Schiller «Ecco perché nei MacBook Pro c’è il jack audio ma non lo slot SD»

Phil Schiller dichiara che i nuovi MacBook Pro hanno già segnato un record di ordinazioni rispetto ai modelli precedenti. Il dirigente Apple spiega perché c'è ancora il jack audio ed è stato eliminato lo slot SD

Come ad ogni nuovo hardware presentato, Apple si trova a fronteggiare le accuse lanciate da chi, di volta in volta, non gradisce quello, o quell’altro cambiamento. Questa volta a prendere parola è Phil Schiller, responsabile mondiale marketing di Cupertino, che spiega il perché i nuovi Macbook Pro non hanno lettore di schede SD, ma mantengono il connettore jack cuffie da 3,5mm, rimosso invece da iPhone 7.

In un’intervista con la redazione del The Independent, Phil Schiller discute sullo sviluppo dei MacBook Pro, rispondendo alle perplessità di quanti sottolineano negativamente l’assenza del lettore SD. La prima risposta, giusto per zittire un po’ tutti, non ha natura tecnica, ma commerciale: gli ordini dei nuovi Macbook Pro hanno stabilito un nuovo record di vendite on-line, battendo le vendite dei precedenti notebook Apple sempre appartenenti alla linea Pro.

Accantonati i record di vendite, nell’intervista Schiller si concentra sulle specifiche doglianze relative alla rimozione dello slot per scrivere e leggere le schedine SD, e sulla presenza, invece, del jack cuffie. Per quanto riguarda la mancanza di lettore di schede SD, Schiller ammette senza mezzi termini che si tratta di una porta “ingombrante”, dichiarando che numerosi clienti Apple utilizzano da tempi supporti con formati differenti. In particolare, per ciò che concerne l’utilizzo di camere fotografiche, in gran parte si preferiscono sistemi di trasferimento file wireless, senza necessità di utilizzare schede SD o fili per il passaggio di foto e video su Macbook.

Discorso diverso, ovviamente, per il jack cuffie. Alla domanda diretta, se la scelta di mantenere tale connettore fosse o meno coerente con la filosofia Apple, che invece lo ha rimosso da iPhone 7, Schiller riferisce che notebook e smartphone sono tipologie di dispositivi completamente differenti. Su iPhone, serve soltanto a inserire un qualsiasi paio di cuffie, mentre su Macbook ha altre funzionalità, permettendo ai professionisti di utilizzare monitor da studio, amplificatori e altri dispositivi audio professionali, che non presentano soluzioni di tipo wireless. Insomma, considerando Macbook Pro una macchina anche per professionisti del settore, la scelta di mantenere il jack cuffie era, sostanzialmente, obbligata.

L’intervista si conclude, poi, con la dovuta attenzione sulla nuova Touch Bar, che secondo il dirigente Apple permette un’esperienza più interattiva, che ben si abbina a tastiera e trackpad.

macbook pro