Schiller «Ordini record MacBook Pro, supera tutti i modelli precedenti»

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Il capo del marketing di Apple ci mette la faccia: massima determinazione per il Mac, che non diventerà mai una variazione dell’iPad. Niente schermi touch. Le critiche? Fanno solo bene, anche l’iMac era stato criticato nel 1997

Phil Schiller parla all’Independent. E rilascia un’intervista ricca di particolari e informazioni che aggiungono interessanti elementi alla presentazione dei nuovi MacBook Pro, di cui abbiamo iniziato a parlare qui. In particolare, due elementi significativi sono emersi: l’innovazione dei MacBook Pro di ultima generazione fa vendere tantissimo, più di qualsiasi altra generazione di MacBook Pro al momento del lancio (ma Schiller non quantifica in valore assoluto), e poi iOS e macOS non convergeranno mai.

Cominciamo dal primo elemento. Schiller non ha mezze parole: “Il nostro committment al Mac fisso e portatile non è mai stato maggiore. E siamo orgogliosi di poter dire che il nostro store online ha avuto più ordini per il lancio del MacBook Pro che per qualsiasi altro MacBook Pro precedente. Un sacco di persone sono eccitate come lo siamo noi”.

Jony Ive MacBook Pro 2016

Schiller, a capo del marketing internazionale di Apple e vero e proprio “uomo-azienda”, che con carisma e grinta difende e porta avanti i colori di Apple, non esita a rivendicare i punti di forza: “C’è stato un sacco di dibattito appassionato attorno ai nuovi MacBook Pro. Molte cose hanno impressionato le persone e altre hanno causato controversie”. Alla domanda del giornalista se si aspettava critiche così forti e determinate, Schiller risponde: “Per essere sincero è una sorpresa per me. Ma non dovrebbe esserlo: non ho mai visto un nuovo grande prodotto di Apple che non fosse capace di attrarre la sua dose di critiche e dibattito. E questo va molto bene. Ci siamo presi con coraggio un grosso rischio e ovviamente con ogni passo in avanti c’è da gestire il cambiamento. I nostri clienti sono appassionati, ed è una cosa fantastica”.

Schiller definisce i nuovi MacBook Pro con barra OLED “i migliori notebook mai realizzati” e aggiunge che questo “può non andare bene per tutti i clienti dal giorno uno”. E poi aggiunge: “E questo è ok. Alcune persone si sono sentite in questo modo per il primo iMac e poi la cosa è riuscita molto bene”.

migliori MacBook

Invece, parlando di portatili, iOS e macOS, Schiller è abbastanza netto. Intanto sulla forma dei portatili: sempre più sottili ma fedeli a una forma inventata 25 anni fa da Apple e che “è destinata a restare con noi per altri 25 anni”: niente rivoluzioni touch per lo schermo come fanno “altri” e invece la determinazione a innovare con la Touch Bar che aggiunge funzionalità in modo intelligente e coerente, secondo Schiller. In pratica, arricchisce il computer senza snaturarlo. “Se volete fare un Mac che funziona con il touchscreen bisogna trovare un modo per creare una buona esperienza d’uso alle dita che toccano lo schermo. Mi creda – dice Schiller – abbiamo guardato se era possibile e l’esperienza per l’utente è negativa. Non è altrettanto buona o intuitiva”.

Riguardo alla convergenza iOS-macOS: “Siamo più che determinati nel credere che Mac e iPad/iPhone siano sostanzialmente due prodotti differenti da fare per i nostri clienti e che entrambi siano importanti”. L’esperienza degli apparecchi basati su iOS è a manipolazione a mani nude dei contenuti sullo schermo: polpastrelli sul vetro. ”Vogliamo renderla la migliore esperienza possibile”. Ma quella sul Mac è differente. Manipolazione indiretta, cursori e menu, “Vogliamo rendere anche questa la migliore esperienza possibile”.

record MacBook Pro videocamera MacBook Pro 2016

È proprio l’approccio a cambiare: il Mac ha la barra dei menu fissa in alto, sempre là, che si adatta alle diverse applicazioni mentre iOS non ce l’ha ne mai ce l’avrà, essendo tendenzialmente app centrico e a tutto schermo.

In conclusione, Schiller ribadisce anche un punto che viene messo molto in discussione in questi ultimi tempi, e cioè la mancanza di determinazione di Apple verso il Mac nelle sue forme di fisso e di notebook, rispetto agli apparecchi iOS, questi ultimi evidentemente più popolari e redditizi per Apple. Dice Schiller: “Amiamo il Mac e abbiamo la massima determinazione nel portarlo avanti, sia come desktop che come notebook, come non mai”.

Philip Schiller
Philip Schiller