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SwitchBot kata AI Assistant parla italiano e programma la casa smart con l’AI

SwitchBot porta l’intelligenza artificiale generativa direttamente nella gestione della casa con kata AI Assistant, un assistente integrato nell’app SwitchBot che permette di controllare dispositivi, creare automazioni, configurare nuovi prodotti e cercare soluzioni ai problemi utilizzando il linguaggio naturale.

L’idea è quella di ridurre il tempo trascorso tra menu, impostazioni e pagine dedicate ai singoli dispositivi. Invece di costruire manualmente una sequenza scegliendo condizioni, trigger e azioni, si può spiegare a kata quello che si vuole ottenere, scrivendo oppure parlando.

L’assistente utilizza un LLM, Large Language Model, ma è stato sviluppato specificamente per l’ecosistema SwitchBot. Può quindi interpretare nomi dei dispositivi, stato degli apparecchi e istruzioni dell’utente, generare una risposta e, quando l’operazione è supportata, trasformarla direttamente in un comando per la casa.

kata AI Assistant funziona anche in italiano

La novità più interessante per chi utilizza SwitchBot nel nostro Paese è che kata supporta ufficialmente l’italiano: non è quindi necessario impartire i comandi in inglese oppure memorizzare formule particolari. L’interazione può avvenire direttamente nell’app SwitchBot scrivendo una richiesta oppure pronunciandola a voce.

È possibile, per esempio, chiedere: “Spegni le luci del soggiorno, chiudi le tende e porta il climatizzatore a 24 gradi”. Se tutti i dispositivi coinvolti sono compatibili e correttamente configurati, kata può trasformare la frase in più operazioni senza obbligare l’utente ad aprire tre differenti schermate.

Ulteriori informazioni sulle lingue supportate sono disponibili nella documentazione ufficiale SwitchBot.

Qui sotto alcune schermate della prima impostazione nelle versione italiana.

Non serve imparare una sintassi precisa

Uno degli aspetti più interessanti è la capacità di kata di interpretare l’intenzione dell’utente invece di limitarsi a una serie di comandi prestabiliti.

Un assistente vocale tradizionale tende ad aspettarsi una richiesta molto precisa, come “accendi la luce del soggiorno”. kata può invece cercare di interpretare anche frasi più naturali, come “qui dentro è troppo buio” oppure “fa troppo caldo”, collegandole ai dispositivi presenti nella stanza.

Se esistono più dispositivi con nomi simili oppure manca un parametro importante, l’assistente può fare una domanda prima di eseguire il comando. Può quindi chiedere quale lampada utilizzare, quale tenda chiudere oppure quale temperatura impostare.

È un dettaglio che diventa particolarmente utile nelle case dove, con il tempo, si sono accumulati sensori, tende motorizzate, lampade, prese, serrature, climatizzatori e altri dispositivi smart.

Il vantaggio maggiore può essere nella creazione delle automazioni

kata diventa probabilmente ancora più interessante quando si passa dal semplice controllo alla programmazione della casa.

Le automazioni domotiche tradizionali richiedono normalmente di scegliere una condizione, impostare un orario, individuare i dispositivi coinvolti e specificare una o più azioni. Con kata si può invece partire dalla descrizione del risultato che si vuole ottenere.

L’esempio fornito da SwitchBot è molto semplice: “Apri le tende della camera da letto ogni mattina nei giorni feriali”. kata interpreta la frase e aiuta a trasformarla in un’automazione senza richiedere all’utente di configurare manualmente ogni singolo passaggio.

Con un impianto più articolato si può pensare a una richiesta del tipo: “Se nel pomeriggio la temperatura del soggiorno supera i 27 gradi, chiudi le tende e accendi il climatizzatore impostandolo a 25 gradi”.

In questo caso l’assistente deve ricavare dalla frase diversi elementi: una condizione, una fascia oraria, uno o più dispositivi e le relative azioni.

Naturalmente rimangono i limiti delle funzioni effettivamente disponibili nella piattaforma SwitchBot. kata non è un ambiente di programmazione completamente libero e non può creare condizioni o comandi che un determinato dispositivo non supporta.

