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Recensione di iPhone 18 Pro un mese dopo: il vero flagship di Apple

Se c’è una cosa che sicuramente l’iPhone Duo è stato in grado di fare è far sembrare l’iPhone 18 Pro un telefono quasi “economico”. Economico non è, oggettivamente, perché il flagship del 2026-2027 di Apple è un apparecchio che ha tutto e lo fa pagare. Ma come va?

Adesso che è passato un po’ di tempo, possiamo dare un giudizio più articolato. L’iPhone 18 Pro è infatti in vendita in Italia dal 18 settembre 2026 e un mese è il tempo in cui i difetti di gioventù emergono (oppure svaniscono). Nella nostra recensione lo avevamo descritto come un “17 Pro S”: cambia poco fuori e molto sotto la scocca. Quella lettura sostanzialmente regge ancora. Nel frattempo sono arrivati un aggiornamento di iOS, i primi smontaggi, il listino dei ricambi e qualche segnalazione da verificare, e qui si raccolgono questi elementi lasciando intatto il resto.

Le misure di allora, un mese dopo

Le prove descritte nella recensione erano state condotte su iPhone 18 Pro e nulla di ciò che è venuto dopo le contraddice. I cicli di ricarica sono ancora troppo pochi per avere un impatto significativo sulla batteria, mentre dopo una settimana la durata si è assestata, segno che il processo di ottimizzazione (particolarmente laborioso per iOS 27, con forum online in cui sono stati segnalati alcuni casi di blocco dei progressi per lunghi periodi) era completamente terminato.

Il vantaggio di A20 Pro si vede soprattutto sotto sforzo: nel test di stress 3DMark Wild Life Extreme abbiamo ottenuto 9053 punti nel ciclo migliore e 5627 nel peggiore, contro 5594 e 3606 di iPhone 17 Pro, quindi il ciclo peggiore del nuovo modello vale il migliore del vecchio. Nell’uso di tutti i giorni la differenza resta quasi invisibile, mentre la camera di vapore più grande si riconosce nel calore, meno marcato e più progressivo.

Anche i numeri di Geekbench confermano la scala del vantaggio: +27% in single-core, +29,4% in multi-core e +46,5% nella grafica rispetto a iPhone 17 Pro. Sono incrementi corposi, ma lo stress test di 3DMark aggiunge un dato che i punteggi di picco non mostrano: la stabilità delle prestazioni nel tempo si ferma al 62,2%, contro il 64,5% del modello precedente. A20 Pro raggiunge valori assoluti più alti, ma non conserva una frazione maggiore della propria velocità iniziale, e questo aiuta a capire perché nell’uso quotidiano il salto si percepisca poco.

L’autonomia segue la stessa traiettoria. L’etichetta energetica europea assegna al 18 Pro 52 ore per ciclo contro 47 del modello precedente (l’iPhone 18 Pro Max segna invece, 62 ore), e nelle nostre giornate abituali il telefono arrivava a sera con circa il 30% di carica residua; nella giornata più dura, con navigazione quasi continua, fotocamera e rete in uso intenso, siamo arrivati a sera con un 10% scarso. Per la ricarica vale la condizione già raccontata: con un caricatore da 65 watt a tensione regolabile abbiamo raggiunto il 50% in 15 minuti e il 90% in 45, mentre con un alimentatore da 140 watt privo di quella funzione i tempi si sono quasi sovrapposti a quelli del 17 Pro.

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Face ID, un riavvio e una correzione

Il difetto più visibile del primo mese riguardava Face ID. Su alcuni iPhone 18 Pro e Pro Max, dopo un riconoscimento fallito durante l’accesso a contenuti protetti, per esempio l’app Password o le schede private di Safari, lo schermo smetteva di rispondere e il telefono si riavviava. Ne avevamo scritto il 28 settembre, notando che il guaio non compariva nel normale sblocco dalla schermata di blocco e non colpiva tutti gli esemplari. Lo stesso giorno Apple ha distribuito iOS 27.0.1, che corregge il riavvio, un artefatto cromatico nelle foto a zoom 2x con apertura f/1,48 su un numero ridotto di esemplari e un blocco del tocco che si verificava aprendo insieme Centro notifiche e Centro di Controllo, difetto di sistema osservato anche su iPhone Air.

La causa tecnica non è stata spiegata. Il nuovo sensore a infrarossi di Face ID, spostato sotto lo schermo per ridurre la Dynamic Island, resta il principale sospettato ma senza prove, e il fatto che sia bastato un aggiornamento suggerisce un errore di programma più che di componenti. Per quei casi in cui il problema persiste, invece, e continua a vedere riavvii in situazioni diverse dall’autenticazione, dovrebbe fare un backup, annotare quando accadono e rivolgersi all’assistenza, che può leggere i dati diagnostici.

