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Update a MacOs X 10.1 difficile? Ecco perché

Che non tutto sia filato liscio nella distribuzione di MacOs X 10.1 è ormai pacifico. Per capire che cosa sia successo basta visitare il topic del nostro forum che tratta l’argomento
Si potranno trovare decine e decine di messaggi di utenti che hanno cercato in tutti i modi di ottenerne una copia senza riuscirci o riuscendoci solo a prezzo di immani fatiche e qualche arrabbiatura di troppo.

Il perché di tutto questo è piuttosto chiaro: le copie distribuite non erano sufficienti a soddisfare la richiesa così che di update ne sono arrivati pochi e in qualche caso neppure in tutti i punti vendita.

Calcoli sbagliati? Inefficienza nella programmazione? Voglia di far penare più del dovuto i propri clienti che da tempo attendevano quella che secondo molti è la prima relase realmente competitiva con l’ambiente classic? Putroppo non è facile dare una risposta e probabilmente nessuna delle risposte potrebbe eaurire completamente la verità  dei fatti.

Macity ha infatti appreso che i problemi sono stati determinati sia da qualche errore di comunicazione che ha mandato in corto circuito la catena che dal produttore arriva al consumatore, sia da oggettive difficoltà  nel gestire la distribuzione dell’update.

Gli errori a cui facciamo cenno, hanno precisato alcune fonti attendibili interpellate da Macity, sono da riferire alle incomprensioni che hanno indotto la richiesta ad alcuni rivenditori del pagamento di un Euro per ciascuna copia. Senza scendere nel dettaglio della vicenda basti sapere che inizialmente alcuni rivenditori avevano inizialmente appreso che l’update sarebbe stato a pagamento per loro mentre al cliente non sarebbe costato nulla. Un dato che aveva determinato un irrigidimento delle posizioni. La situazione si è poi chiarita ma questo non ha impedito che qualche punto vendita abbia operato con prudenza nel “maneggiare” la distribuzione dell’update.

I problemi maggiori, però, sono giunti dalla scarsa quantità  di update che la sede centrale di Cupertino (e non Apple Italia) ha inizialmente destinato al nostro paese. Si trattava di poche migliaia di copie (quantificabili in una cifra tra le 3000 e le 4000) assolutamente insufficienti a coprire la richiesta.

Un numero così basso di aggiornamento non è statoi stampato per scelta ma per necessità . Apple, infatti, ha dato ordine di stampare un grande numero di updates, in numero perfino superiore (e non di poco) a quello rappresentato dalla somma dei pacchetti full e di quelli inclusi nelle macchine ma per ragioni di capacità  dagli impianti delle terze parti che producono i CD ne possono uscire un numero limitato alla settimana. Apple se avesse avuto più tempo dalla finalizzazione della Golden Master al via alla produzione probabilmente avrebbe avuto la possibilità  di accumulare più scorte e se l’update non fosse stato gratuito, ma a pagamento, probabilmente il numero prodotto sarebbe stato sufficiente perchè la richiesta non si sarebbe ammassata in poche ore. Ma così non è stato….

In aggiunta a ciò va anche considerato che le copie, già  poche, in gran parte non erano state destinate alla distribuzione ai clienti che si recavano in negozio. Anzi la stragrande maggioranza erano destinate all’update delle macchine che se ne stavano giacenti nei magazzini e che erano ancora invendute quindi, dal punto di vista teorico, potevano solo “accompagnare” la vendita di una macchina. Questo non avrebbe impedito che un negoziante “illuminato”, avute le sue poche copie e conoscendo i propri ritmi di smercio, destinasse parte degli update ai clienti che si recavano in negozio per richiederlo, riservandosene solo una parte per le macchine che presumbilmente avrebbe venduto nei prossimi giorni, ma purtroppo pochi hanno ragionato in questo modo.

A complicare il tutto la scelta da parte di Apple di suddividere gli update tra i vari negozi in base al venduto, ovvero in base al numero dei pacchetti di Os X full fatturati e al numero delle macchine commercializzate. Chi, insomma, aveva dimostrato poco interesse nel promuovere il nuovo pacchetto o ha fatturato poche macchine si è trovato anche con pochi pacchetti di update e in qualche caso anche senza nessuno.

Da tutto ciò è scaturita la situazione che tutti conoscono: la distribuzione a macchia di leopardo con qualche negozio che non aveva affatto gli update, qualcun altro che ne aveva pochi e qualcuno che negava di averne per il semplice motivo che o aveva capito che li poteva distribuire solo con le macchine in vendita o temeva di doverli pagare ma di essere obbligato a distribuirli gratuitamente.

La conclusione, in ogni caso e al di là  di ogni spiegazione, è che molti utenti si sono trovati senza update e continuano a cercare il modo di procurarsene uno con qualche comprensibile nervosismo e poca voglia di stare ad ascoltare spiegazioni complesse come quelle che abbiamo fin qui tracciato.

A tutti costoro, comunque, Macity è in grado di dare una buona notizia in grado di suscitare un pizzico di ottimismo. Nel corso della presente settimana, hanno garantito le nostre fonti, chi stampa i CD ha continuato a lavorare a pieno ritmo per coprire la richiesta di Apple così nei magazzini di Cupertino e presso le varie filiali nazionali si sono accumulati un gran numero di pacchetti che arriveranno nei canali già  all’inizio della prossima settimana. Questi pacchetti e i dischi verranno destinati alla distribuzione gratuita privilegiando chi si reca nei negozi e alleviando la richiesta.

Il nostro consiglio, quindi, è quello di avere ancora qualche ora di pazienza evitando di copiare il disco (pratica la cui legalità  è tutta da verificare) in maniera da avere tra le mani l’update ufficiale che include, oltre al CD ufficiale un disco con MacOs 9.2.1 Update full e, soprattutto, un bel manualetto a colori su MacOs X che da solo vale l’attesa. Ci sono consigli sull’installo ma anche consigli sull’utilizzo, tips and tricks e soluzioni ai problemi.

Per chi vuole conoscere il parere dei tanti lettori che lo stanno gia utilizzando consigliamo una visita all’apposita sezione del nostro forum e ai numerosi articoli sull’argomento nelle nostre pagine dedicate a Mac OS X visto da vicino.

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