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Vgate iCar Pro 2S, l’adattatore OBD-II che fa parlare iPhone e Android con l’auto

Sotto il cruscotto della maggior parte delle automobili che circolano oggi sulle nostre strade c’è un connettore che molti proprietari vedono soltanto quando l’auto entra in officina. È la presa OBD-II, o EOBD secondo la denominazione europea, il punto di accesso utilizzato per comunicare con i sistemi diagnostici della vettura.

Attraverso questa presa un meccanico può leggere gli errori registrati dalle centraline, controllare numerosi parametri del motore e cercare di capire perché si è accesa una spia. Da anni, però, non è più necessario possedere uno strumento professionale per accedere almeno a una parte di queste informazioni.

Basta un piccolo adattatore da inserire nella presa OBD-II e un’applicazione sullo smartphone.

Abbiamo provato Vgate iCar Pro 2S, un adattatore Bluetooth molto compatto che ha una caratteristica particolarmente interessante per chi usa un iPhone: utilizza Bluetooth Low Energy e quindi può dialogare direttamente con le applicazioni iOS senza ricorrere alle reti Wi-Fi impiegate da molti vecchi adattatori OBD.

Inoltre permette di conoscere direttamente dati e prestazioni dell’auto senza passare da servizi online e server remoti del produttore del veicolo. Il tutto con una sicurezza in più sulla privacy e con utilità e statistiche di viaggio di cui le auto prodotte tantissimi anni fa non potevano disporre.

Prima di vedere come si comporta conviene però capire cosa succede tra quella presa sotto il cruscotto (generalmente a sinistra in basso del posto guidatore) e lo schermo dell’iPhone o di uno smartphone Android.

OBD-II, una porta sulla centralina dell’auto

OBD significa On-Board Diagnostics. Lo standard nasce principalmente per il controllo dei sistemi dell’automobile legati alle emissioni, ma attraverso la diagnostica è possibile ottenere una quantità di informazioni molto più ampia.

Quando si accende la classica spia gialla del motore, per esempio, una centralina può avere memorizzato un DTC, Diagnostic Trouble Code.

Un codice P0301 può indicare una mancata accensione sul cilindro 1; altri codici possono riguardare sonde lambda, sistema di alimentazione, catalizzatore o decine di altre condizioni di funzionamento.

Leggere il codice è già molto utile perché permette di capire almeno in quale area cercare il problema, ma non significa avere automaticamente individuato il componente da sostituire. La centralina segnala ciò che ha rilevato: interpretarne la causa rimane un lavoro diagnostico.

La porta OBD-II permette inoltre di leggere in tempo reale molti dei valori utilizzati dalle centraline: numero di giri, temperatura del liquido refrigerante, pressione nel collettore, posizione dell’acceleratore, tensione della batteria, correzioni della carburazione e molti altri parametri.

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il connettore femmina con 16 pin nella Citroen C3

La quantità di dati disponibili varia molto da automobile ad automobile. Un’app può mostrare soltanto ciò che le centraline del veicolo mettono effettivamente a disposizione attraverso OBD.

Cosa cambia nell’uso quotidiano

Le lunghe liste di protocolli e specifiche raccontano soltanto una parte dell’esperienza.

Il vantaggio concreto di un adattatore come iCar Pro 2S è soprattutto quello di poterlo lasciare collegato e dimenticarsi quasi della sua presenza.

Quando serve, si apre l’applicazione sull’iPhone e si possono leggere i dati dell’automobile. Se compare una spia motore si può controllare quale codice abbia registrato la centralina; se si vuole seguire l’andamento della temperatura del refrigerante, la tensione della batteria o il comportamento di un sensore, i valori sono disponibili senza dover montare uno strumento esterno.

Naturalmente un lettore OBD non trasforma automaticamente il proprietario dell’auto in un meccanico.

