Con molta probabilità Apple presenterà iPhone 18 Pro e iPhone 18 Ultra a settembre, smartphone che integreranno la versione 2026 del chip serie Ax che siamo abituati a vedere aggiornato anno dopo anno.
Come già visto negli anni precedenti, il nuovo chip sarà probabilmente disponibile nella variante A20 e nella variante A20 Pro, con differenze in termini di core e acceleratori neurali.
Non vi è al momento nessuna certezza sulle novità specifiche dei chip A20 e A20 Pro ma il sito statunitense Macworld ha messo insieme le indiscrezioni raccolte finora evidenziando quello che c’è da aspettarsi in termini di prestazioni.
Chip a 2nm
L’A19 Pro sfrutta la tecnologia “N3E” a 3nm di TSMC; l’A20 Pro dovrebbe sfruttare una tecnologia ancora più avanzata, a 2nm, processo produttivo che dovrebbe offrire una densità di transistor superiore di circa il 15% per chip come quelli di Apple, ottenendo miglioramenti sia in termini di prestazioni, sia in termini di consumo energetico.
Semplificando, il nuovo processo produttivo offre ad Apple maggiore “area di lavoro”, spazio potenzialmente utile per inserire un maggior numero di core e cache, area sfruttabile anche per il design dei core con prestazioni più elevate, il tutto tenendo conto dei compromessi energetici e termici richiesti dagli smartphone.
Si vocifera che Apple sfrutterà un nuovo processo di packaging dei chip, chiamato Wafer-Level Multi-Chip Module (WMCM). Si tratta di un metodo per collegare tra loro parti di più die di silicio in modo estremamente veloce. Apple dovrebbe essere in grado di posizionare i chip della RAM lateralmente anziché sovrapporli al processore principale, senza sacrificare la velocità. Questa scelta comporta che il chip occupi un po’ più di spazio orizzontale sulla scheda madre, ma tale scelta dovrebbe favorire un raffreddamento migliore sia del processore A20 sia della RAM.

Performance CPU
I miglioramenti delle prestazioni della CPU di Apple sono stati costanti nel tempo. Sia le prestazioni single-core, sia quelle multi-core mostrano un ritmo regolare di incrementi, quasi lineare, anno dopo anno. Anche il 2026 non sarà di meno con le performance dell’A20: vedremo probabilmente ancora una CPU con 6-core, due core ad alte prestazioni e quattro core ad alta efficienza. Con l’arrivo del chip M5, Apple ha ribattezzato i core ad alte prestazioni in “Super Core”, indicazioni che ritroveremo con probabilità anche sul’A20 Pro.
Il punteggio Geekbench stimato della CPU in single-core si attesta intorno ai 4.200, elemento che posizionerebbe l’A20 Pro nella stessa categoria dell’M5 (per quanto riguarda un singolo core ad alte prestazioni), e ben al di sopra dei migliori processori desktop di Intel e AMD o di qualsiasi processore presente in un telefono Android (Cupertino è talmente avanti nelle prestazioni in single-core che su questo versante non ha senso fare paragoni con nessun smartphone Android attuale).

Le performance multi-core cin l’A20 pro probabilmente permetteranno di superare i 10.000 punti nei test Geekbench; alcuni dispositivi Android raggiungono già questo punteggio, così come la maggior parte dei processori moderni destinati a laptop e desktop. Ovviamente vedremo migliorie in termini di prestazioni multi-core, ma l’A20 manterrà con ogni probabilità lo scettro nelle valutazioni delle prestazioni nel settore smartphone.

