Google dice no al Liquid Glass. Mentre il redesign visivo di iOS ha scatenato una corsa all’imitazione, con sviluppatori di app, produttori di smartphone e intere piattaforme che cercano di replicare l’estetica a vetro che Cupertino ha messo al centro del proprio sistema operativo, Big G va in una direzione diversa e lo dice chiaramente.
Sameer Samat, President of Android Ecosystem di Google, ha risposto questa settimana su X a un mockup che mostrava Liquid Glass applicato a un Pixel. Risposta secca, senza appelli: “not happening”. Non sta succedendo.
Questo avviene mentren Samsung, Xiaomi e Oppo/OnePlus si sono già mosse in direzione opposta, adattando le proprie versioni di Android con trasparenze, superfici riflessive e pulsanti flottanti che sembrano usciti direttamente da un iPhone.
Not happening! Y’all are wild. 😂
— Sameer Samat (@ssamat) May 5, 2026
Google, invece, preferisce (giustamente) seguire il suo proprio linguaggio visivo, mantenendo coerenza con il Material Design giunto oggi all’evoluzione attuale con Material 3 Expressive, un sistema che secondo i test interni dell’azienda produce risultati migliori per gli utenti. Copiare l’estetica di iOS significherebbe buttare via quel lavoro per inseguire una moda.
Blur sì, Liquid Glass no
Da Google sappiamo che tra le cose che cambieranno con Android 17 introdurrà ci sarà più blur nell’interfaccia, ma blur e Liquid Glass non sono la stessa cosa: il design di Apple è un sistema visivo strutturato, non una semplice sfocatura applicata agli elementi dello schermo.
Il quadro completo arriverà il 12 maggio con The Android Show, che Google ha già anticipato come “uno degli anni più grandi di sempre per Android”. Lì capiremo se il no di Samat al Liquid Glass si traduce in una visione alternativa concreta, o se è semplicemente la risposta a un mockup su X.