Un DTC indica una condizione rilevata dalla centralina e può essere un ottimo punto di partenza per una diagnosi. Non dice necessariamente quale componente debba essere sostituito. Allo stesso modo cancellare un codice di errore può spegnere una spia, ma non elimina la causa che l’ha accesa.

È però molto diverso arrivare in officina sapendo che la centralina ha registrato un determinato errore, oppure capire che una spia comparsa dopo un evento occasionale non si è più ripresentata, rispetto a non avere alcuna informazione.

ELM327, la sigla che compare quasi ovunque

Chi cerca online un adattatore OBD-II incontra quasi immediatamente la sigla ELM327.

Viene spesso utilizzata come se fosse il nome dell’intero dispositivo, ma originariamente ELM327 identifica il circuito che svolge il lavoro di interprete tra i protocolli utilizzati dall’automobile e i comandi inviati da computer, smartphone o tablet.

Nel corso degli anni il sistema di comandi ELM327 è diventato uno standard di fatto e sul mercato sono comparsi moltissimi chip compatibili e cloni.

È uno dei motivi per cui due adattatori che esternamente sembrano praticamente uguali possono comportarsi in maniera molto diversa. Uno può collegarsi rapidamente alla centralina e mantenere una comunicazione stabile; un altro può perdere pacchetti, rispondere lentamente o implementare soltanto una parte dei comandi previsti.

I dispositivi ELM327 senza marca venduti a pochi euro possono essere sufficienti per una lettura occasionale, ma il prezzo molto basso spesso nasconde proprio queste differenze nell’elettronica interna.

Per chi usa iPhone c’è poi un problema ancora più immediato: non tutti gli adattatori ELM327 Bluetooth possono comunicare con iOS.

Bluetooth non significa automaticamente compatibile con iPhone

Molti adattatori ELM327 economici, soprattutto quelli progettati alcuni anni fa, utilizzano Bluetooth Classic e una comunicazione seriale particolarmente diffusa nell’universo Android e Windows.

Su Android funzionano senza particolari problemi. Collegandoli a un iPhone, invece, si può scoprire che il telefono semplicemente non riesce a utilizzarli con le normali applicazioni OBD.

Per iPhone conviene quindi scegliere un adattatore Bluetooth Low Energy, BLE, oppure un modello Wi-Fi.

Gli adattatori Wi-Fi hanno rappresentato per anni una soluzione pratica per iOS perché creano una piccola rete wireless alla quale collegare l’iPhone. Funzionano, ma nell’uso quotidiano richiedono un passaggio in più: bisogna collegarsi alla rete dell’adattatore e il telefono deve gestire contemporaneamente quella connessione e l’accesso a Internet.

Con Bluetooth LE l’esperienza è molto più trasparente. Si apre l’applicazione, si seleziona l’adattatore e si comincia a leggere i dati.

È proprio qui che entra in gioco Vgate iCar Pro 2S.

Vgate iCar Pro 2S

iCar Pro 2S è uno dei modelli più recenti della famiglia di adattatori OBD-II di Vgate e utilizza una connessione Bluetooth 5.2.

Il produttore dichiara compatibilità con iPhone, dispositivi Android e computer Windows, una velocità dell’interfaccia Bluetooth fino a 3 Mbps, aggiornamento del firmware e supporto dei protocolli OBD-II/EOBD previsti dal dispositivo.

Unboxing e Design

Viene fornito in una piccola scatola nera con un ricettacolo in cartone che ospita il dispositivo di dimensioni veramente ridotte e un manualetto multilingua (compreso qualla italiana) che spiega come fare (e non fare – si veda dopo) il pairing con dispositivi dai vari sistemi operativi. E’ realizzato in termoplastica rigida e sul fronte ha 16

Al di là delle specifiche, una delle caratteristiche che si apprezzano immediatamente è la dimensione di solo 4×4,5×2 cm.

La posizione della presa OBD cambia infatti da automobile ad automobile. In alcuni modelli è nascosta dietro uno sportellino, in altri si trova direttamente sotto il cruscotto e può essere abbastanza vicina alle gambe del guidatore.

