Un brodino per Apple?

Tra molte voci catastrofiste anche qualche accento positivo sugli effetti della politica di sconti di dicembre. Secondo qualcuno Apple avrebbe ridotto da 11 a sei le settimane di giacenza in magazzino. Ma questo non significherà un bilancio meno doloroso.

Dopo i tagli al listino e le fosche predizioni dei giorni scorsi si alza timida anche qualche voce più ottimistica sugli effetti delle manovre di mercato operate per la riduzione delle scorte di magazzino.
Secondo Matta Sargent, di ARS (Associated Research Services In) Apple potrebbe essere riuscita a ridurre le settimane di giacenza a meno delle 11 che aveva ad inizio dicembre. “Secondo i nostri calcoli – ha dichiarato Sargent – dovremmo essere intorno alle sei o sette settimane. Ma potrebbero essere di più o forse anche di meno” ammonisce cautamente Sargent. L’opinione prevalente degli analisti e degli esperti di mercato, fino a questa mattina, era che gli effetti delle svendite di Natale erano stati dubbi. Secondo qualcuno le giacenze non si erano ridotte, secondo altri erano addirittura aumentate arrivando ad 11 settimane e mezzo. Se effettivamente Apple fosse riuscita a ridurre a sei settimane il suo magazzino si tratterebbe di un grande successo, in pratica il ripristino dei livelli dello scorso giugno. Questo però non significherebbe affatto prospettive migliori per il bilancio. Le previsioni restano fissate su perdite per 250 milioni di dollari dovute essenzialmente all’abbattimento dei margini e al basso volume di vendite conseguito dal Cubo.
Apple è stata però solo una delle vittime eccellenti del mercato di dicembre. Praticamente tutti i produttori di PC hanno subito perdite di considerevoli dimensioni. A trarre vantaggio della situazione e, in parte, anche a causarla il debutto di nuovi dispositivi elettronici di fascia consumer e l’esplosione dei PDA. “In aggiunta a ciò – sostiene Kevin Knox di Gartner Group – c’è stato un rallentamento dell’economia americana e il fatto che tutti i produttori non hanno rinnovato la loro gamma poco prima del Natale, come avevano fatto lo scorso anno in vista del 2000”