Torna l’incubo della Siri in ritardo. Un incubo ancora più spaventoso di quello della scorsa primavera perché qui il ritardo arriva sul… ritardo. A diffondere pessimismo sulla possibilità che Cupertino possa recuperare tutti gli errori e rattoppare i problemi strutturali già tra qualche settimana è il solito Mark Gurman che descrive nei dettagli una situazione che fa immaginare che iOS 26.4 possa non essere quel che si sperava fosse.
Secondo quanto riportato da Bloomberg, infatti diverse funzionalità non possono essere pronte allo stato attuale e rischiano di essere distribuite su versioni successive: alcune in iOS 26.5 atteso per maggio, altre direttamente in iOS 27 previsto per settembre.
Le problematiche emerse nei test interni
I problemi riguardano aspetti centrali del nuovo assistente e toccano sia la qualità delle risposte sia la stabilità complessiva del sistema.
- Siri non elabora sempre correttamente le richieste e in diversi casi impiega troppo tempo per fornire una risposta.
- Sono stati segnalati problemi di accuratezza e un bug che porta l’assistente a interrompere l’utente se parla troppo rapidamente. Le richieste più complesse, che richiedono tempi di elaborazione più lunghi, non vengono gestite in modo affidabile.
- Un ulteriore elemento critico è che la nuova Siri, in alcune situazioni, ricade ancora sull’integrazione con ChatGPT invece di utilizzare la tecnologia proprietaria Apple, anche quando dovrebbe essere in grado di gestire autonomamente la richiesta.

Le funzioni più a rischio
I maggiori e più preoccupanti problemi riguardano però la capacità di accedere ai dati personali e ai contenuti presenti sullo schermo per fornire risposte contestuali. L’obiettivo mostrato nel 2024 era permettere, per esempio, di chiedere a Siri di cercare un vecchio messaggio con un podcast condiviso da un amico e avviarlo immediatamente.
Nelle versioni interne di iOS 26.5 sarebbe presente un interruttore che consente di attivare un’anteprima della funzione, segnale che Apple starebbe valutando un rilascio iniziale con avvertenze sulla possibile instabilità.
In ritardo anche il sistema di comandi vocali avanzati per il controllo delle app, noto come app intents. La promessa è consentire operazioni concatenate con una sola richiesta vocale, come cercare un’immagine, modificarla e inviarla a un contatto. Nei test interni il supporto esiste, ma non funziona in modo affidabile in tutti i casi.
Negli ultimi giorni Apple ha chiesto ai propri ingegneri di utilizzare la prossima versione iOS 26.5 per testare le nuove funzionalità di Siri. Una decisione che sembra confermare che almeno parte delle novità inizialmente previste per iOS 26.4 verrà spostata di almeno una release.
Nelle build interne di iOS 26.5 è ora presente anche un avviso che segnala l’introduzione di miglioramenti a Siri, ulteriore indizio del fatto che il calendario originario sia stato rivisto e che le nuove capacità dell’assistente vengano distribuite in modo progressivo.
Una trasformazione più complessa del previsto
Gli ultimi intoppi si inseriscono in una vicenda che va avanti da tempo. Apple aveva annunciato per la prima volta la Siri completamente rinnovata nel giugno 2024, mostrando funzionalità capaci di accedere ai dati personali e ai contenuti presenti sullo schermo per rispondere in modo più contestuale alle richieste.
La nuova versione dell’assistente avrebbe dovuto consentire anche un controllo preciso delle app Apple e di terze parti tramite comandi vocali, permettendo operazioni articolate senza dover interagire manualmente con lo schermo. Tutte queste novità erano inizialmente previste entro l’inizio del 2025.
Nella primavera dello scorso anno, però, Apple ha comunicato il primo rinvio, spostando l’arrivo della nuova Siri al 2026. Non è mai stata indicata una data pubblica più precisa, ma internamente l’azienda aveva fissato come obiettivo marzo 2026 con iOS 26.4, una scadenza che risultava confermata ancora fino al mese scorso.
I problemi sono di grande portata perchè la Siri rinnovata è costruita su un’architettura completamente nuova, nome in codice Linwood, e si basa sulla piattaforma di modelli linguistici proprietari Apple Foundations Models, che ora integra anche tecnologia proveniente da Google Gemini.












