Apple rifiuta di riparare in garanzia un MacBook Air sostenendo che il difetto è solo estetico. Il cliente però non si arrende, porta il caso in tribunale e dopo anni ottiene ragione: rimborso completo e risarcimento danni.
È la storia raccontata dal sito francese Macg, che riporta il caso di un utente deciso ad andare fino in fondo pur di far valere i propri diritti. Una vicenda che riapre una questione tutt’altro che rara: la classificazione di un difetto come “estetico” può diventare decisiva per ottenere o meno la riparazione in garanzia.
Nel 2020 Lawrence Haulotte acquista un MacBook Air per 940 euro. Dopo circa un anno e mezzo nota che la guarnizione attorno allo schermo inizia a deteriorarsi, con il rischio di lasciare entrare polvere o umidità nel display. Un difetto che, secondo il cliente, non aveva nulla di puramente estetico.
Forte della garanzia legale di conformità, si rivolge a un Apple Store per ottenere la riparazione gratuita. Ma al Genius Bar la risposta è negativa: per Apple si tratta solo di un problema estetico non coperto dalla garanzia.
A quel punto decide di cambiare strada e avvia una procedura legale poco conosciuta ma accessibile anche ai privati: il procedimento europeo per le controversie di modesta entità, che consente di presentare un reclamo nei confronti di un’azienda per controversie fino a 5.000 euro (spese escluse) in qualsiasi Paese dell’Unione Europea.
«Qualche giorno dopo ricevo una lettera dagli avvocati di Apple. Comincio a preoccuparmi perché non sono nessuno rispetto a loro. Mi fanno capire, in termini di diritto, che non avrò possibilità e mi danno appuntamento in tribunale», spiega.
L’uomo non si lascia scoraggiare e valuta di farsi assistere da un avvocato, ma l’ammontare delle parcelle lo dissuade. Decide quindi di presentarsi da solo davanti ai legali di Apple presso il tribunale giudiziario di Lione nell’aprile 2025.
Davanti alla giudice sostiene che il difetto non è un caso isolato e che non si tratta di un semplice problema estetico. Porta come prova proprio il suo computer.

La sentenza arriva nel gennaio 2026: Apple è condannata a versare 1.000 euro di risarcimento danni, oltre al rimborso del prezzo d’acquisto del computer. Un esito inaspettato per Lawrence Haulotte, che non ci sperava più dopo quattro anni dall’avvio della procedura.
L’uomo ora desidera far conoscere il suo caso per incoraggiare altri consumatori: «Non mi aspettavo tanta resistenza da parte di Apple per una riparazione che sarebbe costata loro 50 euro. Ma è una precisa strategia: perché molti non arrivano fino in fondo».
Le decisioni prese nell’ambito delle controversie di modesta entità sono valide in tutta l’Unione Europea e possono essere fatte valere anche negli altri Paesi membri.

















