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AirPods come due occhi, le idee più innovative di Apple per capire il mondo

Gli AirPods del futuro vedranno il mondo quasi come due occhi per far capire il mondo all’Intelligenza Artificiale usando una videocamera con cui ciascun auricolare cattura la stessa scena da due punti di vista leggermente diversi, fornendo al sistema informazioni utili per ricostruire con maggiore precisione profondità, distanze e disposizione degli oggetti nello spazio.

È questo uno degli elementi più interessanti emersi dal codice di macOS Tahoe 26.7 che, dopo avere mostrato per errore gli AirPods con fotocamera in un video dimostrativo, continua a fornire nuovi dettagli sul progetto.

Il principio di fondo era già emerso nelle precedenti indiscrezioni: le fotocamere degli AirPods non servirebbero principalmente a scattare fotografie o registrare video, ma a fornire a Siri e Visual Intelligence un contesto visivo su ciò che circonda chi li indossa. Già a luglio, inoltre, iOS 27 aveva lasciato emergere riferimenti a due immagini catturate ai lati della testa dell’utente.

Due sensori che lavorano insieme

La chiave del sistema risiede in un nuovo framework chiamato AccessorySensorManager, che gestisce l’acquisizione delle immagini e i dati provenienti dagli AirPods. Apple chiama internamente il componente video “Kino Sensor”.

I due auricolari, nell’idea di Apple, generano immagini RGB sincronizzate, associate allo stesso identificativo. In pratica i due sensori osservano contemporaneamente la stessa scena da posizioni differenti, una configurazione che può offrire a Visual Intelligence più informazioni sulla profondità e sulla disposizione degli elementi nello spazio.

Il codice prevede anche caso in cui arrivi l’immagine da un solo auricolare: il framework genera allora una controparte vuota, mantenendo comunque la coppia di fotogrammi prevista dal sistema.

È un passo ulteriore verso l’idea, già delineata dalle indiscrezioni precedenti, di AirPods capaci di fornire continuamente a Siri informazioni sull’ambiente circostante, trasformando gli auricolari in sensori per l’intelligenza artificiale.

Modalità attiva e passiva

Il codice indica anche due differenti modalità di acquisizione: attiva e passiva.

La modalità attiva entra in funzione quando l’utente chiede esplicitamente qualcosa a Siri o utilizza Visual Intelligence. In questo caso ogni auricolare acquisirebbe un’immagine da 640 × 640 pixel, successivamente elaborata fino a una risoluzione di 1024 × 1024 pixel.

Il sistema nasce anche ricevere una frequenza di acquisizione e inviare quindi una sequenza continua di immagini a intervalli regolari. Non si tratterebbe comunque di una registrazione video, ma di una successione di fotogrammi destinati all’analisi.

La modalità passiva funzionerebbe invece a risoluzione inferiore, con acquisizioni da 320 × 320 pixel e output da 320 × 320 oppure 512 × 512 pixel.

Questa seconda modalità sembra destinata alla consapevolezza ambientale in background, cioè alla capacità degli AirPods di capire che cosa sta accadendo intorno all’utente senza richiedere continuamente un comando diretto.

Cosa può attivare la modalità passiva

macOS Tahoe 26.7 contiene anche riferimenti a diversi eventi che possono innescare o accompagnare l’acquisizione passiva delle immagini.

Tra questi compaiono voce nelle vicinanze, cambiamenti nella scena sonora, variazioni della postura, rotazione della testa e lo spostamento dell’utente al di fuori di una determinata area spaziale.

Il sistema tiene inoltre conto del movimento continuo della testa. Sono presenti riferimenti alla correzione della distorsione dell’obiettivo, alla calibrazione delle due videocamere e alla sincronizzazione con i sensori di movimento.

Le immagini troppo mosse oppure catturate con la visuale ostruita sono automaticamente scartate. Nel video dimostrativo trovato nel sistema Apple compare anche un avviso che invita l’utente a non coprire gli AirPods con i capelli, proprio per permettere ai sensori di osservare correttamente l’ambiente.