Un adattatore molto lungo diventa rapidamente qualcosa da montare quando serve e rimuovere subito dopo. iCar Pro 2S sporge invece relativamente poco e, nelle automobili dove la posizione della presa lo consente, può essere lasciato permanentemente collegato anche perchè, come vedremo, assorbe pochissima corrente e non corre il rischio di essere rimosso dai movimenti delle vostre gambe.

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L’adattatore inserito nel ricettacolo

Può rimanere collegato alla presa OBD

Vgate ha previsto anche una modalità automatica di risparmio energetico.

Secondo i dati dichiarati dal produttore, iCar Pro 2S assorbe circa 34 mA durante il normale funzionamento e può scendere fino a circa 3 mA quando entra in sospensione.

La versione 2S introduce inoltre un sistema di risveglio pensato anche per veicoli ibridi ed elettrici compatibili.

Questo non significa che lasceremmo un accessorio collegato per mesi su un’automobile ferma con una batteria già poco efficiente, ma nell’utilizzo quotidiano lo sleep automatico permette di evitare il rituale di inserimento e rimozione dell’adattatore a ogni viaggio.

Ci sono inoltre protezioni dichiarate contro sovratensione, sovracorrente e temperatura: elementi che diventano più importanti quando si pensa a un dispositivo destinato a rimanere collegato all’impianto elettrico dell’automobile.

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L’adattatore acceso e comunicante con l’iPhone

Con iPhone non bisogna effettuare il pairing dalle Impostazioni

La prima configurazione su iPhone è semplice, anche se può risultare controintuitiva per chi è abituato alle normali periferiche Bluetooth.

Si inserisce iCar Pro 2S nella presa OBD-II, si accende il quadro o si avvia il motore e si controlla che Bluetooth sia attivo sull’iPhone.

A questo punto NON bisogna entrare nella sezione Bluetooth delle Impostazioni di iOS e cercare iCar Pro 2S.

L’adattatore viene selezionato direttamente dall’applicazione OBD.

Con Car Scanner, per esempio, basta impostare come tipo di connessione Bluetooth LE e scegliere il dispositivo tra quelli rilevati nelle vicinanze. L’applicazione effettua quindi il collegamento e controlla la comunicazione con l’interfaccia.

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Collegamento con Car Scanner
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Collegamento con Drive Pulse

Su Android la procedura è differente: Vgate indica il normale pairing Bluetooth con il dispositivo identificato come “Android-Vlink”, utilizzando il PIN 1234, prima di completare la configurazione all’interno dell’app.

Una volta terminata la prima configurazione, nell’utilizzo successivo c’è ben poco da fare: si entra in auto, si apre l’applicazione e ci si collega.

Con le due app principali che vi descriviamo qui sotto l’esperienza di collegamento  è stata immediata: noi l’abbiamo provato con una vecchia Polo Diesel del 2002, una T-Roc del 2021 ed una Citroen E-C3 del 2025. Per le prime due sia Car Scanner che DrivePulse fanno un check e si collegano la prima volta dopo qualche secondo e poi ricordano il collegamento e all’avvio successivo di auto e applicazione ripartono senza problemi con la trasmissione dati.

Per la E-C3 c’è qualche differenza perchè Citroen sembra limitare l’accesso ai dati e Car Scanner ha già implementato un profilo di connessione ad hoc che apre totalmente tutti i PID della centralina Stellantis. Su PulseDrive questo non è ancora possibile ma lo sviluppatore ci ha assicurato che ci sarà un aggiornamento a breve.

Le app: si può cominciare gratuitamente

L’adattatore è naturalmente soltanto metà del sistema. iCar Pro 2S porta i dati della centralina sull’iPhone; è l’applicazione a decidere quali parametri chiedere, come interpretarli e come presentarli.

Per le nostre prove abbiamo utilizzato soprattutto Car Scanner ELM OBD2 (per iOS, iPadOS/Mac e Android) e DrivePulse (al momento solo per iOS).

