Samsung 6 anni dopo Apple si converte alla ricarica magnetica. Un sistema molto simile (anche se non uguale) al MagSafe emerge da un leak che mostra un accessorio marchiato dalla casa coreana e che riproduce molto fedelmente il caricabatterie della Mela.
Samsung scopre i magneti
Parliamo proprio di un caricatore magnetico, compatibile con il più recente standard Qi2 da 25W, identificato dal modello EP-P2900BBEGWW, apparso sulle pagine di Sammobile, iul sempre informato sito specializzato in prodotti Samsung.
Il caricatore ha la forma rotonda, molto simile a quello di MagSafe o al Pixelsnap di Google, ed è pensato per allinearsi automaticamente allo smartphone.
Il design stesso va in questa direzione. Il disco è sottile, di colore nero, con un cavo intrecciato che ne rafforza l’identità come accessorio “di sistema” e non come caricatore generico.
Essendo un caricabatterie Qi2 di recente generazione, offre fino a 25W in ricarica ma a quanto parte questa potenza sarebbe limitata al Galaxy S26 Ultra, mentre Galaxy S26 e S26+ dovrebbero fermarsi a 20W.
I modelli precedenti compatibili con Qi2, come Galaxy S25 e Galaxy Z Fold7, resterebbero invece a 15W anche utilizzando il nuovo caricatore.
Necessario usare una custodia?
Ricordiamo che Apple ha introdotto MagSafe nell’ottobre 2020, presentandolo insieme alla gamma iPhone 12 come sistema di ricarica magnetica e base per un ecosistema di accessori dedicati. Apple parita da 15W offre ora una ricarica a 25W sugli iPhone più nuovi.
Resta però un’incognita non marginale mentre Apple ha i magneti direttamente dentro al guscio del telefono, il linguaggio utilizzato da Samsung sulla confezione del caricatore, notato da 9to5 Google, suggerisce che per abilitare l’esperienza completa di allineamento magnetico possa essere necessaria una custodia compatibile Qi2, come questa di Canshn, più che una soluzione integrata direttamente nello smartphone.
Se così fosse, la conversione al modello MagSafe apparirebbe incompleta e tutto sommato deludente. Un approccio già visto in passato e che rischierebbe di indebolire il messaggio di questa svolta, perché una ricarica magnetica che passa obbligatoriamente da una cover finisce per somigliare più ad una dichirazione d’intenti che a un reale passo avantio













