personal computer vendendo hardware e software ha superato nella stessa classifica delle 50 hi-tech più calde, la giovane e futuristica Google (quarta posizione) che “gioca” con un modello di business più fluido e recente, tutto basato sul Web. Che sia un altro miracolo di Steve Jobs?

Ormai Steve Jobs è considerato dai più come uno dei massimi imprenditori del secolo, mentre i fan del Mac lo venerano quasi fosse una divinità . Tra le varie manifestazioni dei sentimenti suscitati da Steve, una delle più originali e simpatiche è senza dubbio quella di un appassionato americano che in periodo di festività  ha postato una poesia-sogno. Il titolo è “Pochi giorni prima del Macworld”. L’opera vede il buon Steve, sorta di novello Santa Claus, approdare con il suo jet aziendale proprio sul tetto del fortunato poeta, accompagnato dall’intero team manageriale Apple. Jeans, scarpe da ginnastica e dolcevita nero attillato sono la sua divisa anche se, grazie ai segni dell’età  e un poco di calvizie, il nostro non sfigurerebbe nelle vesti di un monaco o di un santone, con tanto di tunica. Inutile dire che la visita dura pochi secondi e si chiude in tutta fretta, infatti il mitico Steve non fa che sguinzagliare e ordinare ai suoi fidati manager continuando a sbraitare “Adesso innovate! Innovate! Innovate tutto!”.
Il sogno si conclude con il tintinnare della carta di credito dell’incredulo poeta, già  tutta fremente in vista dei nuovi iPod sempre più belli e potenti, dei nuovi Mac, dell’attesissimo iPhone (non quello di Cisco) e anche di iTV. Tutte manifestazioni attese per testimoniare ancora una volta il ripetersi del miracolo Apple.

Nessun fan di Apple sognerebbe mai di sporcare il sogno o il mito ma, la crescita delle vendite e l’estendersi dell’apprezzamento per i prodotti Apple, anche al di fuori della storica cerchia di appassionati, ha generato alcuni casi di perversione del sogno. Questa è la spiegazione a cui ci siamo aggrappati leggendo le riflessioni non di un appassionato via post sul forum, ma di un addetto ai lavori che scrive per un sito Web di ricerca nel settore tecnologico. Secondo l’analisi di Carl Howe
per ripetere anche nel mondo dei film e dei video il successo che iTunes Store ha conseguito nella musica, Apple dovrebbe integrare il software iTunes nei televisori LCD, inoltre dovrebbe stipulare accordi per la vendita online con i magnati del cinema porno!

Questo è il genere di boutade che rende ancora piacevole scrivere per il mondo della tecnologia. A difesa dell’ingegnoso giornalista dobbiamo riportare però che il signor Howe scarta da sé la sua fantasiosa idea poco dopo averla abbozzata, realizzando che Apple è una società  attenta al marchio e alla percezione che di questo ne ha il consumatore. Tutto questo dimostra una sola cosa, e cioè che il buon Carl non è un vero macista. Infatti esclusivamente un esterno, un non adepto avrebbe potuto solamente immaginare l’idea. Un puro cuore Mac non avrebbe mai ceduto a simili tentazioni.

Così riprendendo i versi del poeta-macista ma anche della cronaca e delle news, linfa vitale di Macity, il turbolento 2006 sta per calare il sipario e un imprevedibile e sorprendente 2007 bussa alla porta.
Ma non in senso figurato! L’otto gennaio apre i battenti una nuova edizione del Macworld di San Francisco dove l’incredibile Steve affascinerà , sgomenterà  e farà  strillare di gioia non solo la fortunata folla dei presenti (il nostro fido Settimio ha già  il biglietto in mano e la valigia vicino all’uscio) ma anche tutti i lettori di Macity, tanto quelli storici quanto i novelli.

Tutto questo grazie alla copertura totale, sempre online e praticamente in tempo reale per poter dire: “Si l’ho visto! àˆ un vero miracolo” e subito a raccontarlo a tutti…mentre silenziosamente nella nostra testa stiamo già  contando i soldi, le rate e le scadenze per portare a casa l’ultima meraviglia della Mela. Il miracolo si è ripetuto, la carta di credito ha tintinnato!

[A cura di L. M. Grandi]

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