Le due applicazioni seguono filosofie differenti, ma entrambe possono essere scaricate gratuitamente e questo è utile già prima di entrare nelle funzioni più avanzate: permettono di verificare che automobile, adattatore e iPhone riescano effettivamente a comunicare.

Car Scanner ELM OBD2 è maggiormente orientata alla diagnostica e alla visualizzazione dei parametri: codici di errore, sensori, grafici, cruscotti personalizzati e PID specifici per numerose vetture. Gran parte delle funzioni di base è disponibile gratuitamente; la versione Pro può essere sbloccata tramite acquisto una tantum oppure attraverso formule in abbonamento.

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Car Scanner
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Car Scanner
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Car Scanner

DrivePulse parte invece dall’idea di trasformare l’iPhone in una sorta di computer di bordo e diario dell’automobile, integrando informazioni OBD, viaggi, consumi, stato del veicolo e altri dati. Anche in questo caso il download è gratuito; al momento lo sblocco completo viene proposto come acquisto una tantum da 3,99 euro.

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DrivePulse
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DrivePulse

Ci fermiamo volutamente qui perché le possibilità delle applicazioni dipendono moltissimo dal modello di automobile e meritano una prova sul campo separata. Su DrivePulse abbiamo un approfondimento sulle sue funzioni e un’intervista al suo sviluppatore.

DrivePulse, computer di bordo per auto e moto su iPhone e CarPlay

 

Leggere va bene, scrivere sull’OBD-II richiede più attenzione

Un aspetto importante nell’utilizzo di un adattatore come iCar Pro 2S riguarda la differenza tra leggere i dati dell’automobile e inviare comandi alle centraline.

Quando utilizziamo l’OBD-II per visualizzare il regime del motore, la temperatura del liquido di raffreddamento, la tensione della batteria, la pressione rilevata da un sensore o altri parametri, stiamo essenzialmente interrogando la vettura. L’app chiede un’informazione e la centralina risponde, senza modificare il suo funzionamento.

È anche l’utilizzo che consigliamo a chi si avvicina per la prima volta a questi dispositivi: osservare quello che accade nell’auto senza intervenire sulle sue impostazioni.

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Cosa sono i DTC

Tra le informazioni più utili che si possono leggere attraverso OBD-II ci sono i DTC, Diagnostic Trouble Code, cioè i codici diagnostici di guasto memorizzati dalle centraline quando viene rilevata una condizione anomala.

Sono le sigle del tipo P0301, P0420 o P0171 che compaiono nelle applicazioni diagnostiche e che permettono di restringere il campo nella ricerca di un problema. La lettera iniziale identifica generalmente l’area interessata mentre le cifre successive specificano la tipologia dell’anomalia.

Il DTC racconta quindi che cosa ha rilevato la centralina. Stabilire perché sia successo è il passo successivo della diagnosi.

Leggere un errore e cancellarlo sono due operazioni molto diverse

Le interfacce compatibili ELM327 non servono soltanto a ricevere informazioni. Possono anche trasmettere comandi alla vettura e l’esempio più comune è proprio il pulsante che molte applicazioni presentano come “Cancella errori”, “Clear DTC” o con una formulazione simile.

È una funzione da utilizzare con maggiore attenzione o proprio da evitare.

Cancellare un DTC può spegnere la spia motore e rimuovere dalla memoria della centralina il codice registrato, ma non elimina il problema che lo ha provocato. Se la causa è ancora presente, la centralina rileverà nuovamente l’anomalia e la spia potrà accendersi di nuovo.

C’è anche un altro motivo per non cancellare immediatamente un errore. Insieme al DTC la centralina può conservare informazioni sulle condizioni nelle quali il problema si è verificato, come regime del motore, temperatura o altri parametri. Sono dati che possono essere molto utili per capire l’origine del guasto.