Può però rendere molto più semplice la costruzione di routine articolate e soprattutto ridurre la necessità di capire preventivamente in quale menu si trovano condizioni, trigger e azioni.

Può gestire anche più dispositivi contemporaneamente

kata può controllare più dispositivi compatibili con una sola richiesta.

Questo permette di utilizzare il linguaggio naturale anche per creare una sorta di comando di scena istantaneo. Invece di azionare separatamente luci, tende e climatizzazione, si può descrivere direttamente la situazione desiderata.

Una richiesta come “Sto uscendo, spegni le luci, chiudi le tende e spegni il climatizzatore” può quindi tradursi in più operazioni consecutive.

Se la configurazione è ambigua, kata può chiedere conferma prima di procedere. Questo meccanismo evita, per esempio, che una frase poco precisa venga applicata al dispositivo sbagliato.

Quale SwitchBot Hub per portare IR, Sensori e tanta domotica dentro Matter - macitynet.it
Trovate la nostra Guida agli Hub SwitchBot su questa pagina.

L’Hub SwitchBot amplia le possibilità

L’utilità dell’assistente cresce quando nell’abitazione è presente un Hub SwitchBot.

Diversi dispositivi SwitchBot comunicano infatti tramite Bluetooth e devono essere collegati a un Hub per poter essere raggiunti attraverso la rete e utilizzati da kata.

In questo modo l’assistente può operare su un ecosistema che comprende dispositivi molto diversi tra loro: tende Curtain, Blind Tilt, Bot, sensori, serrature, termometri e altri prodotti compatibili.

L’Hub diventa quindi il punto di collegamento tra la richiesta espressa in italiano e buona parte dell’hardware SwitchBot distribuito nelle varie stanze.

Qui sotto vedete l’interrogazione di Kata sui valori attuali dei sensori e la creazione di una automazione (che può essere molto più complessa e articolata) che troviamo puntualmente nel menu dedicato dell’applicazione con le impostazioni assistite di Kata: è bastato chiedere una certa azione con le nostre condizioni per vederla “costruita”: in seguito si potrà modificare e/o disabilitare all’occorrenza.

Anche climatizzatori, TV e apparecchi controllati a infrarossi

Gli Hub SwitchBot possono inoltre memorizzare i telecomandi IR, a infrarossi, trasformando diversi apparecchi tradizionali in dispositivi controllabili dall’app.

Un climatizzatore privo di Wi-Fi può per esempio essere aggiunto all’Hub attraverso il proprio telecomando IR. Lo stesso principio può essere utilizzato, a seconda dell’apparecchio e delle funzioni riconosciute, per televisori, ventilatori e altri dispositivi dotati di telecomando.

Dal punto di vista dell’utente questo rende meno importante sapere quale tecnologia utilizza il singolo apparecchio. Una volta correttamente configurato nell’ecosistema SwitchBot, si può chiedere semplicemente a kata di “accendere il climatizzatore del soggiorno” oppure di includerlo in una routine insieme ad altri dispositivi.

Per le configurazioni più articolate è inoltre possibile utilizzare le Scene SwitchBot come livello intermedio: una sequenza di operazioni viene preparata una volta e può successivamente essere richiamata come singola azione.

Un aiuto anche durante l’installazione

kata non serve soltanto dopo che la casa è stata configurata.

SwitchBot ha integrato una funzione basata su OCR, riconoscimento ottico dei caratteri: mostrando all’assistente la confezione di un prodotto SwitchBot, kata può tentare di identificarlo e fornire le istruzioni appropriate per installarlo.

L’assistente può quindi accompagnare l’utente passo dopo passo durante la configurazione di un nuovo dispositivo.

Il sistema può essere utile soprattutto per chi ha acquistato diversi prodotti nel corso del tempo e non ricorda più esattamente la procedura di associazione, il significato di un LED oppure quale pulsante utilizzare per avviare il pairing.

kata può cercare anche la soluzione a un problema

L’intelligenza artificiale viene utilizzata anche per l’assistenza tecnica.

