Apple sostiene la medesima posizione di Google riguardo alle critiche da parte dell’autorità di regolamentazione antitrust dell’UE che vorrebbe costringere il colosso delle ricerche a offrire ai rivali dell’IA ad accedere ai servizi di Big G, affermando che le misure proposte comportano rischi per la privacy, la protezione e la sicurezza.
Lo riferisce Reuters spiegando che Apple ha risposto alla richiesta di pareri presentata il mese scorso dalla Commissione Europea in merito alla bozza di misure che dovrebbero aiutare Google a conformarsi al Digital Markets Act (DMA), il regolamento europeo sui mercati digitali nato per contrastare gli abusi di posizione dominante prima che si verifichino.
Secondo Google, le proposte dell’UE – che consentirebbero ai servizi Ai dei concorrenti di interagire con le app Android per inviare email, ordinare cibo o condividere foto — metterebbero in pericolo privacy e sicurezza per gli utenti europei.
Apple, anch’essa soggetta alle proposte dell’UE per l’apertura del proprio ecosistema, ha dichiarato di avere un forte interesse nel caso, considerati i propri sistemi operativi per iPhone, iPad e computer Mac, evidenziando le implicazioni più ampie su come le piattaforme debbano gestire l’accesso all’IA da parte di terzi.
«Le bozze di misure sollevano preoccupazioni urgenti e serie. Se confermate, comporterebbero rischi elevati per la privacy, la protezione e la sicurezza degli utenti, nonché per l’integrità e le prestazioni dei dispositivi», ha dichiarato la Mela nella sua nota ufficiale.
E ancora: «Tali rischi sono particolarmente gravi nel contesto di sistemi di IA in rapida evoluzione, le cui capacità, comportamenti e vettori di minaccia rimangono imprevedibili, come stiamo vedendo ormai di continuo».
La multinazionale di Cupertino mette in discussione anche le competenze tecniche e l’obiettivo dell’autorità di regolamentazione dell’UE: «La Commissione Europea sta riprogettando un sistema operativo. Sta sostituendo le valutazioni degli ingegneri di Google con il proprio giudizio, basato su meno di tre mesi di lavoro. Tutto ciò è ancora più pericoloso se si considera che l’unico valore distinguibile dalle bozze di misure che guidano questo lavoro sembra essere l’accesso aperto e illimitato».
L’impatto del Digital Markets Act sugli utenti in Europa secondo Apple
Non è la prima volta che Apple prende di mira l’UE su tali questioni. A settembre dello scorso anno, parlando del Digital Markets Act (DMA), Apple aveva spiegato: “Ci sta obbligando ad apportare alcune modifiche preoccupanti al modo in cui progettiamo e offriamo i prodotti ai nostri utenti in Europa”.
Secondo Apple, il DMA obbliga l’azienda a fare in modo che determinate feature funzionino anche su prodotti e app non Apple “prima ancora di poterle renderle disponibili agli utenti”, “una misura che richiede un notevole lavoro di ingegneria e ci ha già obbligato a ritardare la disponibilità di alcune funzioni nell’Unione Europea”.
Le autorità di regolamentazione affermano che il DMA promuove la concorrenza e offre ai consumatori europei una scelta più ampia. Secondo Apple la legge non mantiene quelle promesse: “In realtà, sta avendo alcuni effetti opposti, con funzioni che arrivano in ritardo o non sono disponibili, gli utenti dei Paesi EU” comporta “ameno differenziazione” e “concorrenza sleale”.