Quando compare una spia conviene quindi prima leggere il codice, annotarlo o fare una schermata e controllare gli eventuali dati associati. Solo successivamente ha senso decidere se cancellarlo ma solo se si è veramente esperti.

Cancellare gli errori può azzerare anche i monitor OBD

La cancellazione dei DTC può inoltre riportare allo stato iniziale alcuni dei cosiddetti readiness monitor, i controlli automatici che la vettura esegue sui sistemi legati alle emissioni.

Dopo il reset alcuni di questi controlli possono risultare temporaneamente “non pronti” e devono essere completati nuovamente dalla centralina durante i successivi cicli di guida.

È un effetto che normalmente non crea problemi nell’utilizzo dell’auto, ma è bene conoscerlo: cancellare tutti gli errori pochi minuti prima di una verifica diagnostica o di un controllo delle emissioni può quindi essere tutt’altro che utile.

Attraverso la presa OBD si può fare molto di più

La normale diagnostica OBD-II è soltanto una parte di ciò che può transitare attraverso il connettore sotto il cruscotto.

Con applicazioni e protocolli specifici del costruttore possono diventare disponibili test degli attuatori, procedure di servizio, reset, adattamenti, codifiche e modifiche di alcuni parametri delle centraline.

In pratica si può passare dalla semplice lettura di una temperatura all’invio di un comando che produce un effetto reale sulla vettura.

In questi casi cambia anche il livello di attenzione necessario. Un parametro modificato senza sapere esattamente a cosa serva, un comando indirizzato alla centralina sbagliata o un’interruzione della comunicazione durante una procedura possono avere conseguenze molto diverse dalla semplice comparsa di un valore errato sullo schermo dell’iPhone.

La regola più semplice: leggere molto, scrivere poco o nulla

Per chi comincia a utilizzare un adattatore OBD-II, la regola pratica può quindi essere molto semplice: leggere molto e scrivere il meno possibile.

Controllare i parametri disponibili, osservare l’andamento delle temperature, verificare la tensione della batteria e soprattutto leggere gli eventuali DTC permette già di ottenere informazioni che normalmente rimarrebbero nascoste dietro una generica spia sul cruscotto.

Quando invece un’app propone di cancellare errori, effettuare un reset, avviare una procedura di servizio o modificare una configurazione, vale la pena fermarsi un momento e capire esattamente quale comando verrà inviato e quale effetto avrà sulla vettura.

Quale ELM327 comprare per iPhone, Android e Mac

La quantità di adattatori OBD-II disponibili online può creare parecchia confusione. La distinzione più importante, prima ancora della marca, riguarda il sistema con cui il dongle comunica con telefono o computer.

Dispositivo Adattatore consigliato Da evitare o verificare
iPhone / iPad ELM327 Bluetooth Low Energy (BLE), come Vgate iCar Pro 2S. In alternativa Wi-Fi. I normali ELM327 Bluetooth Classic economici possono non funzionare con iOS.
Android Bluetooth Classic oppure Bluetooth LE. BLE è preferibile se si vuole usare lo stesso adattatore anche con iPhone. Cloni ELM327 molto economici con elettronica e firmware di qualità incerta.
Mac Adattatore e software con compatibilità macOS dichiarata esplicitamente; in alternativa soluzioni Wi-Fi o USB supportate dal programma scelto. Non dare per scontato che un adattatore BLE per iPhone sia automaticamente supportato anche su macOS.
Windows Bluetooth Classic, BLE o USB in funzione del software diagnostico utilizzato. Verificare driver e compatibilità del programma con l’interfaccia scelta.

Se usate iPhone

La scelta più semplice oggi è un adattatore Bluetooth Low Energy.

Evita di creare una rete Wi-Fi separata, permette all’app di trovare direttamente il dongle ed è utilizzabile anche con Android. Vgate iCar Pro 2S appartiene precisamente a questa categoria.

Se trovate online un generico “ELM327 Bluetooth” a meno di dieci euro e nella descrizione non compare chiaramente BLE o Bluetooth 4.0/5.x compatibile iOS, è meglio verificare prima dell’acquisto.

