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Su Apple Music una invasione di brani generati con l’AI ma nessuno li ascolta

Oliver Schusser, vice presidente di Apple responsabile Apple Music, ha riferito che, sebbene la musica generata dall’intelligenza artificiale rappresenti ormai una quota considerevole dei brani inviati alla piattaforma, questa costituisce una parte pressoché nulla di quello che le persone ascoltano effettivamente.

In una intervista Schusser ha evidenziato lo squilibrio spiegando che oltre un terzo dei brani inviati al servizio è “al 100% IA”, ma gli ascolti di questi brani rimangono al di sotto dello 0,5%.

A quanto pare Apple sta adottando misure proattive per fare in modo che la musica generata dall’intelligenza artificiale non comprometti l’integrità della piattaforma. Cupertino sta chiedendo alle etichette e ai distributori di dichiarare l’uso dell’intelligenza artificiale nei brani, affidandosi allo stesso tempo a sistemi interni per analizzare i contenuti in entrata e verificare le indicazioni dei creatori.

Gli strumenti in grado di generare brani completi con un minimo semplici indicazioni testuali hanno reso facile per chiunque inondare le piattaforme di streaming con nuovo materiale. Tuttavia, riferisce Billboard, il comportamento degli ascoltatori non segue di pari passo la moda dell’AI. “La realtà è che l’utilizzo della musica IA su Apple Music è davvero minimo,” ha riferito Schusser. “Arrotondo, ma è al di sotto dello 0,5% di utilizzo.”

La scoperta della musica si basa sulla rilevanza culturale, sull’identità dell’artista e sulla promozione editoriale. Questo limita la portata dei brani anonimi o prodotti in serie.

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Per quanto riguarda la disponibilità gratuita di brani, Schusser sostiene che che i piani gratuiti supportati dalla pubblicità “svalutano la musica” soprattutto tenendo conto della scarsissima monetizzazione che artisti e autori riceverebbero in cambio.

Apple può in ogni caso permettersi questa posizione perché il suo dei servizi è supportato dall’hardware. Apple Music è parte di un ecosistema più ampio, piuttosto che un motore di entrate a sé stante. L’azienda privilegia la cura dei contenuti, la radio e l’integrazione con i dispositivi rispetto alla disponibilità di grandi quantità di brani a funzionalità basate sugli algoritmi. Da questo punto di vista anche l’Audio Spaziale evidenzia questo approccio”.

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