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Dentro il telefono: riparazioni e memoria

Lo smontaggio di iFixit, che abbiamo raccontato nel dettaglio, ha assegnato un 7 su 10 provvisorio alla riparabilità. La batteria si estrae senza colla, ma quasi tutti gli interventi passano dalla rimozione dello schermo, e il diaframma variabile della fotocamera è costruito per non essere riparato: se una lamella si bloccasse, secondo iFixit andrebbe sostituito l’intero modulo della fotocamera principale. Per orientarsi, nel listino italiano dei ricambi la sostituzione della fotocamera posteriore fuori garanzia costa 299 euro, mentre la batteria è salita a 149 euro, 14 euro più del 17 Pro, che costava 135 euro, un rincaro del 10,4% per un ricambio che prima o poi molti utenti dovranno acquistare.

Un test indipendente su un iPhone 18 Pro Max da 1 TB ha rivelato una memoria di tipo QLC. Nella fase iniziale la scrittura viaggia intorno a 3000 megabyte al secondo (MB/s) grazie alla cache SLC, poi scende a 578 MB/s quando la cache si esaurisce; solo con scritture molto lunghe sulla QLC, a telefono pieno al 60%, la media cala intorno a 45 MB/s, con minimi di 1,1 MB/s. Nell’uso normale il problema non si presenta: riguarda registrazioni lunghe in ProRes, grandi trasferimenti e ripristini di backup, come abbiamo spiegato. Non è noto se tutti gli esemplari da 1 TB montino quella memoria e il taglio da 2 TB non è stato provato. Conta per chi spende 2239 euro per il Pro da 1 TB o 2389 per il Pro Max e li usa per lavorare.

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Altoparlanti e intelligenza artificiale: due punti aperti

Dalle prime settimane dopo il lancio circolano segnalazioni di crepitii e piccoli scoppiettii dagli altoparlanti, che non abbiamo riscontrato personalmente, su entrambi i modelli. Lo segnaliamo soprattutto perché Apple non li ha compresi tra le correzioni di iOS 27.0.1 e non ne ha indicato l’origine; qualcuno racconta di aver ritrovato il difetto anche sull’esemplare sostitutivo, il che lascia in piedi l’ipotesi hardware. Sono racconti raccolti sui forum e la diffusione non è misurabile.

Il secondo punto aperto riguarda ciò che A20 Pro dovrebbe rendere possibile. Il Neural Engine raddoppia a 32 core e nei nostri test con Geekbench AI abbiamo misurato guadagni tra il 27% e il 34%, ma come sappiamo purtroppo Siri AI al momento non è disponibile su iPhone nell’Unione europea, decisione che Apple attribuisce alle regole europee sui mercati digitali, come abbiamo ricordato nell’elenco delle funzioni di iOS 27 che in Italia ancora mancano. La riserva di potenza di cui parlavamo nella recensione resta quindi senza un impiego concreto per chi usa iPhone in Italia.

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Giudizio finale

A un mese dal debutto iPhone 18 Pro resta ciò che avevamo scritto: un “17 Pro S” con batteria, ricarica e gestione del calore migliori in modo misurabile e una fotocamera che concede più controllo a chi vuole usarlo. I difetti del software di lancio sono stati sostanzialmente corretti; per quelli che richiederebbero un intervento sull’hardware, se esistono, manca ancora una dimensione certa.

Per chi arriva da iPhone 14 Pro il salto è grande, come avevamo spiegato nel confronto tra le due generazioni. Per chi possiede un 17 Pro il cambio continua ad avere pochissimo senso, e con un listino che parte da 1489 euro per il Pro da 256 GB e da 1639 euro per il Pro Max la valutazione si fa più severa. Più complicata la posizione di chi ha un 15 Pro e un 16 Pro. In questo caso l’aggiornamento ha relativamente senso: contano soprattutto stato del dispositivo, batteria e valore dell’usato.

Voto: 8

Pro

  • Autonomia e ricarica: 52 ore per ciclo nell’etichetta europea del Pro e metà batteria in 15 minuti con l’alimentatore adatto.
  • Calore sotto controllo: nel nostro stress test il ciclo peggiore di iPhone 18 Pro eguaglia il migliore dell’iPhone 17 Pro Max.
  • Fotocamera più flessibile: diaframma variabile, controlli manuali e Stili fotografici danno più margine a chi vuole intervenire sullo scatto.

Contro

  • Prezzo: 1489 euro per il Pro da 256 GB, 150 euro più del 17 Pro, e 400 euro in più a 1 TB.
  • Novità poco visibili: per chi ha già un 17 Pro l’esperienza quotidiana resta quasi identica.
  • Zone grigie: riparabilità del diaframma, memoria da 1 TB sotto scrittura prolungata e crepitii degli altoparlanti attendono chiarimenti.

Prezzi e disponibilità

256GB

512GB

1TB

2TB

iPhone 18 Pro Max

256GB

512GB

1TB

2TB

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