Da un audit indipendente sulla privacy del traffico web di Microsoft, Meta e Google emerge che le aziende in questione violano diverse norme previste in California sulla privacy, preferendo accumulare miliardi di dollari in multe. Le aziende non temono le sanzioni e secondo Timothy Libert, fondatore di webXray ed ex responsabile della policy sui cookie di Google, sono diventate un sostituto delle tasse, con le aziende che possono permettersi di pagare multe per sempre.
Secondo l’analisi del motore di ricerca orientato alla privacy webXray, il 55% dei siti controllati ha installato cookie pubblicitari nel browser dell’utente anche in presenza di un esplicito rifiuto al tracciamento.
Tutte le aziende coinvolte hanno contestato o sollevato obiezioni sulla ricerca; Google, in particolare, ha affermato che lo studio si basa su un «fraintendimento fondamentale» del funzionamento del proprio prodotto.
Dall’audit indipendente condotto da webXray su oltre 7.000 siti web molto noti in California, emerge che Google ignora la richiesta di opt-out l’86% delle volte, Meta il 69% e Microsoft il 50%. In più della metà dei casi analizzati, cookie pubblicitari vengono installati nel browser anche quando l’utente chiede esplicitamente di none essere tracciato.
In California esiste il cosiddetto Global Privacy Control (GPC), una delle norme sulla privacy più stringenti negli USA e che – tra le altre cose – permette agli utenti di rifiutare la vendita dei propri dati personali. Un sistema denominato Global Privacy Control (GPC) invia un segnale ai siti web per segnalare la volontà dell’utente di non essere tracciato.
Timothy Libert, fondatore di webXray ed ex responsabile della policy sui cookie di Google, ha lasciato quest’ultima azienda nel 2023 ha lasciato Google nel 2023 dopo che, a suo dire, un suo superiore gli aveva detto testualmente che il suo lavoro era proteggere l’azienda, non gli utenti. webXray è stata fondata con l’obiettivo di mostrare cosa succede dietro le quinte.


