Se usate Android

Android offre molta più libertà.

Può utilizzare sia i tradizionali ELM327 Bluetooth Classic sia i dispositivi Bluetooth Low Energy. Se l’adattatore verrà impiegato esclusivamente con uno smartphone Android, anche un buon Bluetooth Classic può essere sufficiente.

Se però in famiglia sono presenti sia Android sia iPhone, scegliere direttamente un modello BLE  come il Pro 2s evita di acquistare due adattatori differenti.

Se volete usare un Mac

Qui serve maggiore attenzione.

Car Scanner può essere installata anche sui Mac con chip Apple Silicon grazie alla versione iPad: l’attuale versione dell’App Store richiede macOS 11 o successivo e un Mac con chip M1 o più recente.

Questo non significa però che ogni adattatore compatibile con l’iPhone sia automaticamente garantito anche sul Mac.

Vgate dichiara ufficialmente iCar Pro 2S per iOS, Android e Windows, ma non indica macOS tra i sistemi direttamente supportati. Se l’obiettivo principale è fare diagnostica dal Mac conviene quindi partire dal software che si vuole utilizzare e scegliere un’interfaccia OBD di cui venga espressamente dichiarata la compatibilità con macOS.

Per un utilizzo occasionale Apple, iPhone rimane quindi la strada più semplice e immediata.

Prezzo e reperibilità

Vgate iCar Pro 2S è disponibile anche su Amazon.it. Il prezzo reale varia in funzione del venditore e delle promozioni, ma al momento della nostra rilevazione il riferimento di mercato per il modello 2S si colloca intorno ai 33-36 euro.

È una cifra sensibilmente superiore ai 7-15 euro richiesti da molti ELM327 generici, ma rimane contenuta considerando che si acquista un dispositivo BLE utilizzabile con iPhone e Android, dotato di modalità sleep, aggiornamento firmware e di un’elettronica pensata per rimanere collegata alla vettura.

Su Amazon è importante controllare bene il nome del modello: nel catalogo Vgate sono presenti varie versioni di iCar Pro e prodotti esteticamente molto simili. Se l’obiettivo è utilizzare iPhone, bisogna verificare che si tratti della versione Bluetooth Low Energy compatibile con iOS.

Vale la pena acquistare Vgate iCar Pro 2S?

Per chi utilizza un iPhone e vuole entrare nel mondo OBD-II senza perdere tempo con adattatori Wi-Fi o con vecchi dongle Bluetooth incompatibili, iCar Pro 2S è una scelta molto sensata.

Il vantaggio rispetto al classico ELM327 da pochi euro emerge soprattutto dopo l’acquisto: dimensioni ridotte, collegamento BLE diretto, possibilità di lasciarlo installato e compatibilità con applicazioni molto diverse tra loro.

Non è necessario comprare subito anche del software. Car Scanner permette già gratuitamente di verificare il collegamento, leggere diversi parametri e capire che cosa l’automobile rende disponibile. DrivePulse può essere installata gratuitamente e affronta gli stessi dati da una prospettiva diversa, più vicina alla gestione quotidiana della vettura.

I circa 35 euro richiesti diventano quindi più facili da giustificare soprattutto per chi pensa di lasciare l’adattatore in macchina e utilizzarlo più volte, invece di comprarlo soltanto per cancellare una singola spia.

Chi usa esclusivamente Android e vuole semplicemente leggere un codice di errore una volta ogni due anni può spendere meno scegliendo un buon adattatore Bluetooth Classic. Chi usa iPhone ha invece molte meno ragioni per risparmiare una ventina di euro e ritrovarsi con un dongle che iOS non riesce neppure a vedere.

iCar Pro 2S risolve proprio questo problema: si inserisce nella presa sotto il cruscotto, resta lì e, quando serve sapere cosa sta raccontando la centralina, basta tirare fuori l’iPhone o lo smartphone Android.

 

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