Il CES in Italia. Milano ci crede e la più importante fiera tecnologica al mondo sbarca qui da noi. Con due anni di lavoro diplomatico serrato la città metropolitana guidata dal sindaco Giuseppe Sala, assieme alla Regione Lombardia e alle associazioni ed enti del territorio (più l’ICE, l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane) hanno raggiunto l’obiettivo. Il prossimo 21 ottobre in Fiera a Milano e poi in città con il modello “diffuso” del fuori salone si terrà per la prima volta CES Unveiled, evento del percorso di avvicinamento alla fiera di Las Vegas.
Il protocollo d’intesa sottoscritto dal sindaco di Milano, dal presidente della Regione Lombardia e dalle autorità locali è stato presentato alla stampa la mattina del 21 luglio, a Palazzo Marino, sede del comune di Milano.
Un accordo a più mani
Il documento porta le firme di Giuseppe Sala per il Comune di Milano, di Attilio Fontana per la Regione Lombardia, di Giovanni Bozzetti per la Fondazione Fiera Milano e di Sergio Rossi per Formaper, il braccio operativo della Camera di commercio di Milano Monza Brianza e Lodi dedicato alla promozione di impresa.
Hanno apposto la propria firma anche Massimo Dal Checco per Anitec-Assinform, Andrea Orlandi per il comune di Rho, Alvise Biffi per Assolombarda, Marco Barbieri per Confcommercio Milano Lodi Monza Brianza, Paola Generali per Assintel e Matteo Zoppas, presidente dell’ICE. Una filiera così ampia racconta da sola quanto la posta in gioco sia stata considerata strategica per l’intero sistema economico lombardo, non solo per la città capoluogo.
Ha iniziato la conferenza stampa Zoppas, che ha ricostruito un negoziato lungo circa due anni, condotto in concorrenza diretta con Amsterdam, e chiuso con la scelta definitiva di Milano da parte della Consumer Technology Association, l’organizzazione statunitense che ogni gennaio riunisce a Las Vegas decine di migliaia di partecipanti e 4mila espositori.
L’edizione 2026 del Consumer Electronics Show ha confermato quanto la fiera resti il termometro più affidabile delle tendenze hi-tech globali. Portare in Europa una costola di quell’ecosistema significa offrire alle aziende italiane un trampolino diretto verso il mercato statunitense e verso l’edizione di Las Vegas del 2027, riservata alle startup selezionate a Milano.
I numeri di un mercato che pesa
Il sindaco Sala ha inquadrato l’operazione dentro una cornice di dati che pesano sul tessuto italiano. Il mercato digitale della città metropolitana di Milano vale tredici miliardi di euro, quasi un quinto dell’intero mercato digitale nazionale, mentre sul fronte occupazionale l’area concentra il 30% di tutti i lavoratori italiani del settore. I numeri spiegano perché il capoluogo lombardo si candidi da tempo a capitale naturale dell’innovazione in Italia, un ruolo confermato anche dall’attrazione di investimenti miliardari in intelligenza artificiale da parte di colossi come Microsoft e OpenAI.
Sala ha inoltre annunciato un progetto parallelo destinato ad accompagnare la crescita digitale della città: un digital twin urbano capace di digitalizzare sovrasuolo e sottosuolo, con il censimento di oltre un milione di oggetti urbani distribuiti su più di 2500 chilometri di strade.
Si tratta di un’infrastruttura di dati che, se realizzata secondo le ambizioni dichiarate, potrebbe collocare Milano tra le prime città europee dotate di una mappatura digitale integrale del proprio tessuto urbano, un terreno su cui big tech e amministrazioni locali si confrontano ormai da anni.
Il bando e il fuori salone diffuso
Al netto della cornice istituzionale, la parte più concreta dell’operazione riguarda già il calendario. Il Comune di Milano ha appena pubblicato un bando pubblico per selezionare imprese e startup che potranno esporre le proprie tecnologie in quindici spazi pubblici della città: quattordici piazze milanesi più una piazza messa a disposizione dalla Regione Lombardia.
Il termine per candidarsi è fissato al 14 settembre 2026, mentre il fine settimana clou della manifestazione diffusa si terrà tra il 17 e il 19 ottobre, con convegni al chiuso e attivazioni nelle piazze aperte al pubblico. Come spiega l’assessora allo Sviluppo Economico e Politiche del Lavoro del Comune di Milano Alessia Cappello “Non poteva capitare un momento migliore per avere il CES qui a Milano. È il tempo perfetto per la nostra industria“. Che poi ha aggiunto: “Milano è una città che partecipa, è una città che crede nell’innovazione, è una città che questa sfida la raccoglie in tutte le sue compagini e che si proietta a livello internazionale come capitale dell’innovazione“.
Il modello scelto ricalca esplicitamente quello del fuorisalone del design, con eventi distribuiti in tutta la città, mostre temporanee e installazioni immersive che affiancano il programma ufficiale in Fiera. Marco Barbieri, segretario generale di Confcommercio Milano Lodi Monza Brianza, ha richiamato proprio questo paragone parlando di ricadute dirette per il commercio e il terziario cittadino, sul modello delle “notti bianche” che negli anni hanno già trasformato altri appuntamenti milanesi in occasioni di indotto diffuso per bar, ristoranti e negozi del centro.
Startup, robotica e il ruolo della ricerca
Sergio Rossi, vicesegretario generale della Camera di commercio, ha ricordato che l’ente ha investito oltre tre milioni di euro in favore delle startup negli ultimi cinque anni, un impegno che si affianca al progetto TEF, la Testing and Experimentation Facility sviluppata insieme al Politecnico di Milano e all’Università Bocconi per attrarre talenti e imprese internazionali.
A questo si aggiunge lo Smart City Lab, spazio convenzionato con il Comune che funziona già oggi da incubatore per le startup cittadine, un tassello che negli ultimi mesi ha trovato compagnia in round di finanziamento chiusi da giovani imprese italiane combinando capitale privato e incentivi pubblici.
La pitch competition che accompagnerà CES Unveiled selezionerà le realtà che parteciperanno poi al CES di Las Vegas del 2027, un percorso che ricalca quanto già sperimentato negli ultimi anni dalle decine di startup italiane che ogni gennaio espongono nell’area Eureka Park del CES americano.
Non è un caso che tra i settori più attesi ci sia la robotica, dove l’Italia ha già messo a segno primati come il passaporto digitale per i robot umanoidi sviluppato da un’azienda veneta, mentre a livello globale la piattaforma aperta da Nvidia sta accelerando la nascita di una vera e propria filiera della robotica generalista.
Un banco di prova per il Paese
Resta il tema più ampio, quello della sovranità tecnologica europea, richiamato più volte durante la conferenza stampa e destinato ad accompagnare l’intero percorso verso ottobre. In un momento in cui l’Europa discute apertamente di indipendenza digitale, come dimostra la nascita di alleanze industriali tra produttori continentali di infrastrutture di rete, ospitare una manifestazione nata a Las Vegas diventa anche un modo per misurare quanto il continente riesca a costruire ponti con l’ecosistema tecnologico statunitense senza rinunciare a una propria voce autonoma.
Giovanni Bozzetti, presidente della Fondazione Fiera Milano, ha parlato di un’eredità che dovrebbe restare sul territorio ben oltre le giornate di ottobre, trasformandosi in nuove relazioni e opportunità per i cittadini piuttosto che in un evento fine a se stesso.
La scommessa è trasformare CES Unveiled da appuntamento di una giornata a piattaforma stabile di relazioni internazionali, capace di attrarre investimenti, startup e competenze verso Milano e il suo ecosistema dell’innovazione.

























