In occasione dei 50° anniversario dell’azienda, il CEO di Apple, Tim Cook, ha parlato dei suoi rapporti con Donald Trump in una recente intervista con la rivista statunitense Esquire.
Alla domanda se ha imparato ad affrontare il Presidente degli Stati Uniti, Cook ha risposto che “l’amministrazione Trump è molto accessibile”, nel senso che, a suo dire, è aperta all’ascolto e che è relativamente facile ottenere incontri o risposte.
«Puoi parlare con loro del tuo punto di vista sulle cose», ha spiegato Cook. «Potrebbero non essere d’accordo, ma puoi interagire. Puoi essere ascoltato. Potresti non riuscire, alla fine, a convincerli. Ma il confronto, per me, non solo negli Stati Uniti ma in tutto il mondo, è importante perché è molto complesso muoversi tra legislazioni locali, costumi locali, cultura locale e regolamentazioni locali. Ogni paese ha la sua storia. Ognuno guarda le cose in modo diverso.»
«L’unico modo per capirsi davvero è sedersi di fronte a qualcuno e comunicare, interagire», ha aggiunto. «Se entrassi nella mia sala riunioni, vedresti la citazione di Teddy Roosevelt: “Non è il critico che conta” (la frase completa è: “Non è il critico che conta, né l’individuo che indica come l’uomo forte inciampi, o come avrebbe potuto compiere meglio un’azione”, ndr). Non ho mai creduto che limitarsi urlare da bordo campo pro e contro fosse una buona strategia. La tua voce finisce semplicemente dispersa nel vento».

Cook ha proseguito affermando che è importante avere “valori che siano coerenti”, assicurando che i valori di Apple e i suoi personali non sono cambiati. Ha sottolineato l’attenzione dell’azienda verso la privacy degli utenti, l’ambiente, l’accessibilità e l’istruzione.
“Quindi mi vedrete ovunque, e vi chiederete: ‘Oh, sta incontrando qualcuno che ha una visione diversa dalla sua’”, ha concluso Cook. “Penso che sia un bene. Penso che sia positivo. Credo che uno dei problemi del mondo attuale sia l’eccessiva polarizzazione, il fatto che punti di vista differenti non vengano condivisi o discussi. Semplicemente, ci si irrigidisce. E non credo che questo sia un bene”.
Lo scorso mese Cook aveva schivato alcune domande su Trump, spiegando che non si occupa di politica e che la possibilità di incontrare o comunicare direttamente con i leader governativi è necessario per aiutare l’azienda ad affrontare questioni chiave come la produzione e il commercio.



