Una parte dell’analisi avverrebbe direttamente sugli AirPods

Un altro elemento interessante riguarda l’elaborazione locale. Nel codice compare il concetto di “peripheral inference”, che suggerisce che almeno alcune operazioni di riconoscimento vengano effettuate direttamente sugli auricolari.

Apple mostra per errore le AirPods con fotocamera, ecco come funzioneranno - macitynet.it

Tra gli esempi individuati c’è il rilevamento della presenza di una persona nell’inquadratura.

Non è ancora chiaro quanto del lavoro venga eseguito dagli AirPods e quanto venga invece affidato all’iPhone o ai sistemi Apple.

Gli AirPods con sensori video quasi certamente saranno anche essere tra i primi modelli a utilizzare il nuovo chip H3, attualmente in sviluppo. Il nuovo processore dovrebbe migliorare latenza e qualità audio, ma avrà un ruolo importante proprio anche nella gestione dei nuovi sensori e nell’elaborazione locale.

Una spia segnalerà quando i sensori sono attivi

Il framework contiene inoltre riferimenti a un indicatore luminoso hardware, del quale il software potrebbe controllare anche la luminosità.

La funzione è pensata per rendere visibile alle persone vicine quando gli AirPods stanno acquisendo immagini. È un dettaglio particolarmente importante perché gli auricolari, come accennato, sarebbero in grado di raccogliere informazioni visive anche in modalità passiva.

Apple sembra quindi aver previsto fin dall’inizio un segnale visibile quando i sensori sono in funzione, un elemento centrale per la privacy in un dispositivo indossabile capace di osservare lo spazio circostante.

Niente foto e niente video per l’utente

Sappiamo che nonostante la presenza dei sensori, questi AirPods  pensati come una fotocamera indossabile.

Secondo le informazioni emerse finora, non sarebbe possibile scattare fotografie o registrare video da salvare o condividere. I sensori produrrebbero invece immagini temporanee utilizzate da Siri e Visual Intelligence per comprendere ciò che si trova davanti all’utente.

Nel video scoperto in macOS Tahoe 26.7, per esempio, una persona mostra un libro agli AirPods e chiede a Siri di ricordarlo. È probabilmente l’esempio più immediato della funzione: guardare qualcosa, riconoscerlo e interagire con ciò che si vede senza prendere in mano l’iPhone.

Il concetto non nasce con quest’ultima scoperta: già nelle indiscrezioni precedenti gli AirPods erano stati descritti come una possibile estensione dei sensi dell’utente per le funzioni di intelligenza artificiale. Il nuovo codice permette però di capire molto meglio come Apple intende ottenere questo risultato.

Due progetti, ma l’arrivo resta previsto nel 2027

La data di lancio indicata dagli ultimi rumor resta il 2027, probabilmente più tardi rispetto ai piani iniziali di Apple.

Durante lo sviluppo Cupertino avrebbe infatti portato avanti almeno due progetti. B790 è sostanzialmente una versione modificata degli AirPods Pro 3 ed è anche il modello mostrato nel video trovato in macOS Tahoe 26.7.

B798 sarebbe invece una nuova generazione di AirPods, progettata fin dall’inizio attorno ai sensori visivi e alle funzioni di intelligenza artificiale. Secondo le indicazioni più recenti, sarebbe proprio questa la piattaforma con le maggiori probabilità di trasformarsi nel prodotto destinato al mercato.

La presenza del B790 nel sistema operativo si spiegherebbe quindi con il fatto che Apple aveva portato il progetto molto avanti prima di cambiare programma. Il rinvio al 2027 e l’esistenza dei due progetti B790 e B798 spiegano anche perché un prodotto che appare già così avanzato nel software Apple non dovrebbe arrivare sul mercato quest’anno.

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