Performance GPU
Sul versante GPU, quest’ultima influisce sulle prestazioni in generale perché impiegata anche per compiti di calcolo parallelo, come l’esecuzione di algoritmi di machine learning. Le prestazioni della GPU dipendono solitamente in larga misura anche dalla larghezza di banda della memoria, che viene condivisa con il resto del chip.
L’incremento delle prestazioni della GPU nei chip della serie A di Apple ha visto nel tempo un andamento irregolare. A volte l’architettura della GPU non è cambiata molto, limitandosi a una velocità di clock superiore, con un po’ più di cache o di larghezza di banda della memoria; altre volte, Apple ha apportato modifiche sostanziali all’architettura per aumentare l’efficienza e aggiungere nuove funzionalità. Non sappiamo cosa aspettarci quest’anno, ma possiamo presumere che Apple consideri la GPU una grande priorità, anche per l’importanza delle performance legate l’intelligenza artificiale.
Le prestazioni della GPU di Apple hanno fatto un grande balzo in avanti lo scorso anno, grazie a una nuova architettura ad hoc; probabilmente quest’anno non saliranno altrettanto vertiginosamente, ma sembra ragionevole aspettarsi un incremento superiore al 10%. Per quanto concerne le prestazioni nel rendering grafico 3D di alto livello, es. nei giochi premium AAA, anche in questo caso lo scorso anno abbiamo visto un grande miglioramento con l’architettura della GPU nell’A19 Pro, ma nella maggior parte degli altri anni i guadagni sono stati meno sorprendenti. Ottenere oltre 50 fotogrammi al secondo con il benchmark 3DMark Solar Bay Unlimited sarebbero un buon risultato, spiega MacWorld: significherebbe più che raddoppiare le prestazioni grafiche nel mondo reale in soli tre anni.
Con un benchmark meno impegnativo come Wild Life Unlimited, Apple ha superato la soglia dei 100 fotogrammi al secondo due anni fa e non è assurdo pensare che questa volta potremmo vedere un risultato superiore a 150, un miglioramento di circa il 65% in tre anni.

Neural Engine
Apple offre una NPU (Neural Processing Unit) dedicata ( il cosiddetto “Neural Engine”) fin dall’introduzione dell’A11 con l’iPhone X. Il primo Neural Engine era in grado di eseguire 600 miliardi di operazioni al secondo, mentre gli ultimi chip di Apple superano i 35 mila miliardi di operazioni al secondo. Questo “motore” consente di eseguire calcoli simili a quelli che è possibile eseguire con la GPU, ma è progettato specificamente per eseguire operazioni specializzate richieste dalla maggior parte dei modelli di intelligenza artificiale e machine learning. Non si tratta solo di Siri o di Apple Intelligence: il Neural Engine viene utilizzato in numerosi altri contesti, dallo scatto delle foto alla registrazione di audio senza rumore di fondo, fino alla copia del testo da un’immagine.
Con la forte spinta verso modelli di IA complessi e all’avanguardia, le NPU sono più importanti che mai, e le loro prestazioni non crescono necessariamente in modo proporzionale; la larghezza di banda della memoria, la cache e il supporto per speciali formati di dati compressi giocano un ruolo fondamentale nelle prestazioni.
Geekbench prevede un test separato per l’IA che prevede l’esecuzione di comuni attività di machine learning e intelligenza artificiale sulla CPU, sulla GPU o sulla NPU. Esaminando i risultati ottenuti eseguendo il test sulla NPU, s notano grandi miglioramenti, tra cui un quasi raddoppio dei risultati negli ultimi tre anni.
È probabile che Apple punterà molto sulla NPU e che assisteremo a un altro grande balzo in avanti nelle prestazioni della NPU, alla stregua di quanto visto dall’A17 all’A18.

RAM e altri componenti
Oltre a CPU, GPU e NPU, altri elementi importante dell’A20 Pro sarà la RAM. Probabilmente è presto per aspettarsi le memorie LPDDR6 e il grande incremento di larghezza di banda ed efficienza che porteranno; Apple utilizzerà probabilmente memorie LPDDR5x ad alta velocità e forse un bus di memoria più ampio. L’AI richiede grandi quantità di memoria RAM: l’A20 integrerà 12GB di memoria RAM (4GB in più rispetto agli 8GB dell’A19 standard), elemento che farà la differenza, con migliorie che si dovrebbero notare con i servizi di dettatura e la voce di Siri più espressiva. La RAM è diventata molto costosa ma non sorprenderebbero 16GB con l’A20 Pro.
Sul versante wireless, Apple ha sfruttato il chip C1 per il 5G nell’iPhone 16e e il C1X nell’iPhone Air che è sia più veloce sia più efficiente dal punto di vista energetico. I nuovi iPhone potrebbero ancora il C1X, ma non è da escludere il C2, chip-modem che dovrebbe migliorare ulteriormente le prestazioni, aggiungere il supporto mmWave in alcuni mercati e ottimizzare ancora di più la durata della batteria. Sui dispositivi Pro la Mela ha finora utilizzato chip-modem di Qualcomm, in grado di supportare sia bande sub-6GHz sia mmWave.
Apple ha anche un proprio chip Wi-Fi e Bluetooth: l’N1: è probabile che Apple continuerà a sfruttare ancora questo chip dal moretto che supporta già il Bluetooth 6 e il Wi-Fi 7. Un chip N2 non è ancora previsto, ma se Apple annunciasse un N1X in grado di migliorare l’efficienza energetica, la scelta non sorprenderebbe.



