Se un dispositivo non si collega, non risponde oppure una determinata funzione non si comporta come previsto, l’utente può descrivere direttamente il problema a kata.

L’assistente può utilizzare le informazioni contenute in manuali, FAQ, video e altre risorse di supporto SwitchBot per proporre i passaggi da seguire.

Durante una conversazione attiva mantiene inoltre il contesto. Dopo aver spiegato che il problema riguarda, per esempio, una tenda Curtain installata in camera da letto, non dovrebbe essere necessario ripetere continuamente il nome del dispositivo durante i passaggi successivi della diagnosi.

Come funziona la privacy di kata AI Assistant

L’utilizzo di un’intelligenza artificiale che conosce nomi e stato dei dispositivi domestici rende particolarmente importante capire quali informazioni vengono elaborate.

Prima di utilizzare kata l’utente deve leggere e accettare le condizioni relative al trattamento dei dati.

Per interpretare le richieste possono essere elaborati testo, input vocali e immagini inviati dall’utente, oltre ai nomi dei dispositivi, al loro stato e alle informazioni operative necessarie per eseguire i comandi.

SwitchBot dichiara però di non estrarre, memorizzare o utilizzare impronte vocali.

Secondo la documentazione dell’azienda, le registrazioni vocali originali, le immagini originali e i dati personali non anonimizzati non vengono utilizzati per addestrare i modelli di intelligenza artificiale.

Possono invece essere conservati sui server cloud di SwitchBot le risposte generate, i risultati dell’elaborazione delle immagini, gli esiti dei comandi impartiti ai dispositivi e i relativi registri di servizio. Questi dati possono essere successivamente consultati, gestiti ed eliminati dall’utente.

La documentazione completa relativa al servizio è disponibile nella pagina ufficiale di kata AI Assistant.

Serve Internet e ci sono alcuni limiti

kata è un servizio basato sul cloud e richiede quindi una connessione a Internet.

Se la rete non è disponibile oppure un dispositivo risulta offline, l’assistente potrebbe non riuscire a verificarne lo stato o a eseguire il comando.

La memoria è inoltre legata principalmente alla conversazione attiva. Durante la stessa sessione si può continuare a parlare di “quella tenda” oppure “quel sensore” senza ripeterne il nome, ma quando la conversazione viene terminata alcune informazioni potrebbero dover essere fornite nuovamente.

SwitchBot indica inoltre attualmente un limite di 100 operazioni AI completate con successo al giorno. Numero e condizioni del servizio potrebbero essere modificati in futuro.  L’interpretazione di alcuni nomi potrebbe essere non perfetta (si veda sopra: nel nostro ha capito mix-gas invece di Immergas) ma poi l’AI capisce il contesto e individua le periferiche e i comandi adeguati alla programmazione

Dove trovare kata AI Assistant

kata è integrato direttamente nell’app SwitchBot dalla versione 10. Dalla schermata principale è possibile aprire l’assistente e iniziare una conversazione utilizzando la tastiera oppure la voce.

La disponibilità dell’italiano rende questa funzione particolarmente interessante anche nel nostro mercato, soprattutto nelle installazioni dove il numero di dispositivi è cresciuto nel tempo.

Tende, sensori, serrature, climatizzatori, apparecchi controllati a infrarossi e Scene possono trasformare progressivamente l’app di una casa smart in un insieme piuttosto articolato di menu e parametri.

Con kata si può partire invece dal risultato: “quando esco spegni tutto”, “ogni mattina nei giorni feriali apri le tende”, oppure “perché il sensore della camera non risponde?”.

Il compito dell’assistente è tradurre queste richieste in dispositivi, impostazioni e automazioni che l’ecosistema SwitchBot mette realmente a disposizione, rendendo più immediata sia la gestione quotidiana sia la costruzione di routine che, con i menu tradizionali, richiederebbero diversi passaggi.

Per tutti gli articoli su news e recensioni di prodotti SwitchBot partite da questa pagina.

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